Archivio mensile:dicembre 2006

Tag: Friends. Da una persona amica, per essere amica di me stessa.
Visto che in questo periodo mi voglio poco bene, c’è qualcuno qui che pensa per me. A riprova di tante discussioni sulla blogosfera e sul virtuale.
Propositi per l’anno nuovo, con decorrenza oggi: una inesorabile legge della natura dice che le cose che ci si propone a partire da lunedì, alla fine non si mantengono mai. Io lo so per il mio lavoro, recupero crediti. Quelli che dicono che richiamano lunedì, versano lunedì, non lo fanno mai.
Figuriamoci quando il lunedì coincide con l’ inizio dell’anno.
Preso atto che non sono una roccia, e mi sto avviando dal rottamatt, da subito:
– mangio  come è giusto che mangi (non voglio nominare l’orrida ferrea rigida parola di 5 lettere che comincia per d…)
– andrò in bicicletta il più possibile, sperando che non nevichi o piova immediatamente ora che l’ho detto
– staccherò presto dal pc di notte, in modo da essere riposata e meno tesa, e quindi avere più energie per seguire un giusto regime alimentare, perchè anche questo è uno sforzo.
Oggi a pranzo ho esordito… riso in bianco e mela (anche perchè ieri stavo poco bene)
Adesso mi piglio un caffè con dolcificante, goccino di latte parzialmente scremato e poi sfaccendo in casa, che non si finisce mai (soprattutto se non si ha mai voglia di cominciare).

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Rebus
(Frase 6,4,5)

FELICE ANNO

                                                                  
                           N

Ab ovo,  un uovo l’idea di un inizio la dà.
Sperando comunque che non ci capiti di vivere da pollo.

strada  di notte
Ho ricevuto una mail.

" Ore 03.45
Sono appena rientrato da una bella e lunga passeggiata per i vicoli del
centro di /////////. Si stava bene fuori perche' e' una notte molto
umida ma non fredda.
Non c'era neppure un cane o un gatto in giro; solo io con i miei mille
pensieri. Strada facendo, in quel silenzio e quella tranquillita'
assoluta, mi sono visto passare davanti tante tappe della mia vita.
Ne ho approfittato anche per iniziare a fare le prove generali di come
si vive di notte per la strada.
Poi, mi e' apparso il ricordo di una tua risposta alla mia affermazione
che diceva: "secondo me, tu Cristina sei un angelo.."; la tua risposta
fu: "no, sono solo una persona".
Pero', poco fa nel meraviglioso blu della notte, mi sono detto: "credo
invece che Cristina si sbagli, perche' solo un angelo prende la
decisione di diventare amico di una persona senza futuro".

Sai, mi piacerebbe molto che tu inserissi in un post del tuo blog
queste mie considerazioni in modo integrale, cosi' come ti sono arrivate
ora in questa mail; dicendo solo che le ha scritte un amico senza
nominare ne' nome ne' nik. Questa e' solo una mia idea; se non ti piace,
fai finta che io non l'abbia mai detta.
A presto! "

Gli sono amica perchè è una persona, una persona gentile, perchè sento la
sua presenza e non mi chiede niente, e sono rabbiosa col mondo, che si
debba sentire senza futuro e pensare alla strada... perchè è onesto.

So che non è l'unica persona a posto a trovarsi in difficoltà... ed è anche
per questo che ho pubblicato la sua mail.


La sua mano sfiorava veloce la tastiera accarezzandola,  un sorriso leggeva le parole che chiedevano il suo cuore.
Fece un bel pacchettino e glielo mandò. Ma venne appoggiato lì, vicino al pc,  non gli fu tolta neanche la carta.

