Archivio mensile:maggio 2009

vacanze- dose 1

tra poco parto, per Moneglia, una settimana in vacanza, con una mia collega. Parto stanca  stanca stanca…
Il lavoro sta diventando una cosa allucinante, un ritmo a cui non sto resistendo. Forse ve ne siete anche accorti, scrivo meno, leggo meno qui e non è per disaffezione. Un po’ Facebook, un po’ che  andandomene a vivere da sola ora ho due case da seguire, ma se in ufficio mi capitava di scrivere furtivamente qualche breve post, o fare qualche commento, ora non c’è più il tempo.
Ben venga intanto questa breve vacanzina.

IMPRESSIONI A TORINO

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Lasciate le poche gocce di Milano, il treno aveva raggiunto le nuvole, due ore più tardi  a Torino pioveva, pioveva proprio.

Con lo zaino in spalla abbiamo raggiunto i portici, e camminato, camminato lungo aiuole, per strade larghe dove finestre lunghe alte tutte in fila ci guardavano severe, e strade strette, quando le strade si sono fatte strette, eravamo arrivati.

La reception del B & B era densa di tappeti, fiori e cornici dorate. Gli stucchi, lo scintillio ed il dorato in Torino ti tallonano, almeno in quella dove sono entrata.

Perché dall’autobus, andando al Lingotto, vedi anche le case come sono in qualunque città.

 La mia camera era in un appartamento al primo piano, in cima ad una scala ripidissima, che mi son detta “Mamma mia, io salgo, ma poi scendo?” la finestra si affacciava su un cortile con i ciottoli e le biciclette, e si vedeva una fetta di cielo, sereno, il giorno dopo.

Lo stesso andando a mangiare da Shakespeare, con i nuovi amici del Lit Camp 2009, lo stesso cenando al Ristorante Tre Galli alla sera: la vecchia Torino delle case  deve essere  piena di scale ripide, ed i palazzi invece di scalinate larghe e marmoree con delle volte a stucco, e finestroni ampi, come quelle del Circolo dei Lettori (nonchè degli Artisti), un’istituzione della quale  mi sa che a Milano l’equivalente non c’è (purtroppo).

Non ho visitato Musei, né altri monumenti, non ce ne era il tempo ho solo camminato molto, sotto la pioggia e  poi anche col sole: anche camminare è bello per Torino, i portici sono tanti, ed i negozi antichi sono rimasti antichi, non rifatti antichi come a Milano.

Per le strade, spesso a lastroni, in mezzo a quei palazzi emananti magnificenza e senso della storia, ti aspettavi si fermasse l’omnibus trainato dai suoi  cavalli, non l’autobus 18,  e  che al semaforo fossero ferme carrozze, dove dame in veletta rimbrottavano signori in cilindro.

E l’aria era pulita, forse per la pioggia, forse perché le montagne sono vicine.

torino

E’ la prima volta che vedo Torino, salvo una volta per lavoro, treno-tribunale-treno, della quale mi ricordo vagamente il taxi.
Finalmente vado alla Fiera del Libro al Lingotto, mi sembra un sogno, e due giorni, venerdì e sabato!
Credo, spero,  che incontrerò un sacco di amici, conosciuti qui e su FaceBook, e ne rivedrò altri.
Per la precisione, venerdì sarò al Lit Camp  che si svolgerà il 15 e il 16 presso il Circolo dei Lettori, un circolo che mi piacerebbe tanto fosse a Milano per tutte le iniziative che ha.

Aggiungo questa cosa, ci giravo intorno coi pensieri in metropolitana mentre venivo in ufficio. Appunto non ho mai avuto molto a che fare con Torino, però mi sto accorgendo che dev’essere una città molto viva, e in effetti ci sto conoscendo "virtualmente" belle  persone.

storie di vita vera

SMS nel tardo pomeriggio alla progenie, dislocata uno a Londra per il week end, e l’altra a Siracusa, per due settimane, una è trascorsa.

“Grazie per la festa della mamma”.

Silenzio lui, “La giornata non è finita” risponde lei.

Alla sera mi chiama sul cell la Princess

“Auguri mamma… mi manchi tanto, sei la mamma migliore del mondo”

“Ma hai un suggeritore dietro o stai leggendo un foglietto? “ sono incredula…

“No davvero mi manchi ti voglio tanto bene, tu sei diversa dalla mamma di L”

Capisco… infatti è dalla suocera, chiedo:

“Ti dice tutto quello che devi fare col bambino?”

“Sì “ monosillaba lei

“E L da ragione a lei?”

