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un giorno di primavera autunnale – appunti

Una giornata piena di sole, di  tiepido sole, il cielo  assoluto e limpido.
Una sosta al mercato, golfoni e pantaloni, per me. Golfini e pantalini, per il giga-bebè, il superciuk del latte materno. 
Nell’aiuola vicino alla stazione non spicca, si nasconde ma c’è, una violetta.
A casa,  il nespolo è  tutto in fiore.
Una specie di coleottero nero mi attraversa la strada: non mi preoccupa se porta sfortuna o no, avrà percorso si e no 5 cm prima che lo oltrepassassi io, e poi tutto sommato non è un gatto nero (che io ne ho due).
Le foglie gialle e verdi,  ordinatamente alternate, dell’acero.
E’ caduto un vecchio salice, ed un ramo del pino.
La casa è rimasta ferma alla fine d’agosto, come se fosse stata punta con un arcolaio.
Anche il limone  nel frigo è rimasto immobile, con precoce canizie di muffa.
Le lenzuola no,  non erano ammuffite, ma comunque da lavare, e avevano l’odore della casa in  collina, della sua terra argillosa.
Missione compiuta.  Svuotato frigo e frezer,  radunati  anche i cibi da consumare entro il .
Mi ha accompagnato G, mia compagna dalle elementari, senza necessità di Facebook.
Sorseggiamo panino e pancetta, e panino e salame, al sole, una farfalla ci svolazza intorno. Anche un bombo si avvicina.
Chiacchiere e confidenze, ridiamo, stiamo bene.
Si torna.
Alle porte di Milano una cicogna passeggia lontana in un prato, regale, Sua Enormità.

password

Sul filobus una persona alle mie spalle parlava al cellulare, chiamando Amo’ la sua interlocutrice, credo fosse in casa e stesse aprendo il pc senza saperlo usare. E lui le spiegava. Con pazienza, tanta. Poco dopo il suo Amo’ appariva disperato, e poi quasi un vituperio., poi l’indirizzo della sua posta urlato, e infine lei,  la password, paponzi.

La password.

Le password.

L’apice della privacy, della riservatezza,  ci scateniamo celati agli occhi di tutti.

Sarebbe bello fare uno studio psico-sociologico partendo dalle password.

O al contrario, cercare di indovinare il genere di password correlata all’individuo, tipo “per me tu hai una password così”

Credo che tutti ormai siamo portatori di password.

traslochi

Sono sempre in attesa di cambiare postazione di lavoro, dalla mia stanzetta allo stanzone dove saremo in quattro. Mi piaceva stare qui, andavo d’accordo con P.che lavora part time, e stavo volentieri sola al pomeriggio, mi ci voleva. 

Intanto hanno spostato  G.al posto di P., e per qualche giorno si è ricostituita la nostra ineffabile coppia, sette anni di scrivania matrimoniale, e nel lavoro era come se gli dovessi sbucciare la frutta e piegare il tovagliolo. Il giornale però lo comprava lui, era sempre in giro a relazionare. E mi interrogava sul calcio, se rispondevo giusto mi lasciava uscire per andare a casa. Se rispondevo sbagliato, andavo a casa lo stesso. Comunque nulla è cambiato…mi chiama ancora col cognome alla Sturmtruppen.

"Tiptoppen, sei brava in excel?"

"Non più di tanto", mi alzo, faccio il giro della scrivania e sono alle sue spalle.

"Vedi qui" mi dice " io ho fatto le correzioni in rosso in questo prospetto, ma nella stampa non vengono fuori, come mai?"

Lo guardo un po’ così, ci è o ci fa? Mi sembra troppo per essere vero… imbarazzata, azzardo " Scusa, ma in ufficio la stampante ha solo l’inchiostro nero…intendi questo?"

"Sì… ehm… non mi era venuto in mente".

suspence 2

Fine del sogno, e della prova,  ero curiosissima!

Riepilogo, facendo seguito al post di ieri, per gli amanti del calcolo delle probabilità e della statistica:

Con 10 grattaevinci da 2 euro ho vinto 62 euro; con 31 grattaevinci da 2 euro ne ho vinti 21; con 10 grattaevinci da 2 euro e 1 da 1 ne ho vinti 4….che 4 era la mia partenza.

