Casalinghitudine.
Avevo raffazzonato per il figlio berlinese, in possesso di zucca, la ricetta del risotto di zucca. Ma io non l’ho mai letta, qualche volta l’ho fatto, pensando se con le zucchine è così con le zucche si farà uguale. E  mi è sempre venuto niente male.  Solo che quando mi si chiede, non lo so bene come si fa, o meglio come lo si deve fare in via ufficiale.  Allora ho cercato in Internet una ricetta, per controllare… L’alchimia non era tanto lontana da quello che io faccio per semplice assonanza, ed era completata da questo:

"Curiosità

Per rendervi conto di quando il  riso è  quasi pronto basta assaggiarlo: se risulta non duro ma compatto al centro, allora significa che è quasi pronto."
Vabbè…ero curiosissima di questa cosa.

Comunque nell’intervallo ora vado a mangiare con le colleghe, c’è un bar decente, di interisti, vicino all’ufficio. Sedute, paghiamo una piadina bella grande e bene imbottita, e mezza minerale, quattro euro. E allora sono venuti anche  i miei soliti colleghi, ed abbiamo parlato di piadine, di menù della domenica sera, insomma due o tre per non cucinare  ripiegano sulla piadina. Per me la domenica sera è un giorno come gli altri, cioè, una sera: se sono in vena cucino di tutto punto, se no arrangio qualcosa.  Ma mi sono ricordata di quando ero piccola, ed eravamo ancora tutti insieme, nessuno ancora sposato. Quando la cameriera era via, a trovare la famiglia, e rientrava tardi, allora si faceva il caffèlatte. Che poi invece c’era il cacao. Per me era una festa, perchè mica me lo davano mai il cacao a colazione.
Quanto ho studiato la tecnica,  adesso ci son le buste, ma non c’è paragone. Zucchero e cacao, per non fare venire i grumini, mescola mescola, che non restino pallini grossi nello zucchero. Latte caldo, poche gocce per volta, per sciogliere insieme zucchero e polvere scura. Il grumino nemico poteva essere ancora in agguato. E poi via via più latte… E poi il  burro sul panino, e la marmellata.
Che sciogliere il cacao era un rito sacro come preparare l’uovo sbattuto per merenda. Ecco, forse ne devo averne mangiati troppi.

non sono io….

18 pensieri su “

  1. gadofly

    Secondo te ….. la dolce ragazza nella tinozza …tutta incioccolatata …. sarà nuda … o avra sotto il Bikini ????? …. mah !!! dilemma alla cioccolata ….
    P.S. I ricchi facevano la cioccolata calda con il latte …. i poveri con l’acqua … c’est la vit .

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  2. utente anonimo

    Io devo alla cioccolata gran parte dei chili di troppo, ma la amo lo stesso mentre, invece, dovrei odiarla!Bentornata Tip, speriamo che la saga sia finita!;-)Anna

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  3. amoleapi

    ehehe, allora abbiamo fatto un mis-fatto togliendole la pizza, ciao! 😀
    anzi, il post è assai interessante: a me, a dir la verità il riso piace un po’ al dente, che si percepisca la consistenza dei singoli semi.
    Anche mia sorella più piccola seguiva il tuo stesso procedimento per produrre un buonissimo latte e cacao. Purtroppo non riesco più a digerirlo il latte e evito.
    E anche l’ovetto, noi facevamo o solo il rosso sbattuto con lo zucchero ed un cucchiaio, oppure tuorlo e albume e zucchero e caffè con il frullino. Un mio amico faceva con il frullino il bianco e poi univa il rosso e poi un po’ di liquore (a 12 anni di età), ciao.

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  4. dannella

    A casa nostra il caffellatte si faceva a cena solo quando papà non rientrava, chè a lui non piaceva. Per noi bambini invece era una festa, qualcosa di diverso dalla solita routine, e forse così ci mancava meno anche il papà seduto a tavola con noi!
    Il risotto con la zucca io lo faccio così, rosolo la cipolla, poi metto la zucca tagliata a pezzettini piccoli e la lascio stufare con pochissima acqua, coperta e a fuoco basso, mescolo ogni tanto e controllo che non bruci, aggiungendo semmai dell’acqua. Quando mi sembra cotta e un po’ sfatta, aggiungo il riso e proseguo come un risotto normale, brodo ecc. Di solito viene buonissimo…..yum yum!

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  5. dianablu64

    Latte con orzobimbo, pane burro e zucchero e ovetto sbattuto col caffè…… mi ricordano mia nonna con la quale sono cresciuta fino a 10 anni.
    Nel latte inzuppavo anche il pane abbrustolito sulla fiamma, era buonissimo. Quando rimasi incinta del primo figlio, causa nausee, a cena riuscivo a mangiare solo latte e pane abbrustolito.
    A volte basta menzionare un cibo che non mangi più ma che consumavi da bambina per riportare alla memoria le immagini del passato. 🙂

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  6. gradiva

    anche io ho una ricetta per la pasta con la zucca. io ci metto la pasta e non il riso. Una ricetta che si tramanda nella mia famiglia da generazioni e anche molto semplice alla fine…

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  7. valefly

    Che mi hai ricordato! Quando ero più piccina facevo o la crema di latte e se c’era ci aggiungevo il cacao…per non far fare i grumi alla Maizena e al cacao giravo giravo giravo in continuazione fino a oltre la bollitura, e anche la mia mano alla fine era cotta! 😛
    Però che buonaaaaaaa!

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