tiptop alle crociate.

Oggi pomeriggio nella Sala Bianca del teatro Parenti TornoGiovedì ha organizzato una sorta di incontro e discussione su problemi dell’editoria   #carilibri, in collegamento Twitter e Facebook tipo Tutto il calcio minuto per minuto, solo che  Sabrina Minetti è indubbiamente più avvenente di Nicolò Carosio.
Il titolo #carilibri, hashtag einaudiano, è stato scelto perchè si amano e perchè costano.
Introduce gli argomenti Fernando Coratelli, detto per l’occasione Floris – tra i due quanto ad avvenenza è  invece un bel match – riferendosi ad un articolo apparso sul  Il sole 24 ore di Giorgio Fontana (non l’ho letto nè ne conosco il link),  che riporta come nel 2011 siano apparsi in e-book circa 20.000 titoli e siano stati venduti una quantità che non ricordo di e-reader,con un’ulteriore prevedibile impennata nel periodo natalizio, raggiundendo la cifra di circa 800.000 e-book, calcolati per eccesso, in medio stat virtus. In una sola settimana del 2011 sono usciti tanti libri (cartacei) quanti in tutto il 1950.  E da qui si è partiti con numerose considerazioni  anche squisitamente tecniche, ma non solo.
Innazitutto c’è da chiedersi se non sia eccessiva l’offerta di libri rispetto alla domanda, e questa è una cosa che mi chiedo anche io tutte le volte che entro al Salone del Libro di Torino.
Si considera come la classica filiera dia una garanzia di qualità: cioè l’opera dello scrittore viene editata, curata, pubblicata e distribuita al momento giusto e con la copertina giusta. Successivamente, sul discorso qualità si è tornati, dicendo che non sempre il libro ha un contenuto “degno” solo perchè è lavorato, inoltre, anche l’editor è soggetto a sollecitazioni quali il dover riconsegnare in un breve lasso di tempo etc.
Si parla anche di un rischio di self-publishing in e-book, da parte di quegli autori che non si sentono presi in considerazione da case editrici, e magari hanno una grossa considerazione di sè, si autopubblicano, con o senza editing, certi addirituttura si sono scritti anche il saggio critico.
L’unico risparmio che l’e-book consente è la stampa su carta: diritti, editing, distribuzione, foto di copertina restano: sulla distribuzione resto perplessa.
Il problema grande dell’e-book, secondo alcuni piccoli editori, è la visibilità. Se un libro nello scaffale di una libreria può venir preso e sfogliato e scelto, per un e-book è difficile essere notato nel gran mare di Internet se non è nella prima pagina delle offerte di case editrici o centri commerciali (su questo, mi permetto di dissentire, come si guardano gli scaffali, uno può anche guardarsi i cataloghi su internet: questione di abitudine, conosco chi lo fa). Alcuni librai presenti chiedono che il lettore sia libero di comprare quello che vuole e dove vuole: le librerie delle grandi case soffocano i librai indipendenti, che rivendicano anche un loro ruolo nelle scelte  e nel suggerire le letture ai clienti che chiedono consigli. Nella classifica di vendita degli  e-book i primi tre titoli coincidono con il cartaceo, gli altri sono testi che non riuscirebbero a essere pubblicati in carta (questo mi sembra una buona cosa), ma i  piccoli editori temono l’ingresso dei grandi nella pubblicazione digitale.
Un autore rileva che da quando legge in internet, la sua capacità di concentrazione nella lettura è diminuita, tra testi e collegamenti, ha difficoltà ad arrivare in fondo alla pagina, e questo sta accadendo anche sulla carta.
Viene fatto cenno alla difficoltà a reperire libri di poesie in vendita, segnalando che alcuni blog tematici  mettono a disposizione l’e-book, ma qui si metteva in guardia sulla qualità (però, uno compra l’e-book avendo letto in blog, quindi lo conosce e gli piace), in alcuni blog esiste una redazione che li cura, in altri no.
Emergono anche problemi tecnici, se ho ben capito, ci sono device che van bene con tutti gli e-books ed altri con solo quelli del proprio marchio, e ci sono standard per Android, Amazon etc, ed è difficile raggiungere uno standard che vada bene per tutto.  Ci si chiede se siano uno strumento alla portata di tutti, dal giovane all’anziano, e se non sia lo scrittore stesso a smorfiarsi di essere pubblicato in digitale anzichè rilegato in cartoncino.
Insomma, i toni erano un po’ come se ci fosse una sfida tra il libro di carta ed il libro digitale, e si osservava infine come fossero due cose diverse, destinate, con ogni probabilità ad un mercato e a un utilizzo diverso, e possono benissimo coesistere:  difficilmente nella nostra generazione assisteremo alla morte del classico libro (poi, io ti voglio vedere andare in spiaggia con l’e-book, tra sabbia e sole a picco… semmai in autobus, può esser comodo) nel futuro più futuro si vedrà: certo non possono sparire i libri per bambini, e credo neanche certe edizioni d’arte, e gli e-reader di e-book di ricette avranno lo schermo schizzato di uovo zucchero e farina, come le ditate sulle pagine dei libri di cucina.
Di mio pensavo, quale lettrice, che bello, tutte queste persone lavorano per me… io sono l’utilizzatrice finale. Ho trovato solo verso la conclusione dell’incontro  il coraggio di partecipare alla discussione, raccontando che ho dei libri da sempre, mentre la videoteca che mi ero fatta con i VHS ho dovuto buttarla via, e anche le musicassette,  avevo un blog e mi hanno chiuso la piattaforma,  insomma bisogna tener conto dell’innovazione tecnologica  del mercato, non spendo per un e-reader e gli e-book che poi mi cambia la tecnologia e non li posso più usare. Secondo me occorre andare oltre a questi due strumenti, e poter scaricare, magari a pagamento, da internet sui propri aggeggi in uso, senza mille tecnologie diverse, poi, chi vuole i libri i carta, prenda i libri di carta. E’ vero che fanno così per obbligarti a comprare, ma non ci casco più. E la diminuzione di costi ci sarebbe, perchè  lasciamo i diritti agli autori ed agli editori, si risparmia in carta e distribuzione, intendendola sia come percentuale ai distributori, che nel senso di merce viaggiante.
Alla conclusione dell’incontro, è stato offerto l’Happy Hour Book, secondo il rituale di TornoGiovedì, con vino buono, ed alla presenza di Cappuccetto Rosso e del Gatto con gli Stivali.

