Archivio mensile:febbraio 2006

IL MONDO E’ SALVO

E il mio stato preadolescenziale ha subito una bella batosta.

Devo guidare con obbligo di occhiali.

Ma la cosa più orribile ancora è che quando mi hanno preparato la scheda per la visita per il rinnovo della patente mi hanno chiesto quanto peso!!! Senta, e se le ripetessi due o tre volte gli anni?

Comunque sono uscita soddisfatta, sono riuscita  a far sorridere la dottoressa, l’assistente,  un settantenne in sala d’aspetto che dubitava di essere ancora vivo al prossimo rinnovo ed una signora che ci ascoltava, e mi hanno salutato come se mi conoscessero.  A me piace strappare il sorriso alle persone, forse mi fa sentire un attimo meno sola. Perchè alla fine soli si è sempre. Poi chissà, magari fa piacere anche agli altri. Sono una rompiballe vero? 

Quasi quasi per farmi perdonare e visto che ho nominato il peso corporeo  posto la dieta che ho fatto tempo fa e si mangia e funziona tanto bene, eccola qua , ve la regalo, spero che la mia dottoressa non se ne abbia a male.

Ovviamente lei aveva voluto vedere il diario di due settimane della mia precedente alimentazione selvaggia (è risultato che non mangiavo molto ma malissimo) e facessi esami completi del sangue, che sono risultati tutto sommato buoni . In un anno di dieta avevo perso 23 chili e gli esami del sangue sono diventati perfetti (anche il colesterolo “buono” è aumentato). Ovviamente, questa dieta è fatta sui miei gusti alimentari.
 
PRIMA COLAZIONE:
una tazza di caffè e latte parzialmente scremato, dolcificato con aspartame
4-5 fette biscottate (eventuale velo di marmellata) o corn flakes.
SPUNTINO
1 pacchetto di crakers o 1 yogurt grassi 0,1% anche alla frutta o 1 frutto
PRANZO
1 piatto di pasta (circa g 70- sostituibile con gli altri “zuccheri”) condita con sugo di pomodoro o un cucchiaio d’olio o sugo alle verdure + un cucchiaino di parmigiano
1 piatto di verdure, cotte o crude, condite con un cucchiaio d’olio (aceto, limone e sale q.b.)
1 frutto
niente pane
CENA
Minestrone o passato di verdura con un pugnetto di riso o pasta oppure una fondina di pastina in brodo
Un secondo a scelta tra
-carne (tutta tranne l’agnello) non impanata
-pesce (tutto escluso molluschi, poco salmone) non fritto
-solo 2 volte la settimana, 2 uova
-solo 2 volte la settimana, 4-5 fette di speck o prosciutto crudo o bresaola
-solo 1 volta la settimana, g.50 di formaggio “light”
-solo 1 volta la settimana, tonno in scatola ma al naturale
Verdura come a pranzo
1 frutto 1 panino da g.50
SPUNTINO
1 pacchetto di crakers o 1 yogurt grassi 0,1% anche alla frutta o 1 frutto
ALTRI APPUNTI:
Il dado da brodo lo si può sostituire con il liofilizzato iposodico /brodo Sohon) – Tassativamente, carboidrati a mezzogiorno(si smaltiscono direttamente nella giornata e non si accumulano) e proteine alla sera-
I piselli si considerano tra le verdure e non tra i legumi.
I ceci sono legumi da consumare in alternativa alla pasta.
Una volta alla settimana, si può sostituire a pranzo il primo con:
pizza margherita o alle verdure
gnocchi
ravioli di verdura
polenta con funghi o piselli

 

 A  dir la  verità non ho mai pesato niente mi sono abboffata smisuratamente di verdure e mettevo un sacco di orzo e di farro nelle minestre

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ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

Sono andata a vedermi il film. Devo dire la verità che i libri di Jane Austen me li sono sempre divorati, adoravo  i personaggi ed i quadri della vecchia Inghilterra che dipingeva. Immagini femminili particolari, se si riportano all’epoca in cui scrive, il  fine settecento, e  paesaggi verdi luccicanti di pioggia e di sole, sontuose dimore e case di campagna, un mondo perfetto.

