L’ora di religione.

Adesso che in ufficio siamo sistemati come polli d’allevamento, isole di quattro con separè, se devo disturbare un po’ il Paolo di fronte sono costretta a tirargli un pallino di carta al di là delle ostruzioni. E’ checoi tramezzi  non vedo neanche se c’è, lavoriamo a testa china, e magari gli parlo e lui invece era andato a fumarsi una sigaretta. Oggi il pallino era fatto con  un foglio intero, e me l’ha rilanciato, così mi son ricordata delle ore di religione, alle medie, con il pallido don Franco. Degli ordini religiosi non ci capisco niente, il padre Ettore delle elementari assomigliava ad un topino dotto, con gli occhiali, e gli occhietti, il saio marrone, e i sandali, d’inverno con le calze però.
All’epoca ero innocente, e non sapevo ancora che ne avrei sposato uno, non frate, ma uno che girava con i sandali e le calze, tranne che da novembre a febbraio, ma i sandali sono venuti dopo, e secondo me possono essere un motivo plausibile in una causa di divorzio.  Comunque padre Ettore – ma se era frate, perchè Padre e non fratel?come il più famoso – insomma, padre Ettore lo si stava anche a sentire, perchè leggeva le parabole. E poi c’era la maestra che dava i voti in condotta al sabato sul diario, e quindi guai. Padre Ettore lo ritrovavamo anche al catechismo, c’era la signorina Oreni che ci portava in fila indiana dalla scuola alla Parrocchia. Io non studiavo mai, le virtù teologali, i comandamenti e le preghiere mi annoiavano, a memoria,  così un giorno la signorina Oreni bis, che erano due, una smilza e l’altra no, mi disse che stavo addolorando Dio. Qualunque bambino ottenne potrebbe essere segnato, da una cosa così., io invece non cambiai affatto, non mi piaceva studiare a memoria,  neanche la geografia, però mi piacevano le storie, e per mio conto leggevo e rileggevo la Bibbia per i ragazzi, e anche l’Enciclopedia dei ragazzi Mondadori, quella dei tempi dei miei fratelli. C’erano capitoli di mitologia, di religione, di animali, ed io li divoravo, e Agar ed Ester. La geografia invece  l’ho imparata sulle carte geografiche appese in classe, una  compagna diceva un nome della cartina e chi lo trovava per prima faceva un punto, quando toccava a me dicevo sempre Vladivostok.
Le medie sono un capitolo triste, per l’ora di religione. Veniva appunto Don Albanese, lui parlava, e non lo ascoltava nessuno. I ragazzi si tiravano di tutto, pallini di carta e gomme,  e a me il Padre sembrava un po’ disperato. Anche  a voler ascoltare, non ci si riusciva. Mi  è capitato di reincontrarlo per strada qualche volta, nella mia adolescenza, e ci si salutava, forse un po vergognosi entrambi, con un segreto dentro, quelle cose che non si dicono… lui, di non aver saputo insegnare, io, di aver fatto parte di una classe così, e non ero mai stata attenta. Credo mi venissero dati discreti voti in religione per non rovinare la mediocre media, e forse perchè ero più composta di altri.
Dopo il capitolo triste delle medie, mi pare tragico quello del liceo: non mi ricordo neanche il viso dell’insegnante di religione. Però mi sembra strano che mio padre potesse aver firmato l’esonero dalle lezioni.

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8 pensieri su “L’ora di religione.

  1. giovanni choukhadarian

    Il prete di religione del liceo era un mitologico don Antonio R, oggi mons. Antonio R. Come libro di testo aveva adottato niente di meno che il Catechismo olandese di p. Schillebeeckx o.p., questo meraviglioso domenicano conciliare. Anche don Antonio aveva un suo bel personalino, sempre pettinatone e gli occhi azzurri e un arte rettòrica da campionato europeo come minimo minimo.
    Adesso lavora in Curia, beato lui, e sarà sulla 70ina.

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  2. giovanni choukhadarian

    Mah, chi può dirlo: Dio è uno piuttosto esigente, e direi che ne ha tutte le ragioni e i motivi. Esempio: Ove eri, quando io fondava la terra? Dichiaralo, se hai conoscimento ed intelletto. Chi ha disposte le misure di essa, se tu il sai? Ovvero, chi ha steso il regolo sopra essa? Sopra che sono state fondate le sue basi? Ovvero, chi pose la sua pietra angolare? Quando le stelle della mattina cantavano tutte insieme, E tutti i figliuoli di Dio giubilavano? E chi rinchiuse il mare con porte Quando fu tratto fuori, ed uscì della matrice? Quando io posi le nuvole per suo vestimento, E la caligine per sue fasce, E determinai sopra esso il mio statuto, E gli posi attorno sbarre e porte, E dissi: Tu verrai fin qua, e non passerai più innanzi; E qui si fermerà l’alterezza delle tue onde? (Gb, 38, 4-11)

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  3. giovanni choukhadarian

    Come non può? Può eccome, santa la polenta. Egli può tutto e il suo contrario ma, sebbene sia appunto Deus pater omnipotens / factorem coeli et terrae / visibilium omnium et invisibilium etc., si limita appunto a creare tutto. Deum de Deo / lumen de lumine / Deum verum de Deo vero rietc

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  4. Simone

    Aahahahah, credo si sia frequentatala stessa scuola. Ricordo benissimo Padre Ettore, odorava sempre un po’ di salame, e la mitica signorina Oreni…alta alta alta, con i capelli bianchissimi e gli occhiali spessi un dito….

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    1. tiptop Autore articolo

      Una scuola di Milano? zona Sempione? ma dai…
      Però le Oreni mi pare fossero due sorelle, io avevo catechismo con la più bassotta delle due!

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