 Non ho vinto nulla, non ho perso nulla… uffa. Perchè sotto sotto qualcosina speravo di trovare, in una striscia di 31 gratta e vinci pari a 62 opportunità…

Magari è la volta che mi accorgo di essere fortunata in amore… figuriamoci, adesso provo col lotto.  

suspence

All’inizio di agosto avevo preso un grattaevinci al super ed uno al bar del cappuccino mattutino, ed avevo vinto due euris cadauno.

Mi sono ricordata di incassarli l’altro giorno, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

Ho vinto 7 euris, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

ieri ho vinto 20 euris, e mi sono fatta dare altri grattaevinci.

Farseli dare,  n. 10 da 2 euris,  è stata uan contrattazione piuttosto complicata, perchè i proprietari del bar sotto l’ufficio sono una numerosa famiglia cinese, ed appena quello alla cassa comincia a capire un po’  l’italiano, sparisce dal bar e viene sostituito da un altro che ti guarda come fossi scema tu, che poi nessuno dei due è scemo, è questione di linguaggio, si è un po’ come il cane ed il gatto forse, che uno scodinzola contento e l’altro invece incazzoso. Prima mi hanno dato una banconota da dieci euris, poi due, poi una e cinque grattaevinci, poi ho ridato la banconota ed ho ottenuto gli altri 5.

Link e Amici

Colgo lo spunto da alcuni commenti al post di Auxesia1 per parlare del blog, dei Link e degli Amici. Quando ho iniziato il blog per un sacco ho avuto pochissimi lettori,  ero intimidita all’idea di lasciare commenti, dovevo rendermi ancora conto dei meccanismi. E’ che poi certi meccanismi li ho imparati, e di certi sto diventando via via più insofferente.
Premetto che ognuno è libero di gestire il proprio blog come crede.
IParto dal principio che mi piace scrivere i miei pensieri, e scrivo per essere letta.
Mi piace far fotografie e mi piace condividere le immagini quando mi sembrano belle.
Mi piace tenere il template di un colore comune e spoglio, perchè sia neutro e limpido, spero che le persone si soffermino sul blog per quello che scrivo e, quando le metto, per le foto che faccio.
Sono socievole, mi piace conoscere le persone, e il dialogo, e da quando sono qui ne ho conosciute parecchie, e purtroppo non riesco a seguire e leggere tutti e bazzico un po’ qui un po’ là.
Conoscenze nascono, si irrobustiscono, altre sfioriscono, altre feriscono, qui nel blog come nella vita, il blog in fondo ne è solo lo specchio. Forse non per tutti, forse per alcuni è l’immagine che si vuole dare, ma credo che alla lunga venga fuori comunque ciò che si è.

Leggo gli altri blog passando dai profili degli amici, dai post e commenti che appaiono nella mia lista dei preferiti, dai commenti che trovo nel mio e negli altri blog, i link non li uso mai.
Avevo iniziato a mettere i link come segnalazione di blog interessanti o comunque di belle persone, poi sono diventati tanti, troppi, perchè un qualunque nome ne avesse risalto.
Ora non so più, non mi sento, non mi riesce di gestirli. Magari non metto qualcuno perchè mi dimentico, non vorrei ci restasse male, e lo stesso, togliere qualcuno perchè le sensazioni ora sono diverse, lo sento come un gesto antipatico.
Insomma, sono una gestione, una selezione sgradevole.

Era da almeno un anno che ci pensavo…e ora provo così, senza voler lasciar male nessuno: ho "nascosto" e non cancellato i link degli amici di sempre, ho tenuto in evidenza quei siti  non loggati in splinder  e che non posso visitare dai profili degli amici, e  quei pochi di contenuto non personale ma diciamo "sociale".
Gli amici restano in evidenza nel profilo, appunto tra gli amici, e da lì come sempre li leggo, e molti li ho nei preferiti.
Tra gli amici sono anche i blog dove sono capitata, e non voglio dimenticarmi l’indirizzo per tornarci.
Insomma vedo il blog  come un luogo di incontro spontaneo, casuale e non, vale quello che ci si legge, e non il " ci vado perchè mi commenta, non ci vado perchè non mi commenta più, lo linko se mi linka, non mi linka lo cancello" e tutte cosine così,  non lo vivo così.

Vado a leggere perchè mi piace quello che trovo. Punto e basta.

chain

La vedevo in giro, questa  catena, e nonnacarina mi ha catturato.
La faccio volentieri perchè non si tratta di fare preferenze tra amici blogger…come alcune altre scorse che ho detto che non avrei più fatto…
Però dopo di me … il diluvio, no cioè, volevo dire che non incateno nessuno. Tanto ho il dono di scegliere chi poi non la farà!
Devo dire 6 cose che mi piacciono 6.  Strano numero.
E non figli animali e cose così.