Devo dire che il pubblico era quasi completamente femminile, ma erano rappresentate tutte le età, non a caso i film tratti dai libri della Austen hanno sempre un buon richiamo (Emma, Ragione e sentimento quelli che ho visto). Quando devo esprimere un giudizio su un film (a dir la verità su qualunque cosa)  mi baso molto sulle sensazioni che mi restano, e per esser positive devono essere appagati il cervello l’occhio e l’orecchio, insomma devo entrarci, nel film. Preciso che al mio cervello piace molto ridere e sorridere, non solo lisciarsi le pieghe in sforzi sovrumani.

Insomma la musica seguiva le immagini e la storia, le immagini erano dei quadri, e la storia – ok la conosco a menadito, il libro l’ho riletto anche recentemente – la storia era stata resa in modo sentimental-sorridente.Ovviamente tarpati alcuni passi del romanzo, ma nel complesso l’atmosfera e la storia c’erano. oddio c’erano alcune cose fantasmiche che nel libro non ricordo, tipo irruzione notturna di Lady De Bourgh  e tipo incontro albeggiante dei due girovaghi insonni per prati nebbiosi. Ed anche il gioco di sguardi era ben interpretato, ci ho fatto caso forse perchè ero abbastanza vicino allo schermo. Mi sembra di aver individuato nella carognesca  Lady De Bourgh Glenda Jackson, non vorrei sbagliare perchè mi sembrava che si fosse data alla politica, e Donald Sutherland era un padre meravigliosamene rassegnato al suo stuolo di donne. Fantastica la caricatura del cugino Collins, ignoro che attore fosse. Un pregio di questo film è che nessun attore mi pareva strafigo, nel senso che erano tutti  autentici, bellini  normali, come le persone che incontri per la strada e in autobus ( ovviamente che ai tempi incontravi ai balli e sui viottoli e nei pollai). Perchè nei film ti trovi,  che so,  una Bellucci che gestisce una tintoria,  Kevin Kostner che fa il cassiere del supermercato, e io, con tutto il rispetto, così non ne ho mai visto uno dal vero.   

Stamattina non ho potuto non riconoscere Tonino. Era imbacuccato con coppola e gli spuntavano fuori naso e occhiali. Il cane aveva il paltoncino rosso dal quale giocoforza fuoriuscivano gli strumenti essenziali.

Stamattina ho visto il  cagnolino bastardino bianco pezzato ( non sudato, non c’entra con le ascelle, adesso si dice sempre ascella pezzata) con un il suo padrone Tonino, compagno di passeggiate col cane del capofamiglia ai soli fini anagrafici, ed ho fatto un festoso ciao con la mano, prontamente ricambiato.

Sono preoccupata perchè il 28 devo fare la visita per il rinnovo della patente.

Sono bastati pochi metri per constatare che il  cane non era pezzato con macchie bruno rossicce ma nere, ma soprattutto che  Tonino non era Tonino, era un altro padrone di cane, di volume doppio rispetto a Tonino,  che comunque mi conosceva benissimo, e io non ricordavo nè lui nè il cane.

Settima variante di Zymurgy alla legge di Murphy
   Quando piove, diluvia.

L’altra settimana avevo detto al capofamiglia ai soli fini anagrafici: è ora di andare a potare la vigna, e avevo anche detto: allora comincerà a piovere. E’ così sempre.Il pezzo di vigna non è grande, ma riusciamo sempre a rimanere indietro, e per di più la natura fa il suo corso anche quando il traffico a Milano è bloccato, lo so che è incredibile.

Una cosa che non faccio volentieri  è uscire col cane, e oggi, anzi  per qualche giorno ancora, mi tocca, il capofamiglia ai soli fini anagrafici  è di nuovo raffreddato con febbriciattola.

