Archivio mensile:febbraio 2007

Stasera… Tiptop alla riunione di condominio e la Princess al corso di scrittura…
Un qualcosa di miracoloso…me lo ha chiesto lei, sentendo che ci sarebbe stat a Bianca Pitzor no. Ha letto dei suoi libri da ragazzina (ovviamente adesso è una donna matura…) e anche mio figlio da Berlino "Mamma, se è quella de La casa sull’albero, è una grande". E’ tornata dicendo che la scrittrice le piace ancora di più. Pare che non si sia annoiata per niente,   sa perfino qual era l’argomento della lezione. Sua madre invece, ormai è noto, avrebbe guardato chi passava per strada fuori dalla vetrina della libreria.

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SCENE DA UN MATRIMONIO – Luglio 2005
scritto trovato facendo pulizia nel piccì.
Antefatto:Mio figlio, me d’accordo, aveva portato il portatile alla Princess al lago andando a trovare la nonna in settimana là. Il capofamiglia non era d’accordo,per il portatile poteva aspettare il week end…
se non fosse che continuava a piovere, non c’erano amici ed era sola con la nonna ultranovantenne.
"
Domenica.

Dunque venerdì sera quando siamo partiti,  si è arrabbiato perchè quello che dice lui non viene tenuto in nessun conto, allora smette anche di lavorare, perchè dovrebbe continurare a farlo per gente per cui non conta niente etc etc..

Arrivati, è sceso dalla macchina, è stato seduto solo zitto sotto il portico per un’ora e poi è andato a letto.

La mattina dopo ero andata  al negozio presto alle sette e mezza perchè non c’era latte, e al ritorno mia sorella mi ha detto che era uscito a piedi, senza il cane, senza salutare nessuno. Dopo qualche ora il sospetto che se ne fosse andato è diventato certezza, con lui mi aspetto di tutto, suicidio compreso.

Al telefono di Milano non rispondeva nessuno, ho chiamato la mia amica vicina di sotto  che ha sbirciato le finestre vedendo i vetri aperti, ed alla sera mi ha confermato che c’era  la luce accesa.

Oggi ho riaccompagnato mia sorella  a Milano e sono andata a casa, ho suonato alla porta, lui è venuto ad aprire, mi ha visto ed ha detto “perchè mi hai svegliato?” erano le 15.30. Gli ho detto che ero venuta a prenderlo, di mettersi le scarpe  che andavamo. Al lago lo aspettavano i figli, il cane, il gatto ed anche qualche zanzara. Ha fatto finta di essere un attimo indeciso, qualche smorfia infantile di scocciatura, e siamo partiti. Ho dovuto guidare io, si è seduto davanti ed ha continuato a leggere, non ci siamo detti una parola.

Qui ora si sta comportando normalmente, mentre è mia madre che sta dando i numeri.

Le uniche cose rasserenanti di queste due giornate: sentire l’affetto dei miei figli(grandioso)ed un SMS di saluto da parte di un amico.

I miei  stati d’animo in tutta questa vicenda? Innanzitutto preoccupazione, se si licenziasse, nostro figlio dovrebbe mettersi a lavorare rinunciando ai suoi progetti per i capricci dei genitori. Non mi sono angosciata disperata non ho pianto, queste storie ormai mi hanno esasperato, mi sono solo detta che questa era l’ultima volta, che in settembre sarei andata da un avvocato. Avevo un senso di realtà, come se la separazione fosse ormai la strada presa, e mi spiaceva per come avveniva, e non avrei voluto far soffrire nessuno più del dovuto. Io sto mirando alla separazione, sto facendo le mie prove ed i miei percorsi, voglio che con me ci giunga anche lui, che ne sia convinto. Voglio una separazione consensuale, una separazione litigiosa non giova a nessuno.

Non sapevo se andare o no a recuperarlo, l’ho fatto perchè pensavo di trovarlo sofferente e ricurvo su se stesso, invece dormiva, si era fatto la doccia, tagliato i capelli leggeva. Certo lui non si rotola sul divano in preda a se stesso come me, forse era anche soddisfatto per come ci stava punendo. Mia madre mi ha chiesto se quando mi ha visto mi ha chiesto scusa… in quale film?

Invece è tremenda mia madre, non è felice di niente, non le va bene niente, è un tormento, è acida da morire. L’anno prossimo vuole andare in crociera. Capace di trovarsi un fidanzato."

