Archivio mensile:gennaio 2006

LEZIONE DI INGLESE – ENGLISH LESSON

Per i principianti:
>>For beginners
>>
>>"Tre streghe guardano 3 orologi Swatch. Quale strega guarda quale
>>orologio swatch?"
>>
>>Ed ora ripetete ad alta voce la traduzione in Inglese Try to say :
>>"Three witches watch three Swatch watches. Which witch watch which
>>Swatch watch?"
>>
>>Per gli esperti:
>>
For experts
>>
>>"Tre streghe svedesi e transessuali guardano i pulsanti di 3
>>orologi svizzeri Swatch. Quale strega (svedese e transessuale)
>>guarda quale pulsante di quale orologio svizzero Swatch?"
>>
>>Ed in Inglese (sempre ad alta voce):
>>
Now try to say:
>>"Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch
>>switches.
>>Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch
>>Switch?"

>>
>>Adesso potete pulire lo schermo del vostro computer…

>>Now you can clean your pc’s screen…

GRAZIE T.

 

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Oggi è una giornata che vorrei dimenticare, quando le cose ti vanno tristi e non trovi rifugio. Una giornata con le lacrime in tasca. Di quelle giornate in cui di me darei una sola descrizione: inadeguata.

Le giornate sono troppo corte per le cose che dovrei fare. 

Quello che dovrei fare lo faccio con lentezza e svogliatamente, non mi ci riconosco più.

Con domani mi scade un termine lavorativo, e per la prima volta non ho centrato l’obiettivo, e ne sono ben lontana, sapere di non essere l’unica e che era un termine da schiavo negro in piantagione di cotone  non  mi consola.

Frequento un corso di scrittura creativa  e non scrivo – scrivo mail sms ed ora sul blog

Ho ritirato la tessera magnetica ATM e mi incazzavo perchè non funzionava: parte dall’1 febbraio.

The Princess, ovvero la figlia, intendeva aspettare che io tornassi dall’ufficio (alle 19.30?) per andare insieme in posta a spedire il regalo per il compleanno di suo fratello: perchè temeva di non vederci abbastanza, così ho scoperto che non trovava più gli occhiali dalla sera prima (per qualche giorno deve sospendere le lenti a contatto)ed era stata anche a scuola senza. Anche ieri pomeriggio non trovava gli occhiali, e li ho cercati per un’ora e quando sono andata per dirle che non li trovavo lei li aveva su!  

The Princess mi richiama in ufficio chiedendo se andavo a casa presto per aiutarla a studiare storia come facevamo un tempo,viene fuori che domani ha l’interrogazione, voto in bilico, ultimo giorno del quadrimestre. Un tempo era la quinta elementare, ora sei in terza liceo. Domani? ma scusa hai cazzeggiato tutto il w.e. che ti annoiavi pure.   I guelfi bianchi e i guelfi neri? e chi si ricorda? e poi sono indietro.Dopo qualche parolaccia al telefono, mi è caduta qualche lacrima sulla scrivania, non so come dividermi. Ok. E’ vero, il libro di storia della Princess è veramente incomprensibile, ora posso dirlo. Però poteva incomprenderlo anche ieri.

Qnado sono arrivata a casa la Princess mi ha portato in bagno dove la tastiera del pc  giaceva riversa nel lavandone (in uno dei due bagni l’ho messo stile lavatoio, è comodo per mille cose). Inondazione di latte e chocopop kelloggs.    

La micia è stufa della sua dieta a base di pollo  e cerca di rifilarla al micio entusiasta in cambio dei suoi tonni e l’incrocio tra ciotole è ineluttabile.Da domani pollo a tutti e due, senza scampo, e senza scampi ovviamente.

UFFA

Vorrei che fosse ancora settembre.Aperitivi, chiacchierate in notturna sulle panchine con cono gelato o senza. – Festa dell ‘unità, Wilco De Gregori Van des Froos Grillo.  Non ero mai stata a un concerto prima,  che non fosse Gaber Jannacci o i Gufi in teatro, non è mai troppo tardi.

