A boccette ho perso, ed adesso ho anche sete.

Tragico il bilancio della serata trascorsa col Capofamiglia  ed una coppia di amici alla Cooperativa La Concordia, a Trenno, nonostante reciproci punti bevuti per omini bianchi e rossi svenuti, e colpi magistrali casuali, tipo volevi colpire una rossa avversaria, bocci invece una tua bianca che boccia un’altra rossa che abbatte un omino e ti posizioni vicino alla blu.
Nonostante fosse serata di Karaoke, la Cooperativa al telefono ci aveva assicurato che c’era  il pane per la sera, cosa che non sempre succede di sabato, e che ci avrebbe accolto.
Entrando nel locale, verso il biliardo delle boccette, un tavolo era già apparecchiato per noi.  Vassoio di abbondanti salumi e formaggi misti, cetriolini, vino acqua coca cola affogati al caffè e due partite a boccette, a Milano è ancora possibile passare un sabato sera in quattro senza spendere neanche 50 euro tra tutti.
Il Karaoke dava il suo tocco di colore alla serata, si alternava la più svariata musica canzonettistica italiana, svariata per me, probabilmente la solita per i karaokisti, i motivi più conosciuti, i più orecchiabili, e una puntata all’estero, con Dylan, Knockin’ On Heaven’s Door.
Dal nostro angolo di sala non potevo vedere, ma ad un certo punto ho sentito acclamare  Pinuccio, Pinuccio, e poi Zucchero, ed invece si cantava Una carezza in un pugno: forse qualcuno aveva semplicemente ordinato un caffè.
Il biliardo per le boccette è situato prima della porta di accesso al santuario del Biliardoni Nazionali, dove questa sera sono entrati un paio di giocatori con un secchiello ed una bottiglia di spumante; in un angolo  sono appoggiati gli ombrelloni, una bicicletta e due monopattini. Un cagnolino nero gironzolava tra i tavoli, e su un altro tavolo si accalcavano bambini con fogli, pennarelli e timbrini: qui, c’è posto per tutti.
Quando è stato il momento di andare, mi sono seduta ad aspettare gli altri ad un tavolino fuori, tra vasi di primule – credo si sia entusiasti delle primule coltivate solo per la gioia di ritrovare i colori dopo l’inverno, è un fiore che svanisce in fretta,  lasciando solo della lattuga verde – non faceva niente freddo, e si sentiva nell’aria odore di stallatico, che arrivava probabilmente dai campi che coltivano a mais e dall’Ippodromo, non sono distanti da lì. Già l’Ippodromo…ora che anche le corse sono in declino, chissà se si riuscirà a salvarlo ancora dalla furia edilizia. In ogni caso, dalla porta aperta del locale, si sentiva un coro, Viva la mamma. E chissà se lì fuori, d’estate,  di sera tardi così si sentono anche i grilli.

2 pensieri su “A boccette ho perso, ed adesso ho anche sete.

  1. giovanni choukhadarian

    La carezza nel pugno è un pezzo fetente da cantare. Cioè, uno non ci pensa, sembra una cosina da ridere, però poi voglio vederti a stare sulla nota per la durata della canzone. Per altro verso, il cagnolino nero è l’idolo di questo post qui

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    1. tiptop Autore articolo

      Anche certe di Battisti sembrano facili e non lo sono affatto… me ne sono accorta, pur essendo una pessima canticchiatrice (in asoluta solitudine, mi vergogno troppo).
      Il cagnolino nero, credo fosse padrone di casa, assai peloso.

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