Non mi capacito di andare in giro  per la strada con un aspirapolvere che mi strattona il braccio, ed ogni momento ha necessità di inumidire alberi e marciapiedi, fessacchiotto, non vedi che oggi è già tutto fradicio? Mentalmente recito la preghiera ti prego fa che faccia tutto nel recinto non ho voglia di usare il sacchettino, che poi se va nel prato di edera, che cosa ritrovo col sacchettino di notte al buio? E penso a chi ha gli alani o i mastini o quelle cose lì, come cavolo se la sbrigano con i sacchettini. E poi nella notte al buio sotto la pioggia possono davvero nascondersi le guardie ecologiche  che zac si fiondano Ma lei, il suo cane, l’ha visto, lì, nell’edera? No,  magari, me la faccia vedere lei.  Sono incubi, non mi è successo davvero, spero che non succeda,  nelle edere non  ci va a camminare nessuno nè ci giocano i bambini.In quella specie di Camera Cafè che è il ritrovo dei padroni di cane ai giardinetti corrono leggende sugli interventi di  vigili, chiamati in ogni momenti da un inquilino un po’ maniaco che sta in una  delle case di fronte al parchetto, o di coppie che si baciano  sulle panchine e quando vedono il cane correre libero zac smettono di baciarsi e ti fanno la multa.  Bah, bisogna crederci? C’è tanta gente che dei regolamenti  se ne frega e quando viene beccata deve trovarsi la sua scusante quanto più imprevedibile.  Comunque tutte ‘ste menate tolgono un po’ l’entusiasmo di avere un cane in città.

In campagna indubbiamente il cane è più felice, il nostro corre e se ne sta via delle ore (cosa che credo che sia vietata lo stesso, è da caccia), il nostro terreno non è cintato, certo che quando il cane  invecchierà la cosa sarà un problema, perchè credo che niente lo tratterrebbe dalla sue perlustrazioni,  e se poi sta male e non torna? Tante volte durante le vacanze di notte ci fa aspettare, ed io temo che abbia avuto da dire con qualche cinghiale, chissà dove e a che distanza da casa. comunque il senso dell’orientamente che ha è qualcosa di miracoloso, non me lo so spiegare.In campagna forse è più logico, gli odori stazionano lì, ma in città con gli sbuffi degli scappamenti di auto bus e camion secondo me la geografia delle tracce è molto più variabile.  Da guardia è utilissimo, come no, a Milano abbaia quando suona il citofono e quando, con le finestre aperte, sente sbattere qualche portiera in strada, mentre  in campagna praticamente non c’è mai. Quando ricompare e rileva la presenza di ospiti, gli abbaia per un po’,  come se non  lo sapessimo, eravamo già lì a riceverli prima di lui. Mi hanno rubato dalla borsa dentro in casa  ed il ladro è uscito tranquillo dal nostro cancello e si è allontanato in macchina…Mi sembra di aver notato che se ci sono amici il cane si allontana meno,  per meno tempo,  forse teme che ci facciano del male. Illusione, credo.

Comunque non è un cane molto gestibile il nostro, ex randagio ma cane di razza… il solito cane da caccia disperso dal cacciatore perchè teme gli spari (per non parlare delle finestre che sbattono se si alza il vento).  Oltre all’abbaio facile, che non mi consente più di cambiare copione delle vacanze – in posti che non conosce resta più agitato e si esprime di più – non posso slegarlo perchè se ne va; teme i sacchetti della spesa e follemente i botti, tant’è vero che quando li sente prende un’infilata verso casa. Se lo porto dietro al ristorante, o al maneggio, morire che si rilassi e si sdrai a dormire, sta in piedi, frenetico e continua a cercare rassicurazioni col naso. Ti alza il braccio  e vuole coccole, un cane adesivo praticamente. Chiamalo scemo… anche quando  piove cammina veloce lungo i muri e vuole solo tornare a casa. e quando fa caldo vuole camminare all’ombra,  i suoi polpastrellini sono sensibili al bollore dell’asfalto… e secondo me sente il rumor di ciotola fino ai giardinetti.

I Vitelli dei romani sono belli – . ovvero le cose, e tanto spesso anche le parole,  non sono quello che sembrano – Va o Vitellio al suono di guerra del dio romano. Me lo aveva insegnato il  mio papà  il giochino in latino, che le cose non sono quello che sembrano l’ho imparato vivendo e lo tengo sempre bene presente. 

