Archivio mensile:gennaio 2009

25 brandelli su di me, a casaccio

Su Facebook gira questa catena, di dimensioni bibliche … devi poi nominare altri 25….

1)      Quando  qualcosa dentro mi dice che una cosa è sbagliata,  la faccio lo stesso.

2)      Da bambina ho rischiato di soffocare per un wurstel,  lo stavo rubando dal frigorifero ho sentito arrivare qualcuno e …

3)      Sempre da bambina,  in vacanza sul lago Maggiore, passavo un sacco di tempo nel fienile, c’erano le gabbie coi conigli del giardiniere e passavo i fili d’erba attraverso le reti, e a volte le cucciolate di micini. Se mi si addormentava qualche micino in braccio e sentivo chiamarmi, non rispondevo per non svegliare il gattino.

4)      I miei ricordi più teneri,  solitari, sono legati a quella villa sul lago.. adoravo anche l‘officina del giardiniere e mi divertivo a fare la punta ai chiodi con la mola, girava, girava,girava veloce, con la manovella.

5)      Ho sofferto un sacco il giorno della Prima Comunione: ero dispari in fondo alla fila per due delle comunicande, nessuna aveva voluto stare in fila  con me perché avevo il “vestito di famiglia” ingiallito nel corso della storia, e liscio, i vestiti delle altre erano bianchi e coi pizzi e con le balze. Forse nasce da qui la mia  apatia elegantiae.

6)      Mi è capitato di sognare  più volte nel sonno il mio primo ragazzo “intenso” come fosse reale, diceva che aveva bisogno di me,  e non saprei come arrivare a luii,  e credo lo stesso lui non potrebbe trovare me, è anche per questo che ho provato FB… ma non c’è.

7)      Ho un’irresistibile necessità di creare…due figli non son bastati.

8)      Detesto le persone  grette, ignoranti  (nel senso che sanno tutto loro e g’han capì nagott ) e volgari.

9)      Adoro le coccole, ma  preferisco sempre la verità bruta.

10)  Una notte mi sono svegliata e mio padre urlava a mia madre sei una bestia incancrenita dal gioco. Poi si sono separati, poi sono tornati insieme. Mia madra a 95 anni gioca ancora.

11)  Quando ho portato il mio cane boxer dal veterinario perché non si muoveva più, e abbiamo deciso che non c’erano più cure valide sono tornata a casa guidando  senza vedere niente per le lacrime e mi veniva rabbia pensando che qualcuno vedendomi avrebbe potuto dire “era solo un cane” Ora provo lo stesso affetto per il  micione, Zampito.

12)  Mi chiedo perché devo scrivere 25 cose su di me quando qui in FB ci diciamo cosa facciamo dal mattino alla sera? Sono tantissime, 25 cose.

13)  Al lavoro,  assunta in banca come figlia di ex dipendente, (dirigente, però) mi sono sentita  trattare da molti come la figlia di papà, tipo rubi il posto di lavoro ad uno che ha bisogno, ah sì fai straordinario perché a casa hai la cameriera, i figli dei ricchi sono sempre biondi, ero sempre la figlia di. Una sera papà mi raccontò che allo sportello gli avevano detto “Lei  è il papà di Cristina?” salutai la notizia con un grido di vittoria, si vedeva la luce in fondo al tunnel.

14)  Ho raccolto  le firme per con il partito radicale, ai tempi, per la legge sull’aborto, e mio padre in casa non mi parlava e le amiche dei miei che mi incontravano in corso Vercelli (di fianco a casa, praticamente) a reclutare firmatari facevano finta di non conoscermi.

15)  Da bambina  ero spesso sola e disegnavo piantine dell’allevamento di cavalli che un giorno avrei avuto, stalle, prati, recinto per puledrini… e poi fondavo Club e facevo le tessere  con le decalcomanie, con Qui Quo e Qua.

16)  Denotavo  un forte spirito affaristico  e imprenditoriale. Compravo dal panettiere un etto di Fruttini siciliani Caremoli e li rivendevo alle mie due sorelle golose a 5 lire l’uno, poi reinvestivo. Sul lago Maggiore raccoglievo i pinoli, rompevo i gusci e li vendevo ad una lira l’uno, c’era anche la mano d’opera.

