l’ex Macello (mica la macelleria sociale)

Del 25 luglio devo ricordarmi innanzitutto piazza Bologna, ore 18.55, probabilmente sono stata fotografata e mi arriverà la multona con cui mi levano i punti della patente. Stavo guardando dove andare in località semisconosciuta, e non mi ero accorta che c’era un semaforino, quando ho sentito ringhiare dei motori che si stavano avventando su di me… ho fatto una volata portandomi in salvo, ma che batticuore. Viale prima Lucania, poi Puglia, poi Molise… in punta di ruote cerco il 68, al 60 titubo, le macchine posteggiate sembrano infittirsi, posteggio. Arrivo al 68, mi siedo sul lato della scalinata, aspetto Laura. Davanti al Macao c’è un bel posteggione libero,: inevitabile, Murphy è sempre con me.

Aspetto Laura.   Qualche gradino  sopra è seduto un tipo, mi pare di averlo già visto, chissà in quale epoca della mia vita. Penso che invecchiando sto ringiovanendo, sto facendo cose che da ragazza non ho mai fatto, tipo questa, andare in un centro sociale che okkupa l’ex-macello. Ma anche il tipo sopra mi scruta, poi mi sorride. Il tipo sopra, Fiorenzo, si è ricordato dove mi ha visto,  a una riunione del Vanghè, aspettava Laura, e stava pensando che invecchia ringiovanendo, facendo cose che da ragazzo non ha mai fatto, tipo entrare in un centro sociale che okkupa l’ex-macello.

Entriamo seguendo Laura, e  mi sembra bellissimo, e tutto pulito e ordinato, nei limiti di un recupero dallo stato di abbandono.  Stanno scattando una foto, ci sono le lampade, il telo, la modella che si siede sulla chaise longue, è al sole.

Troviamo il tavolo del bando già nomato “cura”, ora “disagio mentale”, troviamo anche un Ferdinando,  troviamo un po’ di altri.  Insomma, di progetti su questo argomento, al Macao ne sono arrivati un po’, bisogna studiare come svilupparli. Non sono tutti presenti, complice l’agosto alle porte, si teorizza molto, cercando una strada da percorrere, perchè non c’è ancora una formulazione su cui lavorare, ed a questa dobbiamo pensare, a costituire una pallotta d’argilla, la costola da cui partire.   Comunque,  è assodato che il problema del disagio c’è, e l’arte si è dimostrata un ottimo coadiuvante,  se non la medicina stessa. Sono presenti alcuni che lavorano nel settore, due musico-terapeuti che scoprono di aver frequentato la stessa scuola, e Laura, e un altro che opera mediante l’attività teatrale. Un altro invece, internato causa depressione,  ha provato anche cosa vuol dire terminare la riabilitazione,  e tornar fuori, senza supporti di alcun tipo, ma ha reagito, direi, ed ora si sta dedicando a una raccolta di fotografie sui manicomi prima e dopo Basaglia. Sono presenti altre eterogenee persone interessate al discorso, habitué del luogo.  Al “presentiamoci” la blogger si è un po’ sentita morire, perchè nulla sapeva di recuperi mentali, semmai di alcuni casi  irrecuperabili a lei molto vicini,  nè sapeva di teatri e musiche ad hoc.
“Sono Cristina, svolgo un lavoro impiegatizio che non ha nulla a che fare con quello che serve qui, e sono qui perchè… perchè Laura mi ha chiesto se volevo venire, ed ho detto di sì.”
Certo che a sentirne parlare, poi ci fai più caso, ti rendi conto di quante persone intorno non stiano bene, già solo sulla filovia che prendo tutti i giorni per andare al lavoro. Ma un’immagine mi resta, dei discorsi sentiti in questi ultimi giorni,  ieri al Macao o ascoltando Laura alle riunioni.  Un riabilitato, che si sveglia alla mattina, solo nel monolocale assegnatogli, e inizia la sua giornata, come la passa,  cosa pensa,  che stimoli sente,  cosa cerca di fare,  in che direzione?
Cioè, non è un’immagine di desolazione, non viene da pensare alla sua estrema difficoltà?

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4 pensieri su “l’ex Macello (mica la macelleria sociale)

    1. tiptop Autore articolo

      Non la conoscevo neanch’io! neanche piazza Bologna, conoscevo, sob.
      Puoi venire quando vuoi… ho però problemi a ospitare chicchessia, sto in un appartamento molto popolato!

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    1. tiptop Autore articolo

      Lasciamo così, all’improvvisazione, quanto tu potrai vediamo come son messa. Possiamo anche fare un dispetto ad A.P. e andare al Trottoir a far più casino noi.

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