Fading gigolo, film per caso.

Un film qualunque, ad alta densità di figli di e di parenti di, che può essere gradevole, che può esser scelto per passare 98 minuti in pace con se stessi, ma che avresti anche potuto andare a vederne un altro senza rimpianti.
Questo  è un film con Woody Allen, non di Woody Allen, anche se mi sembra di vedere il suo zampino nella caricatura di alcuni personaggi,  esaltandone lo stereotipo,  come è suo modo.
Leo Gullotta che lo doppia,  con una voce più tremula, era assai irritante, non so se sia invecchiato troppo lui o dovesse far sembrare più vecchio il vecchio Woody.

La trama appare un po’ raffazzonata e puttosto scontata, lo scorrere del film non è  privo di salti, cioè, se riesco a spiegarlo bene,  spesso si salta da una scena all’altra senza che vi si sia portati, all’accadimento successivo, con fluidità, cioè, non sembrano spiegate e spiegabili.

Woody Allen, libraio in crisi che  scopre il mestiere di pappone – triste considerare  quali siano  i settori in crisi e quali no –  non mi pare al suo meglio,  fa più simpatia il fioraio Fioravante, John Turturro,  che si intuisce essere stato da giovanissimo un bambino irrequieto, poi educato dall’amicizia del libraio.  Cioè, non ti immagini un energumeno che per mestiere  inventa composizioni floreali e abita in un appartamentino zeppo di libri e con delle velleità antiquarie, e questo mi piace, perchè la cultura, o anche solo l’amore per i libri, per le parole,  si può annidare ovunque, anche quando non te lo aspetti; ricordo tra le conoscenze di blog il meccanico che aveva la passione di comporre acrostici poetici, cioè, un meccanico, lo pensi di default meccanico dentro,   amante dei motori  e delle auto da corsa,  certo non con velleità poetiche, per quello penso che dobbiamo sempre avere uno sguardo lungo e malleabile, nei confronti degli altri.
Un grazie alla simpatica  Vanessa Paradis,  occhi stupendi,  che dimostra come si possa essere belli e seducenti, intabarrati come neanche i nostri nonni, e senza  essere torturati con impalcature dentali, morsi e ganci e byte, la bellezza non è una cosa così scontata, tantomeno legata alla perfezione,  vedi appunto Sharon Stone, che ho accolto con stanchezza, sempre bellissima, ma cos’altro dà?
Insomma, come si dice di alcune persone umane piuttosto bruttarelle  “però ha dei begli occhi”,   il film è guardabile, e poi, anche se è con e non di  Woody Allen,  mi sembra di trovare il suo tocco anche nelle musichette , dicasi colonna sonora, che lo accompagnano, e sono quei “begli occhi” di cui sopra.
Una cosa che mi chiedo, perchè chi fa il traduttore di titoli in italiano, non cambi mestiere.

 

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7 pensieri su “Fading gigolo, film per caso.

    1. tiptop Autore articolo

      Infatti la colonna sonora è quella che salvo in assoluto, nel film.
      Bella la fotografia, senza dubbio, ma scontatamente bella. Non che sia un fattore negativo: potrebbe essere brutta. Nei film di Allen (perchè questo un po’ lo è) non so, c’è sempre poca attenzione per l’ambiente esterno, più per le figure, o no? figure, spesso la loro caricatura.

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  1. ohannes choukhadarian

    Qui Turturro, che è regista e sceneggiatore, sembra interessato piuttosto alle cose da dire che, forse, a come le si dice. L’insistenza sul potere dello sguardo su una donna è l’esempio più chiaro; ma anche, meno evidente, lo sguardo della comunità ebraica su Woody Allen, qui molto efficace in una specie di parodia di se medesimo.

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    1. tiptop Autore articolo

      Mah, quello sguardo che dici, sulla comunità ebraica mi sembra evidente…certo un’aria antiqua, che ho letto in certi libri, e che non sospettavo ancora così attuale.
      Il tema sarebbe anche la solitudine e la disperazione. Forse anche l’impossibilità di cambiare il proprio destino. Per me un film non deprecabile, ma che non eccelle, cioè, non aggiunge niente.. cioè, l’ho visto e sono uscita uguale a quando sono entrata.

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