17)  Qualche  anno fa avevo un forte impulso a esprimermi scrivendo,  ma non sapevo scrivere un libro,  e dicevo al mio collega che almeno da ragazza avevo l’amore a Roma, e ci si scriveva, era uno sfogo. Poi lui è andato al caffè e quando è tornato gli ho detto “Ho la sua mail” , la mail di chi, ha detto lui, ed io “del mio di Roma”.  “Ma tu sei fuori” ha detto il collega. Avevo telefonato alla banca dove sapevo da una quindicina di anni prima che lavorava, me lo sono fatto passare e gli ho  detto. “Ciao, se ti scrivo mi rispondi?” e lui mica si è scomposto “Certo” e mi ha dato la mail. Ci sentiamo ancora ora.

18)   Credo di avere un istinto animalesco nei confronti delle persone, nel fidarmi  o non fidarmi, simpatie ed antipatie. Condividevo infatti gli stessi gusti della mastina napoletana  di mia zia. Mi ricordo la faccia di mia madre spaurita  col naso incollato al vetro della porta finestra che mi guardava girare in giardino sempre seguita da quel grosso cagnone grigioscuro .

19)  Le sensazioni mi arrivano da uno sguardo, da una parola, da un sopracciglio, nel dire nel fare nel gesticolare…e posso “cancellare” una persona per una  sensazione “no”., impalpabile, indicibile, nel senso troppo sottile per riuscire a dirla. Altrettanto  per il sì.

20)  Sto per andare a vivere da sola e mi sono accorta che metter su casa con pochi soldi non è facile, è però una bella sfida

21)  Nuoto malissimo, non ho stile, vado storta, mi annoio profondamente  (nel mare no però) ma mi fa tanto bene.  Mia figlia in piscina ha detto che è impossibile starmi dietro: vado troppo piano.

22)  Ho qualche ansia, per esempio nel fare strade che non conosco, e anche attraversando il ponte  della Becca (confluenza Po-Ticino)  non vedo l’ora che finisca; però verso sera, qu quel ponte, ci sono dei tramonti  splendidi, il sole rosso sull’acqua lenta del Po.

23)  Adoro le vecchie cose.

24)  Detesto le case tenute che sembra debbano essere fotografate per una rivista di arredamento: il mio criterio è che le cose devono stare dove servono, ed allora casa mia sembra sempre un po’ stile camping. Tipo, è inutile tenere i detersivi della lavatrice  in un armadietto, tanto vale tenerli sulla lavatrice..

25)  Non ci credo che siate arrivati a leggere fino a qui!

 

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Carbone: ""In Italia processi più lenti che in Africa"

In Italia i processi del settore civile avvengono a una velocita che ci pone – nella graduatoria dellefficienza giudiziaria – al posto n. 156 (su un totale di 181 Paesi), attestandoci così, per la lentezza dei processi, dopo Stati come lAngola, il Gabon, la Guinea e Sao Tomè. Lo sottolinea il Primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone

(da Repubblica online di oggi)

Tanto per dare unidea di come siamo messi, anche se non condivido il  modo di comunicare la notizia citando altri Stati. Ci basta considerare il 156° posto su 181, non vedo perchè essere prevenuti, dove sta scritto che il Sao Tomè dovrebbe invece essere peggio? 

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c'è qualcosa di bello…

Il Principino mi ride sempre, anzi ci ridiamo.
Da un lato all’altro della tavola, lui sul seggiolone, io non ancora,  ci guardiamo, lui in estatica attesa, io comincio a muovere un sopracciglio e poi sorrido, e lui comincia a ridere, ridere anche con la voce, e mi fa tanto bene al cuore.
Gli do il bacino, da lontano…e faccio ciao con la mano, e lui imita
, concentratissimo nello sforzo di protendere le labbra,  e scruta le ditina che si muovono, ancora scomposte nel timido accenno.
E sorrisi tanto sorrisi come quelli senza denti, non ce n’è. 
Lo so che tutti i bambini fanno uguale…ma si sa come va…questo è il mio nipotino.