Finale rosa – diciamo rosino pallidino – praticamente mi sarebbe stata data una lezione… visto che io al venerdì me l’ero presa – troppo- con lui, secondo l’Impaziente- ha ritenuto di farmi provare cosa si prova davanti a una reazione  spropositata. Io so che ho sofferto in modo sproprositato, perchè per me era un’amicizia importante e non riuscire a darmi una spiegazione, il  non capire, in me normalmente accresce la disperazione, la mortificazione,  il senso di impotenza.  La lezione è servita, ma in un altro senso: istinto di conservazione? ora ho una vaga irritazione nei sui confronti per quanto sono stata inutilmente male, soprattutto quando mi  ha telefonato tutto allegro, e non ho più intenzione di farmi ridurre così. In fondo ho un sacco di risorse, affettive e non. Oggi siamo riusciti a parlare un po’ ed è stato per me fantastico scoprire come alcune cose dette o fatte da uno possano essere state recepite dall’altro  in modo affatto diverso o contrario da quello intenzionale. Comunque ora le cose si sono rimesse in marcia, con qualche spina – si vedrà- come prima non è più, almeno per ora.

A settembre con il gruppetto dei miei Boys ( i miei colleghi-amici, più giovani di me, così li ha soprannominati il mio capo) avevamo organizzato un aperitivo, vicino alla Stazione Nord in Cadorna , chi voleva poi  andava alla festa dell’Unità , dove davano Mai Morti con Bebo Storti..Una serata andata un po’ così. Il Nostro si era presentato solo in via temporanea dovendo tornare presto a a casa, ed aveva avuto il suo momento di perplessità in ufficio  tirando fuori dalla sua valigetta un reggiseno  della moglie. Kebab arrivando al solito in ritardo al bar ha subito recuperato servendosi due volte degli stuzzichini, Quando, vergognandosi, ha spedito me per recuperarne un  terzo piatto, ha voluto a tutti i costi  comprarmi una rosa. Però aveva un cinquanta intero ( di solito non ha soldi, il cellulare è scarico, la chiavetta del caffè pure…), così i costi furono di Ale, e Kebab mi diede la rosa. Rimpatriarono a casa mia figlia  ed il Tenebroso, e quindi Ale con famigliola. Kebab venne da noi cacciato a prendere il treno. Camminava qualche passo indietro parlando nel cellulare  Anna… ANNA. Anna è il nome della sua ragazza, che lo stava aspettando da un sacco per andare  da un’amica e lui si era dimenticato e lei gli aveva chiuso la comunicazione sul naso.   Finimmo all’Unità in tre, l’Impaziente, Clark Kent ed io. Stanchi morti, seduti sul prato umido  in discesa, non si capiva una parole e ce ne siamo andati. Clark Kent ha raggiunto il suo passante ferroviario e l’Impaziente mi ha accompagnato a casa in macchina, fermandosi dall’altro lato della circonvallazione. Davanti alla macchina quattro figure prendono forma alla luce del lampione, inesorabilmente ferme a cicalare. Resto impietrita con la portiera semiaperta  ed un piede giù. No senti io non scendo io li conosco son genitori di scuola, uno andava a correre  con mio marito. A me non me ne frega niente, ma che figura ci fa mio marito, poverino, E l’Impaziente flemmaticamente " e poi hai anche la rosa"  il tempo di spezzare la rosa in due e cacciarla nella borsa, i quattro se ne erano andati. Mi vedono scendere  di notte dalla macchina di un uomo con una rosa in mano, che dovrebbero pensare? 

Una sera con l’Impaziente lungo corso Vittorio Emanuele marciavamo verso il luogo dell’appuntamento con un altro amico quando una bella ragazza alta e tutta capellosa lo ferma " Ooohh ciao, quanto tempo che non ti vedo"  la sorella minore di una delle sue seimila migliori amiche. Qualche complimento e poi la bella si gira verso di me "Ooohh  c’è la tua mamma"  un grido fantozziano rimbomba nei portici NOOOOOO SONO UNA COLLEGAAAAA….  Una scusa straziante, non è che una collega sia necessariamente più giovane di un madre.   C’è qualcuno che mente, se è vero che  non dimostro la mia età, come potrei sembrare la madre di un ultratrentenne con  capelli non definibili sovrabbondanti (classico tentativo di eufemismo, e qui, se legge, l’amicizia termina per davvero).