“Sì” bisbiglia lei “ scusa devo tornare dentro”

Ore 00.03, SMS:

“Ha rifatto il brodo per il bimbo: a quanto pare quello che ho fatto io faceva schifo anche se le verdure e l’acqua erano le stesse”

cinema e ancora cinema

Pur piacendomi, non riuscivo mai ad andarci, temevo che ormai vedere un film fosse diventata per me una faccenda offlimit, dal momento che anche con un dvd casalingo mi addormentavo sul divano.
Al cinema no, non succede, resto sveglia (abbastanza).
Dal primo di maggio sono andata al cinema tre volte,  e spero che il trend continui, dal momento che anche i film meritano, poi così diversi l’uno dall’altro.
Questa sera sono andata con mia nipote a vedere Ti amerò sempre, al cinema Rosetum, un cinema parrocchiale che però ricordo sempre per la qualità dei film proposti, aperto purtroppo solo nel week end.
E’ una storia dì’amore, ma non tra uomo e donna come semplicisticamente si è portati a pensare..
Come è caratteristica dei film francesi, non succede quasi nulla…all’apparenza, perchè nella vita dei personaggi, con  nonchalance, di fatti, di cose ne succedono parecchie.
La recitazione della protagonista, donna estremamente chic, è molto intensa, e così deve essere, perchè è suo il compito di costruire la storia, che piano piano infatti  assume i suoi contorni. Anche per questo motivo della  trama non voglio dire nulla, perchè se qualcuno non l’avesse ancora visto,  perderebbe quel senso di attesa che pervade il film.

viabilità

Domenica ho fatto tante cose.
Sono andata a stirare le cose del bambino per la Princess che ieri partiva alla volta di Siracusa, a far conoscere il Piccolo Principe all’altra nonna.
Sono andata  in bicicletta ad una mostra di fotografia in piazza Mercanti, a mangiare un panino e a vedere un altro bel film, Gran Torino.
Ma ho fatto per la prima volta una cosa bellissima, tornare a casa in bicicletta di notte, beh, non nottissima, erano circa le 22.30.
Ho pedalato  per Corso Vittorio Emanuele, al pomeriggio non era stato possibile, ho pedalato accanto al Duomo con le guglie illuminate,  e per via Dante vis a vis col Castello, e poi ho girato in Corso Magenta, dove lo spazio tra rotaia del tram e marciapiedi si riduceva sensibilmente…. e allora tutto il corso su e giù dal marciapiedi, l’acciottolato intorno alla Chiesa delle Grazie.
E Corso Vercelli, una delle vie dello shopping, deserta…la folla davanti alla gelateria Marghera.
Ma anche lo stronzo con un Carrera scoperto, che oscillava avanti e indietro, senza freccia, senza esprimere chiaramente la sua volontà… "Una banale freccia una macchina così non ce l’ha immagino" borbotto, ma mi sentono.
Un altro stronzo, in doppia fila e con la portiera del guidatore aperta. "Se io mi accoppo che importa?" "Tranquilla signora" mi rispondono (senza chiudere).  Penso soddisfatta che si vede anche in bicicletta che sono una signora….
A casa.

Primo maggio

Mi sono avviata in macchina fuori Milano.
E’ bello il verde delle foglie nuove, è  bello col cielo azzurrissimo… il prugno selvatico fiorito sa  quasi di miele, ma non c’erano più, tra le foglie rosse spuntavano come piccole ciliege scure.
E’ bello vedere l’acqua che scorre lenta, e le canne, e senti il verso – che non si può sempre definire appropriatamente canto – di tanti uccelli… il cuculo si riconosce sempre, ed anche le gazze, gli altri li conosco meno.
E’ bello vedere un cigno sulla riva del fiume, le zampone palmate sulla terra ferma, e le ali, e il collo lungo proteso a cercare il cibo che un bambino gli lancia…è un uccello enorme, non sembra così grande quando nuota composto.
E’ bello vedere le papere, ma non so se erano proprio papere, erano nere con una crestina rossa, nuotavano, e improvvisamente si tuffavano con il codino per aria, e sparivano, e le riuscivi a seguire per un attimo anche sotto l’acqua, e riemergevano, con in bocca qualcosa. Cerchi nell’acqua, in prossimità della riva, pesci che cacciano moschini.
Le Torri Bianche. Centro Commerciale, cinema, 16 sale. Azzardo ridendo l’ipotesi di guardare film diversi, e raccontarceli all’uscita. Il Centro Commerciale è deserto…credo siano pochi i giorni in un anno in cui si presenta così. La scala mobile porta al tempio, il Warner Village. Le statue di Bunny e Duffy Duck  mi accolgono. Non posso fare a meno di pensare che un tempo si "statuavano" altri personaggi, Solone, Platone, almeno Leonardo e Garibaldi, certo un po’ più pedanti.  E poi, così bianchi e severi, almeno i condottieri hanno il cavallo, che piace ai bambini.
Un film, State of Play. Il buio del cinema sul momento mi prende, faccio per chiudere gli occhi, ma no non è vero che dormo, sto sentendo lo stesso, ma mi riscuoto, dopo è il film che mi prende. Thriller, dicevano. Ed in effetti qualche sobbalzo l’ho fatto. Un tema già svolto, i rapporti tra stampa, polizia e coscienza,  ma  sempre ricco di argomenti, per le sue infinite sfaccettature. Un film serio, adatto ad un pubblico maturo. Non sono argomento frivolo i rapporti "nella" stampa, nella comunicazione. Il mestiere di giornalista, il blogger come mestiere, la direzione di un giornale, la proprietà del giornale, il potere delle notizie, le notizie del potere… Gli attori…  non sono riuscita ad abituarmi all’aria tormentata col capello lungo di Russell Crowe,mi sembravano due cose a sè stanti,  ma ho adorato Helen Mirren, burbera e cedevole capa. Il volto di marmo del killer. Che uno lo vede e dice subito Quello è il killer. Un killer sorridente ti frega di più.
Non mi capita spesso di andare al cinema, ma intuitivamente credo che sia un film da vedere.
Non dico altro, non son brava a recensire.