A volte non riesco a discernere il dolore. Quanto il dolore sia profondo,  e quanto invece ci giochi l’abitudine.
Quando una storia finisce, e non è stato detto con le parole che è finita, lo capisci dai fatti, ma non lo riesci a sentire dentro di te, non ci credi fino in fondo, e ti capita sott’occhio una foto che avevi salvato nel pc, che lasciavi a volte nella  sera come sfondo, a farti compagnia,  e ora la guardi, e cogli lo sguardo e il viso che hai accarezzato e la bocca che ti parlava  e ti baciava e conosci ogni piega ed espressione di quel volto, e pensi che mai più… E’ uno strappo dentro che si ricuce con un forse, forse mai più. E pensi che se fosse per te sarà ancora, e magari capiterà che sarà. Perchè non saprai negarti, in fondo non ci pensi nemmeno.
Questo è farsi male. Un passaggio obbligato verso l’anestesia.

Il cucciolo Boris si è ambientato benissimo, anche i gatti ricominciano a girare per casa, ed oggi sono riuscita a dare la pappa in contemporanea a tutti e tre: il rito di pulizia supplementare delle ciotole dei gatti si tramanda di cane in cane. Sono riuscita a distrarre il cucciolo che si stava avventando sui gatti. flemmaticamente intenti al pasto, con un pezzo di pane secco che gli ha dato enorme soddisfazione, Quasi quanto il rotolo di cartigienica dilaniato che ho trovato stamattina. La tovaglietta di plastica sotto le ciotole dei gatti ha un angolo rosicchiato. Del mio paio di scarpe, fortunatamente già in disarmo, una ha un’impronta di dente in punta. Se lasci le scarpe del ripostiglio, ne ritroverai una sola, l’altra è in giro per casa. Ieri ho faticato ad infilarmi i pantaloni con un cagnolino appeso ad una gamba, e stamattina nell’alzarmi dal letto cercando le pantofole un qualcosa mi ha morsicato un  tallone, e poi il polpaccio.  Aguzzo.

la casa al sesto piano.

Non ho mai voluto abitare ai piani alti, soffro un po’ di vertigini. Oggi lavavo il pavimento del balcone, è bello lungo, prende la porta finestra del salotto, della cucina e la finestra del bagno. Ho voluto provare a sporgermi, volevo vedere che effetto mi faceva, se sentivo ancora il cuore salire in gola…no, è stato più soft, ho solo pensato "e se mi  cadono gli occhiali?" e mi sono ritratta, non sarei rimasta così un attimo di più. Mi sto chiedendo che cosa facciano i gatti, se hanno la percezione dell’altezza, abituati ad un moderato secondo piano. Perchè ogni tanto li vorrò con me…mica che saltino sulla ringhiera, e mi facciano gli equilibristi. Che il maschio è un po’ sbirolo, la femmina magari riuscirebbe.  Se il condominio non protesta metto le trame per fare arrampicare le piante,  così io non vedo giù, e loro non hanno la ringhiera.

evvai di tapioca!

Domani il principino avrà la sua prima pappa, a fine gennaio compie sei mesi.
La  verità… quanti sanno cosa sia la tapioca?
L’ho guardato adesso…dopo due figli, mi sembra di non averlo mai saputo! Poi, non è che l’ho usata tanto.
Sei mesi…  quante cose.  Mi sento come se mi dovessi togliere la polvere di dosso, e ripigliarmi.

maschere e sorrisi

Capita, di accoccolarsi ai piedi di qualcuno,  ascoltarlo e sorridere.
Un giorno, intimamente,  lo ascolti carezzandogli il viso
Lui trattiene la tua mano tra le sue, e vicini lo ascolti e sorridi.
Un giorno si sposta più in lì, cominci a sentire una fitta, ma lo ascolti e cerchi di sorridere.
Un giorno lo trovi seduto, al di là di una riga tracciata  sulla sabbia, e tace, e non sai se continuare a sorridere.
Un giorno ti tende la mano, tremi un po’ nel prenderla, e cerchi di sorridere.
Un giorno ritira la mano, e non sai sorridere.
Il solco nella sabbia c’è sempre, ed anche il silenzio è rotto da poche parole.
Un giorno la mano ti sfiora, un giorno si nega.
Il sorriso non riesce più, ci sono le lacrime e la confusione.
Rivedi lo spettacolo delle parole,
Le stesse, ripetuto all’infinito.
Prevedibile.
Prigioniere.
Assume i contorni di una maschera grottesca.
Le lacrime non ci sono più.
Il sorriso è amaro.
Il sole risorge, ma è la terra che gira.
Ci si alza e ci si incammina sulla sabbia.
Il vento sulla sabbia.

cat's war

Il cucciolo Boris dormiva della grossa nella cuccia, quando lungo il corridoio arriva zampettando tranquilla la micia, che a un certo punto si blocca, fa retromarcia, e si rifugia a gambe levate nella mia camera. Credo che tra gatti si siano detti qualcosa, perchè un minuto dopo micio e micia sono seduti sulla soglia della stanza, con gli occhi gialli allarmati che sembrano fanali.