NON E’ STATO NOMINATO

Ora di cena (già non è preciso, a casa mia varia tra le 19.30 e le 21.30), TG5.

Il testo esatto non lo ricordo ma in sostanza… Stasera ci proverà Carolina Kostner, vestita da Cavalli tempestata di Swarowsky, con le meches fresche acconciata da un noto parrucchiere delle dive.

Ergo: il parrucchiere è noto ma sparagno.

POTESSI IMMERGERMI NELLA NUTELLA.

E’ ancora trendy la Nutella? Si usa ancora la parola trendy? io le mode non le seguo molto, finisce che leggo poco anche i giornali, quello che so credo che  lo  assorbo nell’aria.

Una donna della mia età, in stato preadolescenziale, vorrebbe poter piangere perchè un amico l’ha lasciata – proprio un amico, non un amante, e non nel senso che è morto – e non sa dove piangere perchè in ufficio non si fa e poi non avrebbe spiegazioni ufficiali da dare, non è rimasta vedova nè orfana. In casa è difficile, c’è l’imbarazzo del capofamiglia ai soli fini anagrafici. Non c’è niente da nascondere, però ci sarebbe il fastidio di una spiegazione che non si ha voglia di dare. Sempre che la spiegazione venga richiesta,  perchè finora quando mi ha sentito piangere, di solito a causa sua, non mi ha mai chiesto nulla. Anche quando è morto mio nipote in un incidente, lui stava seduto sul divano ed io picchiavo i pugni sul muro, ma eravamo ben distanti.  Non perchè temeva i miei pugni. 

Che la mia vita sentimentale non dovesse essere standard dovevo capirlo dagli albori. La mia cotta delle medie mi corteggiava facendomi la gibigianna nell’occhio col righello. Il mio primo ragazzo mi ha lasciato su consiglio del suo psicologo (Dino Origlia, per chi se lo ricorda, io non lo scorderò mai) dopo poco più  di una settimana perchè ero troppo materna. L’unica storia "regolare" l’ho troncata io,  ma dopo due anni e mezzo insieme non avevo rimpianti, mi sembrava già di essere una pensionata sulla riviera sanremese a diciannove anni, e poi, ammetto, mi ero innamorata di quegli amori con lo sguardo che ti fa sciogliere e non che non avevo mai provato prima. C’è da dire che il proprietario dello sguardo disciogliente è ancora nella mia vita, quello che ho chiamato Virgilio, non più nelle vesti di folle amore  ma di guida spirituale, mi dà forza, mi segue, mi fa sentire protetta anche se è lontano,  anche se temo che non ci rivedremo mai. Ed anche questo non è tanto standard, che una donna ancora munita di capofamiglia ai soli fini anagrafici abbia quotidiana corrispondenza con antico amore. Quindi era ovvio che mi capitasse – in un momento in cui sto rimettendo tutta la mia vita in discussione – anche un amico che – entrambi sotto stress da lavoro – mi dicesse al telefono che non aveva più nulla da dirmi e non voleva sentire più niente da me e sentendomi piangere mi ha detto vedi come ti riduci alla tua età? soffro a sentirti così e io non voglio soffrire per nessuno, chiuso, cresci.

Io vorrei sapere quanti avrebbero sorriso gaiamente al mio posto, e non credo che la reazione a queste cose dipenda dall’età. Comunque questa cosa dall’Impaziente non me l’aspettavo proprio, e non riesco ad accettarla perchè non la capisco e mi ha preso di sopresa. C’era stato uno scazzo forte all0inizio di dicembre,  aveva ragione lui e le cose mi sembravano ricomposte più che bene. Dopo questo scazzo ero anche guarita dalla crisi del venerdì (il pianto e l’angoscia che mi prendeva lasciando l’ufficio per il silenzio casalingo del week end) ed ero serena, tranne la scorsa settimana che ero solo stressata – come lui del resto – dal superlavoro e dalla pressa che ci mettevano. Mi dice delle cose bruttissime, ci rimango male e soffre perchè soffro e non vuole soffrire più. Non ho capito, adesso sto male io – a pezzi dentro fiducia tradita mi manca da morire perchè l’affinità era grande – e mi chiedo se  adesso si sente meno solo, dorme finalmente tranquillo ed è più in pace con se stesso. Che almeno tutto questo serva a qualcosa, se  le cose sono come prima e stiamo male in due  allora è inutile. Io spero che ci risistemiamo, che sia solo un raptus dovuto alla stanchezza, ho fiducia e non ho rancore per questo. 