DIETA

Sono un po’ perplessa. E’ una settimana e non sono sicura se ho perso peso. La bilancia  segna -2Kg  rispetto quella della dietologa, ma lo segna da  4 gg, è impossibile che li abbia persi in tre giorni, e dopo basta. La dieta la sto seguendo bene. Ho fatto male a non pesarmi subito mercoledì scorso, avrei rilevato subito una differenza. La mia bilancia è di quelle con la lancetta, cerco di posizionarla sempre sulle stesse piastrelle, mi sembra che se la sposto il peso cambia. Sto pensando di comprarne una digitale, ma mi fa soggezione, magari ci salgo e mi scrive AHO’ SIAMO  MATTI? .

Però con l’antidepressivo vado da dio, sono molto più attiva. Ero depressa?

 

SARO’ BANALE.
Ma anch’io piangerei di gioia se mi dessero un milione di euro.
Purtroppo il mio cedolino stipendio l’ho guardato, oggi, e non assomigliava niente a € 1.000.000,00.
Comunque la Hunziker mi è sempre stata simpatica.
Quando dice che è un anno che…. mi consolo.
Però un milione è troppo.

Stamane un cielo sereno, aria da primavera. Aria da cespugli gialli di fiori, da mammole da scoprire.  Eppure… un risveglio  con la  voglia di piangere,  forse l’ansia, la  tensione di questi giorni. Forse solo un gran desiderio di  lasciarmi andare, e non saperlo fare.  Qualcosa che deve, vuole uscire.

Ma poi ho sorriso… mentre mandavo un saluto ad un amico che mi aveva augurato la buona notte, mi è arrivato il suo buon giorno.

E il barista egiziano, mentre  mi preparava il solito cappuccino tiepido col cacao, ha detto “E’ una settimana che non vieni”, ho sorriso di nuovo “Ma no  Mandù, solo ieri… e prima era sabato e domenica”.

Chi ha voglia di fare un giro in bici?  Io alle carte che ho qui davanti, non ho voglia di sorridere.

RICICLO
Sto cercando di smantellare una montagna di documenti casalinghi  da archiviare per trovare una ricevuta di pagamentoe intanto cestino quelli sicuramente da non conservare. Il sacchetto della carta da riciclare che si sta costituendo  è la gioia dei mici, che ci si tuffano e me la sparpagliano in giro. Sono così carini… gli ho detto solo un paio di volte stronzi di  due gatti…tanto sanno che li adoro.
Comunque pensavo di avere avuto una grande idea… invece che star lì a mettere simboli di riciclabilità e cose  così, che bisogna sapere, stare a distinguere e non tutti hanno voglia, perchè non  semplificare vietando le confezioni in contenitori ed imballi non riciclabili? Poi ho pensato che magari è già così… tutto quello che mi viene in mente è riciclabile.. yogurt, detersivi, alimenti…Non so. Non è una gran pensatona.
E intanto la ricevuta non salta fuori, mi sa che l’assicurazione del ciclomotore davvero non l’ho pagata. Eppure….

GRAZIE ALGA… mi mancava

acc a chi ha inventato ‘sta catena, chissà chi è.


Il tuo primo ricordo di te stesso cucinando?
Con la cucinetta delle bambole, il fuoco con la tavoletta di meta che bruciava (non chiedetemi cos’è)… facevo una pomposa pastafrolla in padella con acqua e farina, e la tempestina in brodo… gli ingredienti che mi elemosinavano dalla Cucina con la c maiuscola.

Chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
La mamma… la aiutavo a fare le torte. Leccavo il cucchiaio di legno, passavo il dito nella terrina, spiluzzicavo un angolino della torta pronta, chissà mai non fosse venuta bene. Ho imparato da lei cose sfiziose… per il quotidiano ed il rustico sono una self made cook.

Possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse per il mondo culinario? Lo pubblicheresti?

Foto di preparazione di tavoli alla vendemmia… censurate.

 Hai qualche fobia culinaria? Un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore?
Assolutamente no. Semplicemente li evito. Ci sono sempre tante alternative.

Il gadget in cucina che funziona meglioquello che ti ha deluso di più?
Il Multiquick (frullatore e tritatutto),  e lo spremiagrumi… per il resto faccio a mano, mi piace ancora usare la mezzaluna ed il frullino. Penso che gli aggeggi da cucina siano la complicazione affari semplici. Pezzi da assemblare, pezzi da lavare, pezzi che non puoi lavare e si sporcano…

Un abbinamento cibario strano che mi piace e che probabilmente non piace a nessun altro.
La focaccia ligure del giorno prima nel caffelatte.
Quali sono le tre cose commestibili senza le quali non potresti vivere?
Tre? Pane latte pastasciutta. Ma però… mi piace tanto anche la verdura…il formaggio.. il cioccolato… la frolla , el vin.

