Archivio mensile:agosto 2011

Manovre

Ieri  sera al tiggì ho sentito Silvio  vantarsi, quale altro governo sarebbe stato capace di concepire una manovra da 45,5 miliardi di euro in 4 giorni, come hanno fatto loro a Ferragosto?   Io non vedo cosa ci sia da vantarsi, gli altri governi non si riducono a doverne fare, credo. Magari hanno un minimo di quel che si dice pianificazione, mentre il nostro pensa di giocare a Monopoli, dove ci si regola in base ai dadi.

Non ho evidentemente fatto il militare, non mi sono laureata, quindi il ritocco delle pensione non mi tange, ma nonostante ciò penso sia una cosa indecente: che l'anno di militare valesse come anno lavorativo, ai fini pensionistici, è un diritto acquisito, il riscatto degli anni di laurea è un diritto acquistato, a fior di milioni, non possono toglierlo così.  D'altra parte il loro calcolo è ovvio: dobbiamo tenere di più al lavoro chi ce l'ha ancora e versa contributi.

Un governo  capace solo di tagliare posti di lavoro, che semmai pensa a rendere più facili i licenziamenti, non fa nulla per il futuro della nazione:
-gli attuali precari e disoccupati, diventeranno anziani senza mezzi di sostentamento, lo Stato dove troverà i soldi per l'assistenza?
– lavoratori precari, che trovano un posto per qualche mese sapendo di doverlo lasciare, presteranno la loro opera al meglio o saranno portati a scaldare la sedia? hanno modo di accrescere la professionalità?
Domande che mi pongo.
 

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Crescere.

Quando un bimbino biondo ti appare in cucina con solo le mutandine e ti dice "Ho fatto la caccata" ti viene, no,  da guardare in giro, per terra, con un filo di smarrimento, ma poi chiedi meglio… insomma era orgoglioso, aveva fatto la pipì nel water, una cascata.

Pane secco

Non è stato immediato raggiungere Michela e Luca come eravamo d'accordo, sul lungolago, vicino all'Imbarcadero, dove ci sono i giochi per i bambini.
Prima, ho preso il pane vecchio da dare alle paperelle, ma sono uscita con le pantofole, e sono tornata in casa a mettere i sandali.
Poi, scendendo per le scale,  le ho risalite e ridiscese, dopo aver realizzato di indossare sì i sandali, ma di aver lasciato questa volta  il sacchetto del pane sul tavolo.
Luca mi viene incontro – le nonne sanno tutto – chiedendomi come si chiama la bambina di colore, grandicella, vicino a lui.
Non lo so, e allora glielo chiedo, ma mi risponde "Sono stata sul treno" e mi guarda.
Quando prendo il mio posto sulla panchina, ho finalmente modo di fungere da pista per Saetta Mc Queen e Francesco Bernulli, personaggi di Cars 2, in mezzo a bambini estasiati  che chiedevano a Luca di fargli vedere le macchinine.
Faccio notare a Michela quanto è carina la bimba più piccola dei tre fratellini negretti , ferma sul triciclo, con occhioni sgranati e le treccine raccolte sulla nuca.
Parentesi:  secondo me il termine "negro" o "nero"  non è per forza politicamente scorretto, è che mi sembra ridicolo scrivere sempre "di colore", se hanno un colore diverso della pelle, se sono di una razza umana diversa, è un dato di fatto, mica nego che siano esseri umani con parità di diritti.
Insomma ci sono questi tre fratellini, scurissimi di pelle, magri, lunghi, puliti, ravviati e tutti dotati di tricicli, li avevo notati altre volte a spasso sul lungolago: impossibile non notarli, e  certo, i due più grandi starebbero meglio ormai su una biciclettina.
Il maschietto dei tre fa per strappare una macchina a Luca, che la sa ben difendere, nonostante la differenza di taglia e di età.
Intanto la piccola mi si avvicina, e mi indica il sacchetto del pane: ora, quel pane era tagliato a pezzettini, vecchio anche di un mese,  da usare per la pappa del cane, e ne avevo preso un po' da portare al lago, per le papere, i cigni e le oche, e per far divertire  Luca,  e ancor di più,  me.
Glielo dico, che è il pane per le paperelle, ma sembra non capire, o  forse le importa solo la parola "pane", ed insiste per aprire il cellophane.  Mi guardo in giro, ma non vedo alcun  adulto che possa essere con lei, comincio ad essere preoccupata, perchè se invece di pane vecchio  fosse  stato un pasticcino, non avrei esitato a dargliene uno, due, tre… invece è pane vecchio, lasciato a seccare da tempo in un sacchetto di carta aperto, ed appoggiato sul calorifero spento, e dal quale ci siamo serviti a manate per riempire la ciotola del cane.
Cerco di non lasciarle aprire il  pacchetto, ma  non voglio neanche essere brusca, mi devo arrendere alle sue manine brune, che estraggono un tozzo di pane, sì, il tozzo di pane, come quello delle storie lacrimevoli di Remy, e di Cosetta, e della Piccola Fiammiferaia.
La bimba si è allontanata ed ora mi osserva dal suo triciclo, e sgranocchia il pane, ed io son piena di domande.
Era un capriccio di bambina, o ha veramente fame?
E io mi preoccupo di dar da mangiare alle papere…
E poi, non puoi immaginarti qualcuno che soffre la fame, ben pulito e pettinato… pensi che abbiano almeno il necessario… ma esistono, al di là della fame, la pulizia e la dignità.
Che imbarazzo… o forse, anche un po' di vergogna, la mia.

