A volte non riesco a discernere il dolore. Quanto il dolore sia profondo,  e quanto invece ci giochi l’abitudine.
Quando una storia finisce, e non è stato detto con le parole che è finita, lo capisci dai fatti, ma non lo riesci a sentire dentro di te, non ci credi fino in fondo, e ti capita sott’occhio una foto che avevi salvato nel pc, che lasciavi a volte nella  sera come sfondo, a farti compagnia,  e ora la guardi, e cogli lo sguardo e il viso che hai accarezzato e la bocca che ti parlava  e ti baciava e conosci ogni piega ed espressione di quel volto, e pensi che mai più… E’ uno strappo dentro che si ricuce con un forse, forse mai più. E pensi che se fosse per te sarà ancora, e magari capiterà che sarà. Perchè non saprai negarti, in fondo non ci pensi nemmeno.
Questo è farsi male. Un passaggio obbligato verso l’anestesia.

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10 pensieri su “

  1. ilmamba

    Ora comincio a preoccuparmi davvero. Non posso tollerare che una cara amica abbia perso il contatto con la realta’. Devo pensare a fare qualcosa per aiutarla….Lei, che in momenti bui per me, mi e’ stata di grande aiuto….

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  2. auxesia1

    sono pienamente daccordo con tabatha.
    Datti una martellata sugli alluci, metti la testa sotto l’acqua gelida ma cerca di uscire da questo stato di attesa e di forse e di magari.
    Non è anestesia questa, ma accanimento terapeutico o, peggio, cure palliative……

    Rispondi

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