E poi non sono capace di modificare il template e mi piacerebbe metterci A Perfect Day di Lou Reed , ma un giorno ci riuscirò cercherò di decodificare il manuale e ce la farò. 

In questo week end  è  finalmente giunto il momento del relax, prima di riprendere il lavoro. Scherzo, ho finito da poco di stirare una montagna immane di biancheria e jeans – due settimane di lavatrici di robe irrinunciabili allo stiramento-   se uno si avvicina all’asse da stiro dovo ho impilato tutto e respira forte, gli rovina tutto addosso. Io non stiro nè bene nè con amore, ma con odio e vendetta, è il lavoro più inutile del mondo dopo trenta secondi di utilizzo tanto è stato tutto vano. Del cibo o di altre cose si può dire la stessa cosa, ma magari c’è anche un lato piacevole. Come la doccia che mi sono appena fatta ed ora mi sono messa al pc aspettando che si consolidi l’asciugatura dei capelli, non vorrei risvegliarmi domattina con un ciuffo dritto e restio a qualunque buon convincimento.I famosi nidi di di merlo di Prodi, in pratica.

SONO QUELLI CHE DANNO LE BRICIOLE DI PANE AGLI AEREOPLANI.

Vorrei che qualcuno mi dicesse – chiederò al Nostro che è un maestro nel genere – il solitario Spyder con quattro semi è mai riuscito a qualcuno? Non che passi la vita a farlo, ma non sono mai andata oltre alle tredici carte per due semi, è il mio record e mi è successo una volta sola. Ma mi sembra impossibile che riesca.

Ieri nuovamente serata di ripasso. Dopo Harold & Maude (un film che mi dà ancora delle speranze,visto dalla parte di lei e sensazioni stratosferiche colonna sonora di Gatto Stevens) e Alice’s Restaurant (mi sono addormentata tanto per cambiare) mi sono messa a  vedere FRAGOLE E SANGUE, tappa obbligatoria cinema Rubino, prima metà anni ’70.  Non è mica invecchiato, come film. Cioè, allarghiamo il concetto. Anni della contestazione, occupazione universitaria USA, l’università ha tolto una scuola ai "neri"  ed un giardino per utilizzarlo ai fini di istruzione militare, l’università inoltre coopera a ricerche per uso bellico. W la pace, M il razzismo, ridiamo la scuola ai neri, per forza che i giornali non danno spazio  alla protesta, sono in mano ai "contestati". L’amicizia, l’amore, la subitanea conversione agli ideali.  Non è invecchiato no. Oserei dire che potremmo rifarne uno uguale adesso.

Quello che mi ha fatto specie,  è che se mi guardo intorno ora, non mi sembra invecchiato il film, ma la maggioranza dei giovani.

I sentimenti dei protagonisti del film appaiono così scontati, semplici, ingenuo, rivisto oggi. Sarà che ho un’altra età, e la disillusione ci mette la sua parte. Ma se indosso occhi da adolescente, lo sguardo sul film non  muta. I coetanei dei miei figli  li vedo già per lo più demotivati, o con obiettivi ben diversi. Quanti sono disponibili al sacrificio personale per un bene comune? Mah! Quanti ce ne sono già disponibili a un minimo sacrificio per possedere un motorino? Pochissimi, credo. Ma non facciamo di tutte le erbe un fascio.. pensiamo ache agli adulti di adesso, passati dal ’68. Per la maggioranza non sono diversi dai loro figli. Anch’io? Boh non so ho ancora risolto i contrasti generazionali, mi sento un po’ di qua un po’ di là. 

Che devo dire? Corsi e ricorsi storici.Ogni epoca ha avuto il suo ’68, i suoi duri e puri, e l’interesse privato la prostituzione e l’idealismo sono sempre esistiti.

Desiderio sottile di rubare l’attimo di un sorriso con un bacio…perdersi e ritrovarsi negli occhi che si cercano.
La mano riconosce leggera, le dita si incontrano.
Sfiorare con le labbra le lacrime, che non debba soffrire mai più.
Complici scivolare nella vita  e le parole non mancano ed anche il silenzio non tace mai e parla d’amore.

