IRON MAN 3

Un film di cui scrivere a caldo, appena visto, anche in considerazione delle innumerevoli presenze di corpi umani incandescenti,  a rischio esplosione,  e incendi di benzine e petroli.
Un film dove non manca nulla, da un gigantesco coniglio di peluche a una frotta di armature volanti,  e dove sono stati presi in ostaggio, a turno, un bambino, l’amata e il Presidente USA, il coniglione no.  Alla fine, salvi tutti,  i buoni, e annientati tutti i cattivi e semicattivi.
Tutto perchè avevo guardato con poca attenzione l’orario del film turco-tedesco Muffa…  Iron Man 3 è’ un film che in condizioni naturali non sceglierei mai di vedere, in ogni caso ieri mi sono detta:  “Vinciamo questa  prevenzione intellettualoide, conosciamo il nemico”. Oltretutto, quando si è nervosi e un filo stressati, non credo che sia il tipo di film migliore da vedere, per quanto di pura fantasia e di sicuro mentalmente poco impegnativo.
Caspita, mi son vista Robert Downey jr, passato dai problemi tossicologici di anni fa all’essere un gran bell’uomo tonico e muscoloso, la bellissima Gwineth Paltrow, Ben Kingsley… credo questo renda l’idea, in quale tipo di cinema si nasconda il bisness, anzi, non si nasconde affatto, è di tutta evidenza.
Non so dire nulla della colonna sonora, forse la colonna sonora erano i rumori delle armature in volo supersonico, le fiamme, le esplosioni.
Nel casino finale, dove i buoni vincono i cattivi,  mi è sfuggito in che modo siano stati eliminati questi ultimi, esseri umani a incandescenza che se gli tagliavi un braccio ricresceva, forse sono esplosi, ma lì era tutto un putiferio.
A essere sincera, qualche sorriso e qualche sussulto mi è scappato, anche se nei primi minuti di proiezione mi aveva sfiorato un’ideina ” e se mi lasciassi andare ad un sonnellino?”.  Ciò non toglie che  durante tutta la visione con senso  estremamente pratico mi sia chiesta ” Ma a che pro tutto ciò?” .
Un fantomatico Mandarino minaccia gli Stati Uniti, e il cattivone di turno manifesta il suo intento, cioè governare il mondo con la strategia del terrore, tenendo in pugno sia il Presidente Usa che  il più terrorizzante terrorista.  Ma mi chiedo, uno che governa il mondo, poi cosa se ne fa?  In fondo, potrebbe lasciare in pace il mondo e giocare a Risiko, o coi soldatini come si faceva una volta, o Indiani e Cow Boy, guardi e ladri.  Governare il mondo è impegnativo, non ti lascia un momento libero per te.
E poi si obbligano i Super Eroi a salvare il mondo tutti i giorni, è uno stress anche per loro, e le loro famiglie.
La trama, di per sè, è inconsistente, è strumentale per lo sfoggio di effetti speciali, ma ritengo che, per gli amanti del genere, sia godibilissimo. Di mio, non credo che ripeterò l’esperimento.

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11 pensieri su “IRON MAN 3

  1. giovanni choukhadarian

    Salva la condizione deprimente in cui mi trovo, un minimo di curiosità per questa pellicola c’era. La recensione appena letta la cancella affatto, per cui grazie, recensrice, veramente (in ogni caso, cast spettacolare, senza se e senza ma)

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    1. tiptop Autore articolo

      Ma se il genere piace, è senz’altro da vedere, penso.
      Il cast appunto, è stata una sorpresa… ignoravo tutto di questo film, che appunto per il genere cui appartiene invece non mi incuriosiva affatto.
      In che modo incuriosiva il film? ora sono curiosa io!

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  2. giovanni choukhadarian

    Una produzione del genere incuriosisce sempre. Poi, come s’intende, altro è la curiosità, altro è andare al cine e verificare

    Rispondi
    1. tiptop Autore articolo

      L’altra sera se ne parlava come se questa saga dei Super eroi dovesse essere l’epica dei nostri tempi, forse ora soppiantata dal genere fantasy, che potrebbe essere la nostra mitologia. Mi verrebbe da dire :Siamo messi male, Ma se si inquadrano l’epica, ognuna nella sua epoca storica, potrebbe starci. Però quella antica, di mitologia, è vivissima anche adesso, e anche l’Odissea.

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  3. giovanni choukhadarian

    Mah, il mito è come l’acqua: a conoscerlo, lo rintracci da per tutto. Così a occhio, mito e supereroi è un accostamento azzardato

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  4. wwayne

    Ci sono diverse cose che mi sono piaciute di questo film:
    1) La scena in cui la casa di Stark sta crollando, e lui chiama la sua armatura non per proteggere se stesso (come lo spettatore si aspetta), ma per proteggere la donna che ama. Un’ attenzione ai sentimenti davvero non comune per un film di questo genere.
    2) Uno dei marchi di fabbrica di una buona sceneggiatura: il fatto che tante cose sembrano “buttate lì” senza una reale utilità per la storia, e invece poi si rivelano degli elementi fondamentali.
    Ad esempio, quando Stark dà al ragazzino l’ arma per difendersi dai bulli, la scena sembra non avere un grosso peso, e invece poi diventa utilissima, perché é con quell’ arma che il ragazzino salva la vita ad Iron Man.
    3) Solitamente nei film si vedono dei personaggi più o meno stereotipati: il buono (sempre meno buono), il cattivo (sempre più cattivo), l’ amico del buono, la donna del buono, l’ assistente del cattivo, il personaggio ambiguo che non sta né di qua né di là eccetera. Di solito questi personaggi rimangono intrappolati nel loro stereotipo dall’ inizio alla fine, al limite c’é il cattivo che si redime ma anche quello é raro.
    In questo film invece i personaggi di contorno cambiano continuamente, non sono mai quello che sembrano: il Mandarino non era altro che un attore da 4 soldi, la vecchia fiamma di Tony non voleva aiutarlo ma incastrarlo, eccetera.
    4) Alla fine del film non é Iron Man che sconfigge il cattivo, ma la sua donna. Viene ribaltato lo stereotipo sessista “uomo forte – donna debole” presente in molti film.

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    1. tiptop Autore articolo

      Certe tue osservazioni mi sembrano giuste, d’altra parte non essendo una amante del genere, questo è il primo film che vedo, non ho il confronto. Che tutte le scene fossero curate, non direi, tipo, che in una casa distrutta ci fosse ancora corrente elettrica per mantenere in carica i robot…nella mia piccola realtà è poco plausibile, forse in quella dei super eroi sì!

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      1. wwayne

        Sì, in effetti un minimo di sospensione dell’ incredulità era necessaria anche per una sceneggiatura “sopra la media” come quella di Iron Man 3. Grazie per la risposta! : )

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