Il tuo gelato preferito?
Tutti , tranne il puffo.
Non mangeresti mai?

Lumache, rane, molluschi, crostacei, conchiglieria, tutta la  roba marina così, insomma, e il pesce crudo.Trippa.

Il tuo piatto firma:
Non so, mi vengono bene tante cose, il pesce finto, il vitello tonnato, la carbonara, la puttanesca, la peperonata, gli arrostini, la torta di mele, la pastafrolla, la torta al limone…. solo devo aver voglia.

La cosa piu’ assurda che hai mai mangiato?
Mi sembra niente di assurdo.
L’ultima cosa che hai fatto e che è avanzata:
Pasta asciutta al pomodoro, era troppa. Ma c’è il cane che è sempre contento, e anche i gatti non si tengono indietro, sono gatti strani, ingollano tutto.
La cosa che mangeresti in questo momento:
Penne all’arrabbiata.

(fatto alle 12,30 di oggi, postato solo ora)

LE NOMINE….

TRE UOMINI IN CUCINA…  anonimista  chiaroilmattino  pigio00.

"MONTENEGRO TANGO – PERLE E PORCI"

Titolo originale: Montenegro
Regia: Dusan Makavejev
Anno: 1981
Nazione: Svezia/Gran Bretagna
Durata: 98′
Interpreti:
Interpreti: Susan Anspach, Erland Josephson, Bora Todorovic, Marianne Jacobi

Trama:

Marilyn è la moglie, di origine americana, di un ricco uomo d’affari svedese, Martin Jordan. La vicenda inizia e conclude nella lussuosa villa che i Jordan posseggono nei sobborghi di Stoccolma e abitano coi loro due bambini e col vecchio padre di Martin, sclerotico e maniaco del matrimonio. Nonostante il lusso e la mancanza di ogni preoccupazione materiale, Marylin si sente frustrata e dà segni evidenti di nevrosi. Per curarla, Martin ricorre a uno psichiatra, il dott. Pasarja. Intanto Martin si prepara per un viaggio in Brasile e, all’ultimo momento, decide di partire anche la moglie Marilyn; ma all’aeroporto perdono il volo per le pedantesche perquisizioni alla dogana subite di Marilyn, la quale incontra la giovane jugoslava Tirke, che le fa conoscere il suo datore di lavoro, Alex. Così Marilyn giunge al Zanzibar, un ambiente di passioni primitive e selvagge, ove anche essa si esibisce come cantante, si ubriaca e "scopre l’amore" con Montenegro, un giovane jugoslavo che aveva già conosciuto allo zoo. Dopo questa ubriacatura, Marilyn ritorna fra le pareti domestiche, ma non sembra rassegnata alla sua vita borghese e alle persone che la alienano (marito, suocero, psichiatra) se, nell’ultima scena del film, offre loro della frutta avvelenata.

Ho ripensato a questo film.

Non sto attraversando un bel momento. Tutto mi sembra confluire su di me,  creandomi possibilmente un problema, immediato o in prospettiva, o imponendo  una rinuncia da parte mia. Mi vengono in mente espressioni tipo " quando il gioco si fa duro", mi accorgo di quanto sono sola, e che la prossima persona che mi trova fragile o dice che devo imparare a contare su me stessa e non aspettarmi nulla dagli altri, si becca minimo un calcio sulle gengive.
Mi sembra che  non sto facendo altro da quando sono nata.

Eccoci, è fatta. La dolce Princess si è iscritta a Kick Boxing.
Ieri sono andata a firmare i moduli e trafila varia, dopo le prime lezioni di prova. L’insegnante ha detto che è brava. Io so solo che passa per casa saltellando e svolazzando gambe in aria, e ora  i gatti hanno anche i guantoni, abbandonati ovunque, con cui giocare.

E’ iniziato il momento più bello per i chioschi dei fiori, spenti  dall’estate, inondati in autunno da monocordi crisantemi,  demoralizzati nell’inverno, soppiantati da vischio dorato ed abeti.
Ora coprono i marcipiedi le primule,  gli anemoni, i tulipani rossi, gialli…e poi cominceranno le fresie con le tonalità più delicate  e le azalee e le profumatissime gardenie e poi i gelsomini.

Era salito dalle scale della metrò di Corvetto. Era magro, secco, le guance scavate, traballava appoggiato al suo bastone, la bocca mi è  parsa come una O, senza denti. In mano aveva un sacchetto nuovo della Libreria Feltrinelli, dentro, la sagoma di un libro. Forse veniva da Piazza del Duomo.