Risvegliata sul divano…la notte luminosa che entra dalle finestre, i tetti pieni di neve fanno luce. Ha smesso di nevicare. Meglio guardare i tetti, per terra la neve è solcata, a tratti marrone, minacciosa di ghiaccio. La neve in città è effimera come una farfalla, non conosce l’immensità e l’eternità di un paesaggio di montagna. Il piccio paccio…l’ho sentito dire da una signora alla figlia mentre tornavo a casa piccio paccio piccio paccio…chissà come ha fatto  diventare un’espressione di uso comune, chissà da dove nasce. Sguisc Sguosc… questa l’ho inventata adesso è il passo nel bagnato con gli stivali di gomma nera. 

 

Sono raffreddata… mi sento la testa in un bicchiere di acqua minerale, come il pesciolino rosso.

Oh che bello, le prime barzellette sceme della mia prima adolescenza… Cosa fa un pesciolino rosso nell’acqua minerale?  Lo squalo. Perchè? perchè è gasato.  Cosa fa un passerotto di tre quintali  su un ramo? CIOP!

Che tenerezza.  Oggetti di antiquariato.

Oggi mi sento alacre, chissà forse prenderò il giro giusto del sonno dopo tanto tempo, ieri mi sono svegliata alla solita ora, le sei, e sono stata in attività fino a quando sono andata a dormire, direttamente a letto senza passare dal divano. E stamattina ho fatto una dormitona, mi sono svegliata alle otto passate.

Ieri sono tornata in piscina a zompettare nell’acqua, sabato scorso dopo la lunga interruzione natalizia mi ero dimenticata dell’aquagym. Poi sono corsa a portare a lavare la macchina. Lasciata quasi due settimane ferma posteggiata a lato della circonvallazione aveva assunto un colorino incerto, e quando ho cercato di pulire i vetri sono rimasta schifata del liquame nero catramoso che si formava con la spatola, pensare che ce lo respiriamo tutto. Me ne è caduta anche una goccia sulla giacca, che per fortuna è la giacca "del cane" quella da strapazzo, l’ho pulita con un fazzolettino di carta e  mi è rimasta la macchia scolorita. Ora la mia macchina è bella lustra e posteggiata sotto casa. Accidenti domani c’è il lavaggio della strada.

Poi sono andata a fare un pochino di spesa, a piedi. Ho preparato le torte per la sera. Novantaduesimo compleanno della mia indomita madre unito al compleanno di mio nipote, il neopapà. 

Cena in cui si contribuiva. Mia madre per gli antipasti, mia sorella risotto rosso, la moglie di mio nipote polpette, chi il bere, io la torta, che fatte in casa per 10 persone hanno dovuto essere almeno due. 

Per  quanto i partecipanti al compleanno fossero grosso  modo gli stessi del Natale, la serata mi è sembrata meno peggio, forse perchè mi sento più serena io in questi giorni – nonostante qualche considerazione… di cui ad  altri post – ma sono considerazioni e cose con cui devo convivere, assimilare ed andare oltre.

Mia madre a modo suo ha apprezzato la serata, il risotto specialità di mia sorella non era buono come al solito, le polpette non erano abbastanza calde, i mandarini erano asciutti, la mia torta di mele l’ha entusiasmata tant’è vero che mi ha fatto il suo bisbiglio con bocca laterale, in maniera che nessuno secondo lei  se ne accorge e sente, di portare via l’ultima fetta prima che qualcuno la mangiasse perchè era bella morbida e voleva cibarsene a colazione la mattina dopo.

Il mio bambino da Berlino ha telefonato per fare gli auguri ai due piccioni con una fava  e la nonna gli ha detto subito che però il riso non era buono come al solito, e  mia madre  poi me lo ha passato al telefono "il tuo bambino ti vuole". Il mio bambino voleva solo ridermi nel telefono per il commento tanto per cambiare negativo della nonna, e  gli ho detto "tranquillo, anche le polpette" altra risata. 