Stavo piegando le cose asciutte, è strano il filo dei pensieri, di come si collegano le idee. Piegavo dei capi di mia figlia… strani… solo delle maniche, senza il resto… poi altre maniche però collegate sulla schiena…pensavo che io non ci tengo, mi vesto a caso…che però i miei figli non hanno rotto le palle più di tanto con le cose firmate e cose così, e poi ritorna il pensierone, un discorso sentito alla cena di Natale. Una parente, il cui figlio ha smesso l’università,  gi oca d’ azz ardo su internet e non esce mai di casa se non per rifornirsi di fu mo. Sempre alla stessa cena,  la consuocera di mia sorella, insegnante in pensione,  mi diceva com’era bello vedere  quanto mi volevano bene i miei figli, si capiva da tanti atteggiamenti.
Ecco… io sono qua che penso alle mie carenze affettive, ad un matrimonio senza comunicazione, al mio non sentirmi realizzata… ma che cavolate sono, al confronto di un figlio che a ventidue anni ti  diventa  così… se fosse successo a me, me madre, i miei figli così, avrei avuto la forza di affrontare la cosa? Ho due figli "a posto" che mi vogliono bene ho un lavoro… è facile, ho il tempo di farmi tutte le seghe mentali che voglio. E poi… perchè si diventa così?
Mia madre (anni 93) ha commentato semplicisticamente la cosa, dicendo che Internet è la rovina di tutto… dimentica che al gioco, senza internet,  ha fatto fuori soldi gioielli quadri e un appartamento di quasi 300mq, bastava il taxi. Ma lei lo faceva perchè si annoiava, così ha sempre detto.
Io non so… la mia parente è molto benestante, ville di famiglia di qui e di là, anche se ultimamente le cose vanno meno bene; la vedevo più frequentemente quando i nostri figli erano piccoli, ma la ricordo una madre dolce ed attenta. Non è mai stata una di quelle persone ricche che se la menano e si dimenticano facilmente di alcuni valori….
Io non so… quando ero al liceo, i miei amici, quelli con cui mi trovavo meglio, hanno cominciato a fumare, poi con l’aci do  e altri con l’er o.E una ha seguito un guru. Io non sono più uscita con loro, per forza di cose, non condividevo….ma non ho chiuso la porta. E mi sono sempre chiesta perchè loro si e io no. E la mia non era una famiglia serena, tra il vizio della mamma, che era sempre assente, le sue separazioni dal  papà, una sorella, sposata, che beveva …

Reader’s digest? Leggere per digerire… lo so che non è la traduzione giusta, però ci piglierebbe…
Non ci siamo strafogati la sera del 24, non tipo serpente che ci mette un mese a digerire, come ammesso da taluno blogger… però una cosina che ho fatto ieri sera,  ci è andata bene, ed è buona anche quando si è mangiato  troppo…
mele sbucciate, a pezzetti grossi,  con prugne secche morbide anche col nocciolo, scorzetta di limone e chiodi di garofano, zucchero q.b., pochissima acqua, una manciata di minuti di cottura, meno di cinque…faccio sempre a occhio.
Le prugne secche morbide non  sono una contraddizione intrinseca…
Le mele cotte credo siano quasi dimenticate, non le sento  mai nominare, da piccola erano un castigo.. ai miei fatte così piacciono un sacco.
E anche la pasticceria a base di mele… non è tutta buona?
Memo – triste –  per tiptop: pensare alle diete, mica ai dolci con le mele.

Passato il primo giro di boa di queste feste senza troppi danni, non fosse il mal di testa che mi vuole sempre troppo bene per lasciarmi a lungo. E questa volta ho dormito tanto.
Si perchè stamattina mi sono lasciata dormire. E’ stato bello il risveglio trovando due sms di persone molto care, e la giornata è scivolata via mediamente tranquilla, sentendo un po’ di amici e col fermo e non detto proposito di non mettere il naso fuori di casa,  e non fare nulla di fretta,  per nessun motivo.
La Princess oggi in compagnia è emigrata  alla casa in campagna, chiusa per l’inverno,  dando ben due segnali di vita telefonica "Papy come si apre l’acqua" e "Papy come si accende lo scaldabagno, dobbiamo cuocere la pasta" Se non  altro è stata utile per depositare là sul tavolo in  attesa di eventi l’ambito dono di mio nipote, una fruttiera di metallo di cm 60 di diametro. Ma dove si mette una cosa di quelle dimensioni quando non si possiede un castello?
La serata di ieri è stata naturalmente meno pesante del previsto…per il mal di testa non riuscivo a seguire la scena e le persone. Prima di rifugiarmi in cucina a lavare i piatti, ho fatto giusto in tempo a cogliere mio fratello di anni 69 che si rivolgeva al figlio, di anni 38 "anzi, da oggi in poi voglio che mi chiami papà, e non per nome" e mia madre che asseriva per la millesima volta che preferisce stare al Circolo piuttosto che con noi perchè lì non a fanno sentire vecchia,. la riempiono di complimenti…per come è vecchia bene, in fin della fiera, mica glieli fanno per la sua gioventù. Credo finirò come  lei un giorno… se ci arrivo. Classe 1914..Però!

