Blue Jasmine

Quanto a Blue Jasmine,  appartengo alla schiera di quelli che se lo sono goduto.
In un certo modo mi ha ricordato Carnage, per il piglio teatrale che  a torto o ragione vi avevo colto,  e per la complessità delle psicologie dei personaggi, e la loro conflittualità, ed il linguaggio, sia gestuale che verbale, essenziale ed efficace.

La trama, ridotta ai minimi termini:  la sorella ricca ed elegante finisce sul lastrico e ricorre alla sorella “sfigata”, che pur  sfigata ha una vita vera e affettiva, mentre Jasmine si è ritrovata sola in un tunnel nel quale non vede  vie di uscita.
Sorelle entrambe adottate e diversissime tra loro, una elegante, l’altra inelegante,  l’una in preda a scontento rimpianti xanax vodke  e l’altra equilibrata, ha accettato i propri limiti e ci convive. Il gioco psicologico è densissimo e difficile da rendere, però ti prende, e non sai per chi fare il tifo, ed onestamente non sai neanche chi tra le due sia la vera protagonista. Blue Jasmine, Red Ginger?
Cate Blanchett  è senza dubbio  splendida attrice,  nella sua parte di donna a tratti luminosa ma devastata dall’esaurimento nervoso, termine medico che non sentivo da tempo,  mi sembra si parli ormai solo di depressione: la sua leggendaria bellezza è una bellezza di insieme, perchè nei tratti mi sembra abbia un fisico piuttosto nodoso, lo si intuisce dai piedi e dalle mani non affusolate, mentre affascinante è la bocca, il sorriso. Mi rendo conto che la bocca e il sorriso sono cose che guardo molto, e molto invidio in alcune donne, oddio, dovrei invidiarle anche per ben altro, se penso al fisico!   Invece Sally Hawkins è viva e guizzante,  con la sua parata di denti sempre sorridenti, e piena di saggezza, e non si costruisce mondi impossibili, è affettiva e accetta quello che la vita le offre, ha imparato le lezioni, ha imparato a vivere… quando cerca di seguire i consigli della sorella, incontra la menzogna. E in mezzo alle menzogne era abituata a vivere Jasmine: il mondo vero è triste e deludente per lei, inaccettabile, e si perde dialogando con se stessa di cose che non ci sono più, se stessa è tutto ciò che le è rimasto del passato.
Il maestro Allen -immancabili le “musichette” jazz in  apertura e chiusura del film – è stato tenero e analitico con i personaggi femminili, scatenando la sua abituale causticità con quelli maschili, dipingendoli come  caricature e stereotipi,  assolutamente dipendenti dall’altro sesso, .
Che poi, il mancato nuovo fidanzato di Jasmine, assomigliava tantissimo a Jack Lemmon, pensavo fosse un figlio – aveva figli JacK Lemmon? – invece no.

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2 pensieri su “Blue Jasmine

    1. tiptop Autore articolo

      Effettivamente la parte di Jasmine è piuttosto monocorde, e i flash back sono collocati in modo da ricostruire ordinatamente la vicenda, e danno tutto sommato al personaggio un contorno meno angelicato e fragile.

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