Mi piace  conoscere persone e vedere persone, almeno quanto mi piace stare da sola.
Mi piace scrivere e far fotografie, e leggere e la musica e i colori e le forme e il liscio ed il ruvido.
Mi piace "realizzare", e intanto penso e sogno.
Mi piacciono le coccole  ed il ribes.
Mi piace il gelato, e vivere.
Mi piace la semplicità, e il  mare.

invidia

Una cosa che dico sempre agli altri nei momenti neri è che comunque qualcosa accade, di piccolo, di impercettibile, che ti rasserena.
Tornando a casa dall’ufficio sono passata in farmacia e siccome mi conoscono non ho dovuto cercare il surrogato della tessera sanitaria – perchè, avendo il nome composto,ormai credo non mi arriverà mai più – è bastato che recitassi a memoria il mio codice fiscale, ed insomma, è bello essere accolti con un sorriso e un piccolo sconto di burocrazia… Forse non per gentilezza, ma perchè sanno che frugo nella borsa per un’ora e allora preferiscono far così…
E poi sono passata dalla sarta a ritirare le cose pronte,  una che ha  appena aperto una "vetrina" a due passi d casa mia. Fa piccole riparazioni, ed io ne avevo una tonnellata da portare, cose impossibili per me… Insomma è tanto simpatica. Mi ha mandato lì la Princess, è la zia di una sua amica. Oggi glielo ho detto, e lei non la conosceva… accidenti, peggio di me con i parenti. E invece no, poi ci siamo arrivate, era una sorta di nipote adottiva … Vabbè, comunque l’ho invidiata, questa sarta, stufa come sono del mio lavoro. Innanzitutto fa un lavoro manuale, ha la soddisfazione di vedere il lavoro fatto. E poi… è da sempre che mi piacerebbe saper cucire, ma avevo rimandato tutto al mio esordio come  pensionata. Poi lei magari parla con gente contenta, penso che non saranno tanti a fare gli incazzosi, spero. E a me piace tanto il rapporto con le persone, guai se non strappo un sorriso. Anche ai rompiballe, devo vincere io.
C’era un periodo della  mia vita in cui lavoravo un sacco a punto croce. E poi all’uncinetto, la maglia coi ferri un po’ meno. Ho fatto intere coperte, con la lana grossa però. Niente di utile,  se ci mettessi un negozio fallirei. Sorridendo ma fallirei, credo: so senpre fare un po’ di tutto, ma bene bene proprio bene, niente.
Insomma, non so com’è. ma sono arrivata a casa contenta, finalmente, dopo tanti giorni di piva e lacrime in tasca.

Ieri sera ero proprio stanca…andare a dormire poco dopo mezzanotte per me è eccezionale. La mia quindicina di km in bicicletta, tra andare e tornare, che non ero più allenata. Poi la sera, in giro a piedi  per i Navigli,  volevo  provare La Topaia come da suggerimento di un amico, siamo finiti  invece a cena nel posto dove eravamo andati la prima volta che lui era venuto a Milano. Anzi, abbiamo scelto anche lo stesso tavolo. L’Isola Fiorita. Specialità primi. Menù "alla canna del gas" (si chiama così, è il meno costoso, da venti euro)  bruschette tre  primi vino acqua dolce caffè. Abbiamo scelto il vassoio dei tre primi, anzi ho scelto io. Risotto coi carciofi, pappardelle pomodoro e cipolla di tropea, gnocchi con zucchine e brie. Proprio buonini, sopratutto i gnocchetti, slurp.
Ora in ufficio in macchina perchè poi il giro della spesa.  Certo che in quell’ufficio mi sembra di essere un fiore nella serra. Ad angolo, due pareti di finestre, è inizio di febbraio e ho già caldo quando c’è il sole. Se apro le finestre sul davanti, un sacco d rumore della strada, un po’ meno se  apro una di quelle di lato, ma è proprio dietro di me. Se mi porto una polo a mezze maniche da tenere in ufficio, quando vado a fare fotocopie in corridoio avrei freddo… In ogni caso, una quantità di smog immonda: lascio sul davanzale, quello laterale, a mo’ di frigo,  un sacchettino con la frutta della settimana…bianco…in un giorno diventa grigio.