E così la mia cena di compleanno quella felice con la scorpacciata di affetto è stata anche un’ultima cena, e non lo potevo immaginare. Ma neanche lui lo sapeva, ne sono certa: venerdì 17 io ero di  malumore gli ho risposto male ma mica lo faccio d’abitudine, e con lui poi ! se il motivo è questo, è una cazzata, e se covava già allora non è stato sincero, io sintomi di crisi non ne avvertivo – meno male che avevo da poco imparato a non cercare conferme del suo affetto e della sua presenza nonstante le sue lune.

Comunque oggi l’ho visto – siamo colleghi – ed è stato gentile, salvo che al lunedì dì spesso lo accompagno al corso di teatro e io non glielo ho detto e lui non me lo ha chiesto, e non mi ha salutato prima di uscire, cosa che faceva sempre.

     

Era da quando avevo messo piede in ufficio stamattina che avevo voglia di piangere. E’ strano perchè di solito mi capita il contrario. Ma era così. Il fastidio della tosse, del raffeddore. Forse l’ansia di un’incombenza ingrata che sembra la tela di penelope e non finisce mai, forse l’ aria di lotta per la sopravvivenza,  il nervosismo e la frenesia di tutti per i cambiamenti che ci aspettano, i primi assaggi non lasciano ben sperare. Sono uscita comunque tardi, gli occhi lacrimavano per l’aria fredda e pungente. Salita sull’autobus, mi sono sistemata nel posto dietro la cabina del conducente, tutta  girata verso il  vetro e mi sono finalmente lasciata piangere, cercando di non  farmi accorgere. Cercavo di non farmi accorgere dai compagni di viaggio, mentre la mia faccia con ruscelletti circonvallava per Milano incorniciata dal finestrino ATM…

E’ che senti tanto bisogno di gentilezza e di pace.  Si vede che non se ne ha mai abbastanza,  di gentilezza e di affetto ne avevo appena fatta una scorpacciata a cena con gli amici  la sera prima , ultima fase dei festeggiamenti per il mio compleanno, festeggiamenti che il mio Virgilio oggi ha definito degni di un monarca orientale. Si fa come si può,    se non avessi problemi ambientali avrei organizzato un festeggiamento unico in casa, cucinando io stessa per gli amici,  cosa che mi piace assai fare.    

Cassandra.

La Tv ormai la seguo  pochissimo.  Non vedo più neanche  striscia la notizia, ex trasmissione innovativa stereotipa di se stessa, quindi non so quando è ricominciato, ma  io lo stavo aspettando, l’avevo detto a tavola con i colleghi un po’ di giorni fa.

Sotto elezioni ricompare, col suo messaggio subliminale .

Stasera c’era, l’ho visto. Il Cavaliere Mascarato. Bisbiglia "io sono invincibile"

Trasmesso in fascia protetta.

TRISTE RICORRENZA … troppi, non me li sento non li voglio . Mi sento così in contrasto con la mia età anagrafica e non la accetto, il bello è che non ho neanche intenzione di costringermi ad accettarla! Mi sembra di vivere una seconda adolescenza, ma credo sia normale, il prossimo passaggio proverbialmente previsto non è tornare bambini?

L’ho fatto, ho sfrondato i tags. Prima sembrava un dizionario. Non sono ancora soddisfattissima però.

