La scorta

Mi ricordo, quando andavo a trovare l’Angela nella casa di riposo delle Suore Misericordine di Monza, era contenta della sua stanza che dava sui prati, anche se i suoi pensieri non spaziavano più  e ripeteva sempre le solite cose, con rinnovato entusiasmo, per lei erano sempre una novità.
Le suore combattevano con lei un’aspra battaglia,  come uno scoiattolo chiudeva nel suo armadio i resti del cibo per nasconderlo, infingarde volevano sottrarle questa sua ricchezza per trasferirla nei loro frigoriferi.  Mele, biscotti, mandarini, perfino il Certosino  – giustamente un formaggio clericale, mica President o il Bel Paese.
Angela ora non c’è più, e mia madre, la sua “padrona” – mamma mia che termini orrendi si usavano una volta, eppure il loro rapporto era questo  e si dipanava nelle più ovvie rivalità casalinghe –  le va somigliando, ma se scherzando le dico, Mamma, ormai sei come l’Angela, che ripeteva sempre le stesse cose, lei si arrocca. Eppure, ad Angela tutti noi famiglia possiamo solo essere grati, era una di quelle persone estremamente generose che passano la loro vita prendendosi, con cura, cura degli altri.
– Cristina, quando vieni ho una cosa da darti – mi ha detto un giorno al telefono dalla casa di riposo la mamma, tutta misteriosa.  Mi passa, a pranzo, un cartoccello fatto  malamente con un fazzoletto di carta – Guardalo  a casa, cos’è!
Purtroppo, il pacchetto non era fatto bene, e sono sgusciate fuori delle bustine di zucchero.
Gliele danno con la colazione,  non le usa, teme che le buttino via e allora le nasconde nella borsetta, per evitare lo spreco. A me fa sorridere, la mamma ha perso appartamento, soldi, gioielli al gioco, ma ci ha sempre fatto prediche perchè noi figlie fossimo attente a queste piccole economie.
Questo week end era invece il turno di una fetta di pandoro, infazzolettata nella borsetta. Domenica la tirava fuori e mi diceva “La vuoi tu da portare a casa? ” e ne sbocconcellava un pezzetto, con le dita incerte. Le sembrava un tesoro.
Per questo mi è tornata in mente l’armadio dell’Angela e il Certosino. Mi chiedo se sia un istinto o un gioco della loro mente,  questo loro essere provvide scoiattoline, una conseguenza della perdita di autonomia, un modo di mettersi al riparo, una protezione  perchè non si sa mai.

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4 pensieri su “La scorta

  1. ele

    …e quando succede da giovani, o comunque in età più acerba dei novanta, di perdere soldi al gioco ma elemosinare nelle più piccole cose, tipo mangiare anche le briciole per paura che si sprechino, che senso ha ? o che patologia è ? possiamo considerarla patologia? angoscia della perdita, trauma infantile traslato ? o è la mente che già ha incominciato a perdersi …?

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  2. giovanni choukhadarian

    O tutte queste cose insieme, anche e magari?
    Questo blog fa sempre ridere o sorridere; ed è per ciò assai piacevole a leggersi

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