10 pensieri su “tiptop alle crociate.

  1. giovanni choukhadarian

    Come al solito, non ho idee personali sulla questione in ispecie. Mi compiaccio, tuttavia, di come questa blogger renda attraente anche un dibattito su questioni di editoria applicata: bravissima, e dico sul serio

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    1. tiptop Autore articolo

      In effetti il dibattito è un po’ fine a sè stesso, il libro non credo sparirà mai, e quel che sarà si vedrà col tempo, se diverse abitudini prenderanno piede o no.

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  2. Olimpia

    Voi mettere entrare nelle librerie e sbirciare fra le pagine dei libri ansiosi di rubare qua e la qualche frase che ci faccia comprendere quale sarà il nostro futuro acquisto? e poi quel meraviglioso profumo di carta stampata e tutte quelle copertine colorate esposte per attiraci come api sui fiori. Pratici gli e-book ma i libri tradizionali non possono finire. Bellissimo filmato p.s. ho dovuto chiudere il mio blog per motivi di privacy ma grazie per il tuo gentile commento.

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  3. ele

    a-hemm…funziona sì! però nel frattemo le risposte me le hai date di là…beh sui libri dico che, almeno per me, non moriranno mai. ma l’intimità di stare a letto con un libro… il calore della carta..beh insomma, niente a che vedere con il freddo e-book!

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    1. tiptop Autore articolo

      a letto non riesco a leggere da tempo, mi addormento, sarà che oltre al libro ci sono di solito un paio di gatti che fanno le fusa,e conciliano il sonno, sono estremamente rilassanti. Vedo tanti e-reader in metropolitana e in autobus, mi sembrano idonei all’uopo più del libro. Sono due cose diverse, possono coesistere, non si è obbligati a preferire.

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  4. keypaxx

    Del resto si sa; ormai sono molti di più gli scrittori dei lettori. Sembra una frase fatta, ma è una semplice realtà. Se consideriamo quante tipografie travestite da editori ci sono in giro (chiedono un “contributo” di pubblicazione dai 500 euro in su), i conti son presto fatti.
    Tuttavia penso che un libro cartaceo non potrà mai essere, interamente, sostituito da un file elettronico. In ogni caso i nuovi formati di lettura “aiutano” la diffusione.
    Un sorriso per la serata.
    ^___^

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    1. tiptop Autore articolo

      Ecco, quei tipografi domenica non si son neanche voluti nominare, per default. Senza dubbio, se i costi saranno bassi, la lettura potrebbe tornare ad essere un’abitudine anche per i più giovani,attratti dai congegni per leggere. La possibilità di scaricare il file dovrebbe essere quasi gratuita, poi la gente magari si compra anche il libro, se sente che è bello, o lo vuol tenere… Vediamo che sarà. Io non sono nè pro nè contro, a me non interessa l’e-book, ora come ora. Ma si può sempre cambiare idea!

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