Mi sono permessa alcune considerazioni linguistiche. L’italiano non va bene per i tags. L’italiano ha una parola per ogni sfumatura  della vita, non va bene per definire degli insiemi. L’inglese è sintetico, dà subito l’idea, più vasta. Ho messo feelings, ed intendo stati d’animo, amicizia, amore. Se avessi messo sentimenti, sarebbero venute in mente solo questioni di cuore. Non è detto che in Zoo non ci finisca qualche umano. Civilization un po’ tutto quello che riguarda il sociale usi costumi.  Cultura o pseudo tale la dice da sè. Events sono natale compleanni  e accadimenti vari. Family pack la dice da sè idem, friends idem, stanno tutti lì, happy days è il mio tempo che fu, no comment sono punti di vista. Uffa è uffa, i momenti di spleen e di palle a spasso. Il tag sesso è stato abolito in quanto ininfluente.

L’altra considerazione linguistica è che più i paesi sono freddi, più il linguaggio è sintetico, evidentemente a Londra non avevano tanta voglia di stare lì a contarsela sotto la pioggia, mentre in Italia… Le lingue africane non le conosco, però penso che sia lo stesso all’inverso, troppo caldo. Chissà se ho detto una fregnaccia, magari è vero.

Un’altra giornata limpida come quella di ieri, il cielo è l’unica cosa bella che si vede dalla finestra dell’ufficio, abbiamo davanti il tetto in eternit di un capannone che dovrebbe venir eliminato (sopravviveremo?)per lasciare il posto ad un condomimio, per il momento il condominio non c’è e lascia spazio al cielo. Azzurro ieri, giallo di neve altri giorni o nero nero di temporale come l’estate scorsa. E sono belli i tramonti riflessi nel palazzone di vetro di fianco. Sul tetto zampettano non teneri uccellini, ma grigie cornacchie, d’altra parte cosa ci si può aspettare di fronte a una società di recupero crediti? 

Comunque sia oggi è sabato non sono in ufficio e la giornata promette di essere bellissima, e non ho la mia crisi di scompenso da  week end nel silenzio.  Dovrò accompagnare la mia novantaduenne madre a prendere un regalo per la nipotina di una sua amica e poi all’Amplifon, entrerà in macchina col suo bastone avvolta nella sua nuvola di profumo e  tanfa di sigaretta, e le sue labbra coscienziosamente rossettate, per fortuna non in una tonalità carnevalizia, e si lamenterà di sicuro di qualcosa.

Le giornate così belle finiscono per rattristarmi, perchè risvegliano la parte istintivo-animalesca che c’è in me, e ho voglia di aria aperta, e finisco per avvertire di più la mia solitudine.

E’ che non sono più adolescente, eppure…  il film sarebbe andare con qualcuno a fare due passi all’aria aperta, in riva a un fiume, al mare. L’acqua la terra e il  fuoco. Sdraiarsi al sole, sedersi su una roccia e vedere il mare, o l’acqua del fiume che scorre. Parlare, o o non parlare. Tenersi per mano o non tenersi per mano.  Il qualcuno non deve essere necessariamente un compagno, ma una persona non so come dire "affine", l’amicizia è un sentimento, una comunicazione interiore non catalogabile.

E allora mi rendo conto che non è più come un tempo, l’amicizia degli adulti è destinata ai ritagli di tempo negli impegni quotidiani, lavoro famiglia amori.  E non sono "dentro" la vita di nessuno, per quanto senta tanto l’affetto e comunque la  presenza di quelli che chiamo i miei amici, anche se qualcuno lontano sulla cartina geografica.

Non sono dentro la vita di nessuno, ma dovrei essere dentro la mia, ma la mia è una vita un po’ a metà. Decisioni pesanti che non riesco a prendere. Non posso pensare di andare a guardare il movimento delle  onde del mare con il capofamiglia ai soli fini anagrafici. Non parlerei, perchè sarebbe tutto stupido ed inutile quello che mi esce dalla bocca,  e mi calerebbe il silenzio anche dentro, mi prenderebbe l’ansia, che se ne vada e mi lasci lì da sola, come tante volte ha fatto. E poi se si sdraiasse si  metterebbe a russare, che lo facesse lui mi darebbe fastidio, mentre mi divertirebbe e mi farebbe tenerezza chiunque altro. Le cose sono così, e non ci posso fare nulla. E non ho neanche  voglia di farci nulla.