Sul tardi è passato per un saluto il figlio di mio fratello, che gli ha detto" Sai a Natale tu sei andato via prima, ma noi siamo ancora qui da allora non ci siamo mai mossi, se guardi sotto il tavolo abbiamo i ceppi che ci ha messo lui – indicando il marito divorziato di mia sorella – per costringerci a sentire fino alla fine il suo discorso sugli americani e sugli ebrei."

In effetti la scena non era per nulla diversa dal pranzo di Natale… stessa tovaglia,  stessi piatti di carta e tovaglioli da finire… 

"Non so, è che ultimamente mi sono un po’ persa di vista"

Non so, ultimamente mi ero un po’ persa di vista, e sto cercando di ritrovarmi. 

Mi sono accorta che la strada è difficile,  ci sono impegni a cui non ci si può sottrarre,  e scelte oggettivamente difficili, e che ho già vissuto parte del futuro ipotecandolo. 

Ci sono cose che non posso più permettermi ,  sentimenti che non posso provare e non è facile, è umiliante, frustrante. 

Non posso tornare indietro, ed è difficile andare avanti, credo sia per questo che sono stanca di me, perchè non sono abbastanza forte e non riesco ad uscire da questo girotondo.

Ho tre parole che mi pulsano dentro "Me ne vado".

Un paio d’anni fa in un momento di "non ce la faccio più" con tutti i miei, l’ho detto, e mi sono chiusa in stanza, ed ho preso una borsa per mettere dentro le mie cose. Così mi sono resa conto che non sapevo dove andare, e mi sono messa a piangere, sprofondata in un abisso di solitudine e di impotenza.

Forse "Me ne vado" è che vorrei andarmene da me.

 

Giornata di sensazioni diverse. 

 

Un grosso senso di sopraffazione lavorativa… la nuova proprietà intende archiviare il cartaceo delle pratiche e farci lavorare solo  a video, e questo per me è già un grosso problema. IO AMO LA CARTA. E poi,  a video nel pc non ho la visione di insieme che un foglio mi dà, e ci capisco la metà di quello che ci leggo. Poi ci vorrebbero togliere le stampanti singole, una ogni tot di persone, e sembravano volerlo fare fin da subito, quando dobbiamo  continuamente stamparci etichette. E già, perché adesso stiamo facendo un fantastico lavoro, che ha la priorità su tutto: vagliare ogni nostra pratica per scegliere la documentazione clou da far scannerizzare. Numerare i fascicoli, etichettarli, compilare dati e quesiti su ogni singola pratica in un programmino. Così ho preso coscienza che gestisco 410 posizioni, ne ho vagliate 130 ad oggi e non ce la farò mai per il 31 gennaio, termine ultimo per questo lavoro. Non sarò la sola, a non finire in tempo, ma io con i piedi non  riesco a lavorare, in tutti i sensi (anche che forse dovrei imparare ad usarli, dev’essere quello che vogliono). E poi è la prima volta nella mia vita che non faccio fronte ad un termine lavorativo.  Girano battute che lo fanno per liberare gli armadi, negli armadi metteranno i letti per noi, come in Giappone. Non posso immaginare cosa sarà quando ci avranno portato via il cartaceo, certo le  pratiche  non saranno presenti a video il giorno  dopo… Quando ci telefoneranno, o ci arriverà posta da evadere, inventeremo?  La fantasia non mi manca, la cortesia neppure… forse sopravviverò. 

Per fortuna c’è stato l’intervallo “diverso”. Da quando ci hanno chiuso la mensa – aveva di buono che tutto il nostro gruppone trovava posto tutti insieme- si va a mangiare in un self service che se posso evito. Si esce che si sa di pizza e oli vari,  è seminterrato ed accende la mia vaga claustrofobia.Così oggi Kebab doveva comprare un libro davanti alla Statale e ne abbiamo approfittato per incontrarci con Tenebroso, splendente nella sua nuova veste e collocazione lavorativa di neoassunto a tempo indeterminato, che ci ha condotto a mangiare in un self service seminterrato, però quando sono rientrata in ufficio non hanno detto che sapevo di self service.  Comunque un’altra volta con lui esigerò un panino in un bar: in questo posto con divanetti irremovibili e tavolini invadenti per sedermi a mangiare ho dovuto lasciare il seno sul vassoio, e meno male che avevo preso solo antipasto di verdure e bresaola, con un piatto di lasagne mi sarei trovata in una trappola d cui non sarei uscita fino al loro smaltimento calorico. Pensavo orgogliosa come  affascino i miei più giovani amici seduti di fronte a me quando ho scoperto che sulla parete alle mie spalle c’era un maxischermo con vicende calcistiche, me ne sono accorta quando hanno commentato la mollezza di Adriano- beh, almeno la mollezza non era la mia