pane secco

Non è stato immediato raggiungere Michela e Luca come eravamo d’accordo, sul lungolago, vicino all’Imbarcadero, dove ci sono i giochi per i bambini.
Prima, ho preso il pane vecchio da dare alle paperelle, ma sono uscita con le pantofole, e sono tornata in casa a mettere i sandali.
Poi, scendendo per le scale,  le ho risalite e ridiscese, dopo aver realizzato di indossare sì i sandali, ma di aver lasciato questa volta  il sacchetto del pane sul tavolo.
Luca mi viene incontro – le nonne sanno tutto – chiedendomi come si chiama la bambina di colore, grandicella, vicino a lui.
Non lo so, e allora glielo chiedo, ma mi risponde “Sono stata sul treno” e mi guarda.
Quando prendo il mio posto sulla panchina, ho finalmente modo di fungere da pista per Saetta Mc Queen e Francesco Bernulli, personaggi di Cars 2, in mezzo a bambini estasiati  che chiedevano a Luca di fargli vedere le macchinine.
Faccio notare a Michela quanto è carina la bimba più piccola dei tre fratellini negretti , ferma sul triciclo, con occhioni sgranati e le treccine raccolte sulla nuca.
Parentesi:  secondo me il termine “negro” o “nero”  non è per forza politicamente scorretto, è che mi sembra ridicolo scrivere sempre “di colore”, se hanno un colore diverso della pelle, se sono di una razza umana diversa, è un dato di fatto, mica nego che siano esseri umani con parità di diritti.
Insomma ci sono questi tre fratellini, scurissimi di pelle, magri, lunghi, puliti, ravviati e tutti dotati di tricicli, li avevo notati altre volte a spasso sul lungolago: impossibile non notarli, e  certo, i due più grandi starebbero meglio ormai su una biciclettina.
Il maschietto dei tre fa per strappare una macchina a Luca, che la sa ben difendere, nonostante la differenza di taglia e di età.
Intanto la piccola mi si avvicina, e mi indica il sacchetto del pane: ora, quel pane era tagliato a pezzettini, vecchio anche di un mese,  da usare per la pappa del cane, e ne avevo preso un po’ da portare al lago, per le papere, i cigni e le oche, e per far divertire  Luca,  e ancor di più,  me.
Glielo dico, che è il pane per le paperelle, ma sembra non capire, o  forse le importa solo la parola “pane”, ed insiste per aprire il cellophane.  Mi guardo in giro, ma non vedo alcun  adulto che possa essere con lei, comincio ad essere preoccupata, perchè se invece di pane vecchio  fosse  stato un pasticcino, non avrei esitato a dargliene uno, due, tre… invece è pane vecchio, lasciato a seccare da tempo in un sacchetto di carta aperto, ed appoggiato sul calorifero spento, e dal quale ci siamo serviti a manate per riempire la ciotola del cane.
Cerco di non lasciarle aprire il  pacchetto, ma  non voglio neanche essere brusca, mi devo arrendere alle sue manine brune, che estraggono un tozzo di pane, sì, il tozzo di pane, come quello delle storie lacrimevoli di Remy, e di Cosetta, e della Piccola Fiammiferaia.
La bimba si è allontanata ed ora mi osserva dal suo triciclo, e sgranocchia il pane, ed io son piena di domande.
Era un capriccio di bambina, o ha veramente fame?
E io mi preoccupo di dar da mangiare alle papere…
E poi, non puoi immaginarti qualcuno che soffre la fame, ben pulito e pettinato… pensi che abbiano almeno il necessario… ma esistono, al di là della fame, la pulizia e la dignità.
Che imbarazzo… o forse, anche un po’ di vergogna, la mia.

