Alla legalità stasera dev’essere venuto il singhiozzo.

Sentivo a La 7 Polillo, Sottosegretario al Ministero del Tesoro, e mi sono chiesta in che mondo vivesse. Gli esodati, sineddoche,  sta per quella massa di persone che per ritrutturazioni o chiusure aziendali , a seguito di accordi con le medesime  e nel rispetto delle normative INPS allora vigenti, hanno lasciato il posto di lavoro con un assegno che li accompagnasse alla pensione, di norma periodi di due o tre anni modulati così,  per raggiungere i 40 di contribuzione.
Ora il governo tecnico ha cambiato i limiti di età, gli anni di contribuzione, e gli accordi precedenti non valgono più, e queste persone rischiano di esaurire, o lo hanno già esaurito, il denaro avuto dalle aziende fino al momento preventivato per il pensionamento, che dovrebbe avvenire secondo le nuove regole. Si trovano quindi in una fase transitoria in cui sono usciti dal lavoro -con regolari accordi – e non hanno ancora la pensione.
Ma quando mai? Un conto se cambi in corsa le regole per il pensionamento per chi ha ancora un posto di lavoro, magari non è indolore, ma è un’aspettativa, non un diritto acquisito, un altro conto se torni indietro su accordi già in corso, lasciando a terra un tot di gente, non più giovanissima, per di più.
Parlano in trasmissione queste persone, un tipo dice di essersi informato e  che l’INPS non permette di trovare un nuovo lavoro perchè sarebbe necessario aprire una seconda posizione contributiva e pare si incasini tutto, insomma, non si può.
Stiamo tornando al realismo di “Non hanno pane? mangino ciambelle!” perchè il sottosegretario, credendo di rassicurare gli esodati presenti in collegamento TV dice che faranno in modo che possano lavorare ancora, adeguando all’uopo le normative dell’INPS, sicuramente si potrà fare perchè è un’operazione a costo zero per lo Stato. 
Ma questo dev’essere il sottosegretario dell’Isola del Tesoro, mica abita qui: glielo devono dire gli esodati, che in Italia stanno licenziando  e non assumendo? Sarà la soluzione per una decina che avranno magari la fortuna di  trovoare un lavoro,  mica per migliaia e migliaia di persone, 350.000 non sono poche.
Sembra la Fornero che pensa,  per i futuri licenziati dell’art.18,  un corso di riqualificazione per il reinserimento nel  mondo del lavoro. Ma anche a 63 anni? chi ti piglia, neo-assunto? Un giovane è più vispo e costa meno. E’ già tanto se ti terranno, nonostante il nuovo art. 18, nella tua vecchia azienda, magari lì rendi ancora bene perchè con l’esperienza del tuo lavoro compensi i rallentamenti dovuti all’età.
Certo che i diritti acquisiti dei parlamentari, quelli esistono e no, non si toccano.
Se non puoi credere neanche più alla parola dello Stato, e nei contratti, di chi ti puoi fidare?
E lo stato li chiude, gli occhi e le orecchie, quando  gli imprenditori si suicidano e viene fuori che l’azienda andava male perchè le amministrazioni pubbliche non pagavano mai? Pagano a 180 giorni, e poi ne aggiungono altri 90, dicevano oggi in TV.  Che gli mandiamo noi a loro Equitalia? Sarà mica questo, più che l’art. 18, a scoraggiare gli investimenti?

Annunci

6 pensieri su “Alla legalità stasera dev’essere venuto il singhiozzo.

  1. margherita

    Mio marito è un “esodato” e quella che stiamo vivendo è una situazione kafkiana (lui è uno di quelli fortunati perchè ha solo pochi mesi fuori accordi) ma è stato umiliante dover andare a chiedere il prolungamento della mobilità…. visto che gli accordi erano stati presi e l’azienda gli aveva chiesto di andarsene.

    Rispondi
    1. tiptop Autore articolo

      Il modo di dire infatti è Non c’è limite al peggio, e secondo la concezione del governo tecnico questo è un bene, almeno non ci si adagia nel solito tran tran, annoiandoci a morte.

      Rispondi
  2. Tartarugola

    ieri parlavo di fantapolitica e si diceva che non sarebbe male se i dipendenti storici affiancassero i neoassunti per insegnar loro i trucchi del mestiere, in questo modo avremmo persone esperte affiancate a gente rapida a fare e imparare e l’azienda e i lavoratori ne trarrebbero beneficio.
    Inutile dire che nessuna azienda lo farà

    Rispondi
    1. tiptop Autore articolo

      Da me è sempre capitato abbastanza, che si facesse così. Il problema con i precari è che ci perdi tempo a insegnar loro le cose, perchè poi l’azienda non li ricornferma (il problema per loro, quando on riconfermati, è comunqeue peggiore)

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...