Mentre raggiungevamo il luogo dell’appuntamento a passo di impiegato nell’ora di pausa lontano dall’ufficio, un senegalese ha abbordato Kebab per vendere il solito opuscolo di Terre di Mezzo. Alla fine l’abbordato sembrava il senegalese, si sono messi a parlare in francese, qualcosa ho colto, il senegalese è uno studente all’ultimo anno di scienze politiche a Montpellier; poi hanno parlato di Mali  e povertà dell’Africa e della speranza di  ritorno in patria per lavorare. E’ finita che Kebab non ha comprato nulla ed io ho dato un ticket restaurant. L’ho fatto volentieri perché mi ha chiesto se ero la sorella di Kebab: altre due volte in compagnia dell’Impaziente mi avevano  preso per la madre. Se Kebab è un po’ brizzolato precoce, Impaziente non brilla per foltezza di capigliatura, insomma, non sembra quel che si dice un ragazzino.

 

Così tra una cosa e l’altra l’ora di intervallo – rimpatriato in ufficio Tenebroso, che è nel periodo di  prova – è diventata  un’ora e quaranta minuti,  si lavora in zona  Corvetto – ed al rientro ho appreso che a momenti  sarebbero  passati in visita pastorale per gli uffici dei rappresentanti della nuova dirigenza. Pensiero gentile da parte loro, sicuramente, se non fosse per la sensazione di animale nello zoo che mi viene in queste circostanze.

Nuovo senso di sopraffazione lavorativa ansia ed angoscia, dalla quale mi ha alleggerito  Impaziente andando verso casa insieme nel metrò, con la sua parlantina e le nostre punzecchiatine, un cazzeggio affiatato e distensivo.

Mi sono accorta che ho scritto su un documento word dove non si può togliere il correttore automatico, meglio rileggere, mi correggeva cazzeggio con  pazzeggio.

 

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

Lezione intensa al corso stassera. L’autore ha parlato quasi ininterrottamente, al solito credo di aver assimilato dei concetti che non saprò mai riassumere in un discorso organico. Come sempre attratta dall’essere umano, mi ha colpito il suo volto, non tanto per la bellezza  – brutto non era affatto,  mi è sembrato abbondandantemente fascinoso e coinvolgente- quanto per la sua espressività e mobilità. Non lo immagino fermo in una fotografia, gli occhi grandi  ma situati in profondità, tutto in lui denotava tensione ma non tensione d’ansia, bensì tensione di ricerca ancora insoddisfatta. Un volto proteso dolcemente severo.

Come al solito mi perdo nei particolari…ora non vorrei fargli dire cose che non ha detto perchè ogni tanto mi astraggo, ho sempre tanti pensieri tanti sogni e desideri che mi chiamano con la mente altrove…Mi sono soffermata a pensare su alcune notazioni, perdendo magari concetti più grandiosi.

Per esempio, si avverte la differenza tra gli scrittori cresciuti leggendo libri e quelli che nascono adesso, bambini cresciuti davanti alla televisione. Che i ragazzi d’oggi non hanno assimilato dentro la propria natura il concetto di divenire storico, e si figura questo passato come archiviato,  immagini saccheggiabili qua e là in ogni momento. Praticamente cresciuti ed educati  con windows dico io, apri una finestra e raggiungi il mondo.

E le sigarette, dire quali sigarette uno fuma è dire già qualcosa su di lui…Chi fuma le marlboro è più ricco sicuramente di chi si smazza le diana blu, sigaretta tipica dello studente;  chi fuma le nazionali ha cominciato a fumare dal tempo di guerra. E’ vero, ci sono tanti piccoli particolari del quotidiano che possono dire tanto di una persona, alle sigarette non ci avevo mai pensato.  

