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Il gusto del tulipano.

Non mi sembrava fossero in offerta, ma oggi all’Esselunga in quasi ogni carrello c’era un mazzo di tulipani. Nel mio no, perchè da quando ho i gatti, ho perso il gusto ad avere fiori e piante in casa,  li mangiano, e capita che rovescino maldestramente il vaso, è indifferente che sia pieno d’acqua o di terra.  Resiste il fico beniamino in cucina, quello del salotto non ha invece retto all’infanzia della gatta, che ci si appendeva e lo rovesciava sul divano.
Da bambina avevo una passione smodata per i tulipani, li vendevano in vasetti fuori dalla chiesa alla domenica, e facevo i capricci col papà perchè ne volevo uno; la volta che mio padre si era deciso ad accontentarmi, non sapevo scegliere se rosso o giallo o rosa: adesso ci sono anche blu. Gino Bramieri cantava Tulipan.
Due signore anziane, con il cappello, il carrello e i tulipani d’ordinanza, si fermano davanti alla sabbietta dei gatti.
– Non c’è la Sanycat…
– Ma questa è buona, sai, l’unica cosa è che è un po’ scura.
“Mah!” sinora  indifferente alla colorazione della sabbia per i gatti, considero come indubbiamente la Sanycat alla lavanda, grigiastra coi puntini lilla, sia un filo più elegante dell’altra.
Riconosco le due signore davanti a me, alla cassa. Una ha un fare un po’ più spavaldo, disinvolto, l’altra è più minuta e timida, forse la prima è single e la seconda vedova, insomma, adesso devono essere tutte e due sole con il loro gatto e si raccontano le imprese di quello di un’altra signora, che ” ora va sempre a stare sotto il lavandino” il gatto, non la signora, credo-  Nel loro carrello c’è la rivista Due più, e mi viene da sorridere, sono anni che non ne apro una, mi ricordo che una volta trattava molto di sessuologia e problemi di coppia: adesso, dalla copertina ho l’impressione  che sia diventata  tipo  Chi, o  Novella2000, ora Duepiù forse  sta per  Luileil’altro.

 

Partenze per Vienna

Sono in coda al supermercato, quello prima di me e quello dopo si conoscono, io non li conosco ma non posso fare a meno di ascoltare il loro dialogo.

“Lunedì si ricomincia”  aria finto-rassegnata di quello dietro di me
“Io invece vado a Vienna” dice l’altro, quello davanti a me, una spruzzata di bianco sui capelli, sopracciglioni,  un brutto naso aquilato, più che aquilino.
“Ma i mercatini di Natale saranno finiti, è finito il Natale” che il Natale sia finito son quasi d’accordo
“Ma vado con la morosa” ah, ecco, a Vienna ci si va o per i mercatini di Natale, o con la morosa
“Dev’essere una bella città ” già… (sob)

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SUPER

Un completo grigio, la cravatta,  i capelli lunghi lisci di un castano rossiccio posticcio, legati a coda di cavallo,  sta immobile vicino ai ripiani delle salse, sembra un figo, lo sembra perchè si deve sentire, figo, ma quando si gira, ha una faccia da niente. Servizio assistenza, dice un cartellino lucido che gli pende dal collo.
Cè un po’ di coda alla cassa, una signora biondo sbiancato, forse una volta erano meches,  ci intrattiene,  pubblico involontario,  mentre la  sua bambina riordina le caramelle sui ripianini vicino alla cassa, scherza, se fosse maggiorenne la assumerebbero, mentre a casa non mette in fila nulla. Il tono della sua voce si alza,  si vuol far notare, infatti Servizio Assistenza ride divertito, divertito ma di che,  viene da chiedersi.  Magari vanno a letto. Vediamo se quando lei sta per finire lui si avvicina. Lei continua a parlare,  sta apostrofando quella dietro,  alla quale essere bionda riesce meglio,  e dice che compie 42 anni domenica, forse si aspetta che qualcuno le faccia dei complimenti, invece quella dietro dice solo “io 24″ e  l’altra rimane un attimo in un silenzio interdetto.
Si ripiglia subito, è ora di tirar fuori dal suo carrello rosso le mirabilie acquistate, e vuol pagare con dei buoni, non vuole resti, tanto torna subito a fare dell’altra spesa, e mostra un blocchetto, li deve finire oggi, porta a casa questa, poi torna.
Se ne va, saluta il cassiere che non alza lo sguardo, lei rassicura,”a tra poco” ma sembra ce nessuno ambisca a questa certezza.   Servizio Assistenza non l’ha seguita, si è fermato dalla bionda di 24 anni , le  sorride  chiedendo se è sua la merce nel cestino,  e la ripone  delicatamente sul banco, poi, “con permesso”,   porta  via la pigna di cestelli, spingendola sulle rotelle sino all’ingresso, dove si ferma, nuovamente statuario, servendo assistenza.