Funeral Planning

Mi sono svegliata stamane con dolori dappertutto, un senso di nausea, ma con la caffettiera più l’Oki più qualche spruzzo di qualcosarinilnaricil,  alla fine ero quasi in forma.
Mica tanto però , è un po’ il morale che è esausto, emetto status del tipo ” Do ut des”, “Sono stanca di fare quella che c’è, comincerò col lampeggio” ma alla fine ho lasciato pubblico il solo dubbio  se siamo ancora persone o siamo la pubblicità di noi stessi.
Non che fossi molto allegra neanche oggi, venendo in ufficio, pensando se fosse stato finalmente pubblicato il comunicato sindacale, la madre di tutti i comunicati, quello a cui ci dicono no e poi comincia la guerra, e la causa, e io starò male, che già mi chiedo se sia una sottile vessazione pianificata il fatto che ci manchi l’acqua calda nel bagno, che a me serviva per lavare bene gli occhiali.  O che le due aree break siano in buona sostanza due serre, vetri anche come  soffitto,  senza alcuna tenda, che adesso che è solo l’inizio di primavera sorseggi la spremuta d’arancio  strizzando gli occhi disabituati alla luce,  e non esiste riparo,  ombra.
Insomma uscita dalla metropolitana pensavo che non sto proprio bene, e che le mie sorelle sono morte non vecchissime, e magari toccherà così anche a me, ancora una decina d’anni al massimo, giusto il tempo di raggiungere la pensione, che mi sembra di essere l’asino con la carota.  Non sopporto mia madre, che con la sua grettezza, dissipando anzichè lavorare,  è riuscita ad arrivare alla sua veneranda età, 98 genetliaci, senza sciuparsi, ed io che ho la presunzione di  voler far funzionare il mondo,  sfasciata creperò presto.
Mi sono immaginata il mio funerale,  magari ci sarà tanta gente e io non la vedrò neanche, e non potrò salutare nessuno.
Poi ho pensato che potrebbe essere un buon criterio per sfoltire gli amici di Facebook,  chi verrebbe al mio funerale e chi no,  e insomma che mi venisse un pensiero così assurdo mi ha fatto ridere da sola e mi è passata, certo che sono conciata bene.

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6 pensieri su “Funeral Planning

  1. contadinaumbra

    🙂 Sorrido non per mancanza di rispetto, ma perchè giorni fa ho pensato a cosa scrivere nel mio manifesto funebre….in certi casi i km di lontananza non esistono, si è comunque vicine.

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  2. ele

    in effetti alcuni scrittori tempo fa scrissero in anticipo l’epitaffio che avrebbero voluto sulla lastra tombale. non sarebbe una cattiva idea cimentarsi anche noi… insomma lasciare in due parole un testamento spirituale con cui vorremmo dire tutto il dicibile. con la maggior brevità possibile direi.

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  3. margherita

    Ricordo che verso i 9/10 anni ci pensavo spesso, organizzavo il mio funerale con ogni attenzione, curando dettagli di cui non conoscevo appieno il significato, solo che poi vedendo che la mia mamma piangeva non resistevo e la piantavo lì…..
    Ora preferisco pensare ad altro, comunque non voglio epitaffi, nè altro sappiatelo, spargete le ceneri nel mare per cortesia e non se ne parli più!

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    1. tiptop Autore articolo

      A me va bene nel mio lago…A dire il vero alla morte non ci penso quasi mai, cioè, vivo senza pensare che poi si muore, solo che in questo periodo sono talmente stanca e mi sembra tutto così in salita.

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