 

ho proprio sonno… ho evitato il divano sino ad ora …….e buon notte !

 

Domani corso. Dovrebbe fare lezione lo stesso autore che era desaparecido la settimana scorsa. Una delle ultime lezioni ed io non ho ancora prodotto nulla di confezionabile, in questa tornata di lezioni. E il Tenebroso si aspetta che gli regali la macchina nuova con i proventi del mio primo libro, non scrivo e ho questa responsabilità sulle spalle. Comunque mi reiscriverò, che scriva o no le lezioni sono interessanti e l’ambiente è stimolante.  Certo che ai tempi del liceo non avrei mai pensato che un giorno avrei pagato per seguire delle lezioni "letterarie". Non ci si aspettano tante cose, poi ci si trova in mezzo.

Certo che se al liceo avessi studiato bene, ora ne sarei indubbiamente avvantaggiata. Appartengo alla categoria di studenti che il giorno e la notte  prima dell’interrogazione si facevano tutti gli argomenti svolti supportati da enne caffè: le nozioni restavano giusto il tempo di superare l’interrogazione e poi si volatilizzavano.  Bè qualcosa è rimasto: concetti, analisi, paralleli affiorano… ma non sono in grado di supportarli bene, mi mancano la terminologia, le date.. mi vengono solo fuori  idee,  sensazioni, meglio che il vuoto comunque.

Invece c’è un sacco di gente che si ricorda brani di poesia, è in grado di citare autori, hanno letto tutto, sanno tutto di storia, di politica. Io ci galleggio, taccio, ascolto, imparare mi interessa comunque… mi consolo pensando che almeno capisco abbastanza quello di cui parlano, cado un po’ sugli autori contemporanei, non ne ho letti tantissimi. ho una diffidenza di fondo, temo il prodotto consumistico.  Il Nostro mi mandava mail con brandelli di testi di canzoni, ed io dovevo indovinare. Poi ho scoperto che potevo fare copia, incolla su Google, cerca…et voilà. Ma glielo dicevo, che avevo imbrogliato.

Kebab è in grado di disquisire sulla musica all’infinito, ed io un po’ seguo, riconosco uno stile, conosco molti complessi che lui non si aspetta, ma i titoli non li ricordo mai, tantomeno i testi tantomeno in inglese! E neanche so che tipo di strumenti usa un complesso, e neanche distinguerli, gli strumenti. Non so mai niente approfonditamente.

Sono in grado di riconoscere autonomamente i testi di De Andrè, neanche tutti, a dir la verità. Mentre letargivo ( famiglia lavoro casa, assorbita in toto e dimentica di me)  Faber ha sfornato un sacco di canzoni bellissime, Andrea, e quelle in genovese, delle quali non capirò mai le parole, ma non importa, mi danno una sensazione bella, e la voce diventa una  musica.   De Andrè non mi stanca mai.   

postato da: tiptop alle ore 00:57 | link |
categorie: tenebroso

 

Notte di m. Ieri giornata piatta tranne un po’ di conversazione telefonica con l’Impaziente –  Il gattone è riusciti ad aprire il coperchio dello stereo, chissà se mi sceglie anche il cd!, no si ferma qui davanti allo schermo, io continuo a scrivere, avere dei gatti partecipi non è sempre il massimo, oh se ne va , cos’ho scritto? beh qualche correzione la devo fare ok. La micia che avevo prima era una statua di gesso, per me si annoiava, non è mai stata giovane,  è per questo che adesso ne ho presi  due. La micina, che è già nera, sta cercando di abbronzarsi sotto la lampada, si brucerà il naso, un’esperienza di vita come un’altra.A dir la verità io i gatti continuo a toglierli ed a metterli per terra, ma loro tornano sul tavolo, è difficilissimo fargli cambiare idea.