Il micio mangia la pappa, la micia la ripudia,  e si installa su un vaso nel balcone di cucina, e lì starà finchè un’oretta dopo la recuperiamo gelida. Il cucciolo Boris più tardi si accorgerà della pappa avanzata e la farà sua.

I gatti sono ora ombre che si aggirano per la casa, la trasmigrazione dal mio letto, dove amano dormire, alla cucina, dove sono allocate sia le ciotole e che la porticina sul balcone, avviene con circospezione ed in condizione di massima sicurezza. 

Il cucciolo stamattina piangiucchiava, dopo la  passeggiatina era rimasto solo nella casa buia. Quando mi ha sentito alzare è corso botolando, e non si è più staccato…  seduta in bagno semuinascosta  dalla doccia non mi ha più riconosciuto e mi ha abbaiato…poi sentendo la voce è tornato tranquillo, ha localizzato la cesta della biancheria, tra tutto ha scelto doverosamente un calzino e si è messo a mangiarlo. Al che gli ho fatto un nodo con due vecchie calze spaiate ed è rimasto entusiasta del giochino, che portava trionfante in giro per casa ed io dovevo ambire a strapparglielo.

Mentre facevo colazione mi ha mangiato le dita dei piedi e l’angolo della vestaglia che pendeva, poi mi ha accompagnato in bagno,  voleva aiutarmi a dividere la biancheria da mettere in lavatrice e poi, mentre mi lavavo, si è addormentato col musino sul suo gioco fatto di calzette. Quando sono uscita dormiva ancora. Bisogna continuamente fare attenzione a non inciamparci.

in dolce attesa…

tra poco arriverà un cucciolo… un cucciolo di cane, però.
Un bastardino di mamma simil-lupetta, padre ancora una volta ignoto.
Il classico cucciolo peluche con musettino aguzzo e orecchiette con la pieghina in avanti.
I gatti sonnecchiano ignari.
Anche il cucciolo penso sia ignaro.
A dir il vero non ero d’accordo che arrivasse un nuovo cane, che in quanto cucciolo farà pipi a tutto spiano quando il cucciolo d’uomo già presente in casa si accinge a gattonare,ma non credo che riuscirò a resistere dissociata a lungo.. chissà come lo vogliono chiamare.
Sono andati a prenderlo il capofamiglia, la Princess ed il Principino, nelle vicinanze di Biella, trovato tramite un amico di giardinetto.
Rigorosamente, i cani non li compriamo (neanche i gatti)
Anche se a dir la verità le bestioline nei negozi son sempre bestioline…

ECCOLO QUI!

cucciolinoo

e poi sarà la musica…

Spesso e volentieri stando qui al pc ascoltavo musica, un po’ di tutti i tipi, da Tchaycowsky a Salif Keita, da De Andrè a  Billy Joel… ultimamente riesco poco, in casa sono accese  mediamente tre televisioni su quattro e vengo rimbrottata se accedo a blog con il sottofondo musicale, o cerco di visionare qualche filmato di you tube.
Oggi dovevo andare a cercare una televisione a buon prezzo, non vale fare una grossa spesa, la guardo pochissimo:  ho deciso però di non stare proprio  senza, e poi con l’adsl era compresa home tv  gratis, tanto vale.
Così  ne ho approfittato per curiosare in giro, tempo fa avevo visto in una vetrina un giradischi che mi pareva si collegasse al pc, ma  ne ignoravo i meccanismi.
Ho scoperto che esiste un giradischi dove inserisci una chiavetta USB in cui  copia le canzoni, che poi puoi trasporre su cd, a prezzi non indecenti ma sempre superiori al mio magro budget. Ho detto al commesso con aria delusa che  cosa ci si faceva di quel giradischi dopo che uno aveva copiato tutti i suoi vinili, l’emozione era sentire il disco,  mi sarebbe bastato sentire i dischi collegati al pc, ed allora mi ha detto "C’è  quello là"
Là, tra le cose di informatica… e costava molto meno di quel che mi aspettassi,  e l’ho comprato, insieme ad un cavetto lungo 3metri  per non stare magari incollata  e scomoda a scrivere sul pc.
E allora poi potrò sentire Miller, Berry, Led Zeppelin, Springsteen , Calloway, che stanno dormendo in un paio di scatoloni, e Jarre, e Mayall, i Rolling Stones e Chopin.