PS Il flacone di alcool  denaturato che tengo nell’armadio per pulizie extra – non sono ancora arrivata a pulire i gabinetti ma i vetri sì – da rosa è diventato bianco…sarà la luce durante la giornata, quando lascio le ante aperte?

autoelogio

Posso parlare bene di me? pensavo ad un po’ di cose … penso sempre, penso troppo lo so, ma ho anche tante cose a cui pensare.

 Ecco… pensavo che di me una cosa che non si può dire è che predico bene e razzolo male. 

P.S. aggiunta delle ore 0.57 di sabato 2 febbraio…

il filo dei miei pensieri, sempre un po’a zig zag, andava da quando iniziavo  il ginnasio a  13 anni nel  ’68… a come la penso e come affronto le cose.

la scoperta dell'acqua calda

Meravigliosa la doccia stanotte…era un sacco che non la facevo così calda…non mi ero resa conto di quanto ero infreddolita, non ne sarei più uscita…ma come  ci sente bene, quasi più belli, sotto la doccia.  Anche in estate con l’acqua quasi fredda, ne faccio un sacco. Una volta preferivo il bagno nella vasca, adesso mi sembra una cosa così …direi triste.

    CHI L’HA VISTO?
 
                                                                                        
Andando a mangiare con una collega che mi parlava di un dolce che ricordava la zuppa inglese, mi è venuto in mente lo zuccotto… non vado spesso in pasticceria, ma mi sembra di non vederlo più in mostra…come il VOV nei bar…che poi è zabaione…altro innominato…

Questa catena è proprio carina…. e poi è caro Virusx , l’inventore, e poi gliela ho ispirata io, e poi so che non gli piace quando mi ripiego…

COSE DA ROTTAMARE:  parole le parole di troppo

SOLUZIONE SOSTITUTIVA: una cena con gli amici

ANATEMA A CHI SPEZZA LA CATENA : gli autobus partiranno sempre un secondo prima che lui /lei arrivi alla loro fermata.

Nomino
Lilimpa
Elfkoenig
Seigradi

Catene catene questa volta è Virusx, Cosa faccio se vinco il superenalotto.
Quello di 65.000.000 di euri, vero?
Allora, i soldi non fanno la felicità
Mi annoio ad andar troppo per negozi
Viaggi dipende come dipende con chi, certo non per supermega Hotel.
Continuerei a lavorare. E magari riesco a prendere la decisione che rimando da tempo.
Quando sanno che hai tanti soldi cominciano a spaccarti le balle proponendoti investimenti, già lo fanno sapendo che ho un impiego a tempo indeterminato.
ora Itunes mi suona I’ll Survive.
Dovrei cominciare a seguire la Borsa, e non solo a ricordare dove ho appoggiato la mia.
Penso che terrei 20.000.000 euris, 5.000.000 procapite noi 4 insomma, tanto per non sembrare deficiente che sputo in faccia alla fortuna, e poi il resto lo divido tra parenti ed amici. Perchè se me li chiedono in prestito dopo, perdo gli amici ed i parenti. Non si farebbero più vedere e sentire perchè non sanno come restituirli, e si sentono in obbligo Ricordo lo diceva sempre mio padre, e penso avesse sacrosanta ragione.
Comunque è stato facile: non li ho vinti, infatti.
E pensandoci bene, forse con 65.000.000 euri mi compro la società dove lavoro? Si ma poi che me ne faccio?
I tunes mi suona adesso  I ‘ve seen that face before di Grace  Jones.

p.s. per le nomine, vale quanto detto per  la catena precedente. chi vuola la faccia e diffonda il verbo.

Catene  Catene …ora è stata Rimugino  Il MeMe sull’ispirazione… non so neanche bene cosa vuol dire.
MeMe…Elio e le Storie Tese Toc toc chi è? sono un merlo che fa mee
No non è questo.
Mi ispiro. Mi ispiro alle vibrazioni che sento dentro. A quello che mi fa sorridere. A quello che mi fa ridere. Seguo la mia mente che arzigogola e va avanti per i fatti suoi e mi fa saltare la fermata giusta della metropolitana.  Mi ispiro ai colori. Mi ispiro alla musica che mescolo con la tristezza e con la gioia, difficile che ascolti musica in calma piatta.- anzi metto subito De Gregori .
Mi ispira la pagina vuota che non sopporto di vedere lì  vuota…ci lascio cadere le parole, le guardo chinando la testa da un lato, e poi dall’altro, una scrollatina, ecco così va bene.
 

p.s. non nomino nessuno perchè chi nomino non le fa mai, chi vuole la faccia