Dicevo, l’Impaziente, talvolta Pino,  un essere mitico curiosamente frettoloso, che non si chiama Giuseppe e non è neanche altissimo con fogline aghiformi, ma qualche volta un po’ mi punge lo stesso e sembra spesso avere una pigna in testa al posto del cervello quando ragiona di se stesso, mentre è eccezionale nel mettere a fuoco me, e oserei dire anche gli altri. Insomma dal cazzeggio ai  discorsi  più personali, non mi annoia mai, e neanche gli argomenti con lui si esauriscono mai. E comunque devo soprattutto alle sue strigliate l’evoluzione positiva delle crisi del venerdì…che continuo a sperare sia effettiva e non temporanea. Ma spero di sì, a un certo punto ho sentito scattare dentro di me  la molla dell’istinto di conservazione, contro il virus dell’autodistruzione… che comunque cercherà un’altra via, ne sono sicura, è una vita che ci combatto, quel maledetto.

Ieri sera mia figlia ha noleggiato un film, Fahrenheit 9/11. Lode all’impegno! Non so neanche se le è piaciuto.. Abbiamo cominciato a vederlo, ed io sono declinata sempre più giù sul divano. C’erano i sottotitoli, avevo le mie difficoltà a leggere quelli scritti in bianco su fondo chiaro, penso che se sanno di fare un film coi sottotitoli dovrebbero evitare di riprendere gente panciuta con la camicia bianca,  gli occhi mi si chiudevano e si riaprivano, il  marito se ne à andato via dicendo che film palloso, e a un certo punto  ho deciso di cedere. "mamy vado a dormire" (ma non mi ha detto se il film per lei era stato interessante)  e la tele poi era spenta a un certo punto, ed io sveglia. Però avevo ancora sonno, stavolta. In fondo nel pomeriggio avevo pisolato solo un’oretta insomma un’altra giornata sprecata, ai fini del mio arricchimento personale e anche delle faccende di casa. E ho dormito male e mi sento tutta indolenzita. E il sunnominato Impaziente  ed un altro mitico amico (il Tenebroso, una volta la definizione gli era piaciuta, diceva che faceva figo, poteva pigliare con le ragazze, non si offenderà, ma non mi pare di coinvolgere altri su Internet con i nomi veri! e comunque tenebroso davvero non è, solo un filino riservato)  direbbero "Cri, è l’età". 

Roba da non credersi, è giunto un altro venerdì sera e non sono triste! Che stia guarendo? E’ un mese e mezzo almeno che non mi viene la crisi del venerdì, l’antitesi leopardiana. Disperata che sia terminata la settimana corta lavorativa, in lacrime sul divano al venerdì sera,  passo il week end sospirando il lunedì. Perchè dovrebbe essere così strano?  Se non fosse per i figli in transito (adesso una sola), potrei passare il sabato e la domenica in totale silenzio, solo comunicazioni di servizio. Invece dove lavoro… il lavoro è un casino, roba da cottimo, ma l’ambiente è bellisssimo.Con i colleghi mi diverto, sto proprio bene, è fantastico il coro di assensi quando mi capita di dire Eh ma che scema che sono! (è vicendevole!)

E’ assurdo come mi  lasciassi  impigliare nella tristezza e nei silenzi avendo tante cose da fare e tanti interessi che fatico a coltivare – Cri aspetta a parlare al passato, magari è solo un momento! speriamo di no-  Ma funziona così… mi riposo un minutino sul divano… rimuginamenti  e sogni cominciano a intrecciarsi ed a lottare tra di loro mentre tento di leggere, appoggio il libro, penso, e penso  e chiudo gli occhi e dormo… e il tempo se ne va così, e non ho fatto altro.

Ma stasera certamente sono serena anche per una bella telefonata con Clark Kent conclusasi con l’invito ad andare prima o poi a trovarlo,  dove lavora in trasferta, e c’è il mare. Saranno almeno otto anni che non vedo il mare.  Le mescolanze di azzurro e di verde, il movimento delle onde,  serafico o tempestoso, il suo rumore… mi manca tantissimo. I piedi nell’acqua.le conchiglie. Centomila lire. Una volta ho trovato una banconota da centomila che galleggiava. In Liguria, che è tutto dire.