I 7 punti di Tiptop, non iscritta ad alcun partito.

1) razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, con redistribuzione del personale, eliminazione dei doppi incarichi, delle consulenze esterne (giustificate solo in mancanza di personale interno qualificato): il che vorrebbe dire risparmio e funzionalità, e aumento di posti di lavoro in luogo dei doppi incarichi, accorpamento di servizi per piccoli comuni, ok abolizione provincie piccole.
2) Riforma della giustizia (non nel senso berlusconiano), con accelerazione delle procedure e accorpamento di uffici (potenziando l'informatica, si può) e di tribunali poco distanti, lasciando magari uno sportello per le pratiche e le ceritficazioni: non si ha idea di quanto denaro sia bloccato per cause e pignoramenti, e non circola. Udienze fissate per le conclusioni anche a sei otto anni di distanza, cancellerie che a esecuzione immobiliare conclusa ci mettono anche  più di un anno a emettere mandati per pagare le somme ripartite ai creditori; l'Italia sarebbe meno temibile per investitori esteri.

3)Riduzione delle indennità parlamentari, lasciando magari i privilegi sinchè sono in carica… se no, chi glielo fa fare di candidarsi? però, se li vogliono ancora, devono meritare di essere rieletti; blocco delle retribuzioni ai mega dirigenti di enti etc (diritti acquisiti), quando decadono, i successivi avranno retribuzioni dimezzate; vitalizi aboliti, pensioni adeguate ai contributi versati.

4)grandi opere e commesse:benestare degli enti locali, controllo sugli appalti, penali sui ritardi. e finiamola, la salerno reggio calabria, buttiamo a mare il Ponte, e chiediamoci se la Tav serve davvero, e ancora.

5) riforma elettorale: dobbiamo poter scegliere le persone, magari ne cucchiamo qualcuna che si faccia meno gli affari suoi. Prima mi sembrava meno sporca, la politica,  il che è tutto dire, e c'erano persone con il senso della politica, comunque.

6) aumento dell'iva sui beni di lusso (si sottolinea che la cultura non è un lusso)  e "viziosi": i beni di sopravvivenza devono essere accessibili, chi ha di più può spendere di più, chi ha vizi, cerchi di smettere così risparmia; diminuzione delle imposte sulla benzina, che è uno strumento di lavoro; smettere di tagliare fondi a regioni e comuni, che in pratica si finisce sempre a pesare su chi ha bisogno dei servizi; no alla svendita dei beni statali (se no, cosa resta a garantire il debito pubblico?) ma tassazione più alta sugli immobili di lusso (valutazione di mercato) ed anche  in base alla quantità di immobili possedut, ancor più se sfittii.

7)ok la tracciabilità dei pagamenti, no colpire i patrimoni scudati, un patto è un patto, e lo stato deve restare credibile (sigh!), deducibilità al 5% di tutti gli scontrini e ricevute di pagamento che uno accumula durante l'anno. (E' un'idea balzana? )

Per chi avesse avuto il coraggio di leggere sin qui…Le opinioni e le critiche  sono gradite, ed anche eventuali punti 8, 9 etc.che vi venissero in mente.Ovviamente non ho nessuna idea delle cifre che i miei 7 punti metterebbero in gioco, se sarebbero sufficienti o meno… E' solo un abbozzo, però ho cercato di pensare dove si potrebbe colpire senza mettere in repentaglio posti di lavoro, stato sociale, stipendi… che senza questa base, non ci possa essere ripresa di consumi, ci arriva anche un bambino.