Faccio ridere, auguro serenità e poi mi pigliano questi momenti qua.
Prendo spunto dai commenti del post precedente.. è che c’è qualcosa che non va e non so nemmeno bene io cosa. Ho cambiato di me quello che volevo cambiare, ma se mi guardo dentro, non  voglio essere diversa da come ora sono . E’ che mi sento tante cose addosso, e non volute, e inevitabili. E mi sento sempre sola ad affrontarle. Soli siamo sempre, alla fine, lo so, e affronto quello che c’è da affrontare.Ma un posto dove riposarmi dopo il combattimento non ce l’ho. La sensazione che non mi è concesso di decidere del mio tempo, dei miei sentimenti. Sembro fragile, forse per il mio bisogno di comunicare, condividere,  anche di attenzione…ma non sono debole nè indifesa. E’ solo fame dopo un lungo digiuno.

P.S. Come mi pesa la cena di stasera. Ho la sensazione che sia l’ultima volta, la chiusura di un’epoca, il vero strappo del cordone ombelicale con la famiglia di origine.

Però una cosa bella che fa Natale è il mio bambino che è tornato proprio stasera. E a tavola ci faceva ridere E la Pricess gli ha dato il torrone che aveva comprato per lui ai Mercatini di Natale a Bolzano. E aveva messo anche a me il pacchettino sul comodino… ma le ho detto di damelo quando li apriamo tutti…se no dopo non ne ho da aprire.

Mi sono dimenticata di fare l’alberello di Natale… per la gioia dei gatti, che in un anno non sono maturati affatto. Fare i pacchettini dei regali con loro intorno è ancora un’impresa impossibile! Rubano tutto, giocano con le cordine….

Aria di Natale, siamo tutti più buoni.
Basta non dover prendere l’autobus. 50.
Sono arrivata alla fermata della 50 e 58 di Sant’Ambrogio, che  già da lontano si vedevano un sacco di ombre in attesa.
L’atmosfera era caliente. Il display dava la 58 a 1 minuto,  e la 50 ad  un asterisco.
Poi la 50 doveva aver perso, perchè il display  ci diceva che era alterata.
Poi è arrivata una 58 presa d’assalto. Insulti al conducente di vario tipo da parte di una gnoma con cappellino e cappotto lungo.
Arrivata la 50, zeppa. Subito dietro un’altra semivuota, ci salgo. Alle mie spalle sento una voce che si addolcisce, probabilmente ha a che fare con una signora anziana " Ma no no signora non si preoccupi di timbrare, che vuole che siano cinque minuti. Che lo chiedano a me GLI SCHIACCIO LE PALLE" . Non so cosa sia successo tra una signora anziana ed elegante, che spingeva il figlio adulto attraverso i corpi per scendere, ed una ragazza bionda. Borbottava, la donna "quando si è sceme" e la ragazza "ma cosa vuole quella", i due sono scesi e la donna si è girata "E’ proprio scema!"  e la ragazza di rimando a voce alta, guardando fuori " E lei è vecchia e rimbambita" . Boh, sono scesa ad una fermata prima della solita. La porta si  è aperta a 20 cm da una macchina posteggiata, sono riuscita a sgusciare.. ed anche altri dopo di me, con anatemi vari…

Che c…! Sto continuando a starnutire, proprio adesso che ci sono 4 giorni filati a casa dal lavoro. A quanto pare è vero che diventando vecchi si torna bambini… da piccola il giorno di Natale ero quasi sempre ammalata. Se mi sforzo, magari riesco ad avere la febbre per le ore 18 del giorno 24,  e magari dopo un sonno ristoratore mi risveglio guarita il 25. E mi faccio raccontare dai miei figli come è andata la cena di Natale.