puff puff….

Arredare una casa è bellissimo. progetti, fantasia… non ricordavo quanto fosse anche faticoso. Quando ero sul letto col piedone spulciavo in rete cataloghi di mobili, elettrodomestici, ma una volta libera….

Pensavo di appoggiarmi all’Ikea, quando mi hanno suggerito alcuni posti dove vendevano mobili usati, ed è stato anche bello andarci, perchè in un paio non si limitavano a quelli, ma avevano ogni genere di oggetti, i più disparati, uno era dedito prevalentemente all’antiquariato… ne sono uscita con in mano una targa di una casa di appuntamenti d’epoca fascista , con la scritta "Si prega di non sputare sul pavimento" (mi sono astenuta da quelli con le tariffe, non mi sembravano idonei nella casa di una signora sola), ed una grande confusione in testa su letti ed armadi e divani letto.

Così entrata all’Ikea alle 11 di domenica, ne sono emersa verso le 18, dopo aver conquistato la libreria e la cucina. Ho provato anche il mio attimo di smarrimento, quale "donna sola"… sembrava che le tre librerie grandi e le due piccole le dovessi mettere direttamente io sul carrello, anche se me le facevo mandare a casa… però per fortuna non era vero…

Insomma, è da tempo che mi penso sola, che ragiono single…però ora sono al primo scontro, quello con le cose pratiche, le cose che di solito fa l’omino di casa… non so usare il trapano, non so attaccare un lampadario…

Poi, verso i primi di febbraio, comincerà il secondo scontro…tipo il sorrisone  del principino quando gli dico ma ciao tu, gugguruggugu,  tipo il micione che fa tutte le notti lo stesso percorso, sale dal lato capofamiglia, passa sui cuscini, mi annusa i capelli e viene a dormire, pretende, vuole, mi mordicchia se non prendo quella posizione lì  sul fianco sinistro e lui sta tra me e il mio braccio, il dorso contro il braccio verso la sponda del letto.

Per la sua festa di compleanno, sabato sera  siamo stati invitati a cena noi famigliola principino compreso insieme a  qualche suo amico, dal figlio primogenito.

Ero però in pieno disaccordo con lui su questa celebrazione: festeggiava infatti i 30 anni, e 3 e 0 erano le due candelone sulla torta. Non ero d’accordo perchè se lui compiva 30 anni io ne avrei dovuti compiere 58 e a me già bastano i miei che ho adesso. Mio figlio aveva escogitato la terribile manovra pensando che ora si sente vecchio, e se si adeguava compiendo adesso i trenta, a trentanni poteva sentirsi più giovane compiendo i 26 che si era tenuto da parte. 

Comunque  ci ha invitato in una osteria  dell’Ortica di sua conoscenza (ed ora anche nostra) con prelibato antipasto e divino risottino ai funghi;  l’arrosto, invece, è più buono il mio, mi ha detto il festeggiato.

Ad un certo punto è arrivato un intrattenitore musicale, coincidenza eravamo  due tavolate di compleanno…e non so perchè questo si doveva intrufolare per forza nelle nostre vite…però poi gli abbiamo mandato il festeggiato a cantare, e poi anche la sorella, ed io guardavo i miei due ragazzi vicini e sorridenti  che all’incirca cantavano, e non potevo fare  a meno di pensare a quanto litigavano da ragazzini e come si vogliono bene adesso.

La torta… il top della libido…  tipo una zuppiera di cialda ricoperta di cioccolato, piena di panna montata piena di pezzi di marron glacès e di bignèrini pieni di crema… grazie delle calorie… ma come resistere?