Almanya – Willkommen in Deutschland

Ho deciso di abiurare il titolo italiano di questo film, “Almanya la mia famiglia va in Germania”, la rima è assolutamente orribile e fa pensare al film stupido da cassetta: questo, ha fatto cassetta ma non è stupido. E’ anche vero che il titolo, tradotto letteralmente, riporta ai Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.
E poi, se è vero che la famiglia di Huseyin Yilmaz va in Germania, nel film va anche in Turchia, e una delle ultime inquadrature del film riporta una frase gentilmente tradottami dal mio multilingue figliolo, cioè la Germania del dopoguerra aveva cercato forza lavoro, ed erano arrivate persone: e questo sa un po’ di benvenuto, no?

Storia in breve: in Turchia Huseyin fatica a mantenere la moglie e la figliolanza, sente parlare della Germania che cerca lavoratori, ci va,  e poi ci porta tutta la famiglia; il giorno in cui lui e la moglie hanno ottenuto dopo anni e anni di attesa il passapporto tedesco, annuncia alla famiglia di aver comprato una casetta in Turchia per le vacanze e costringe tutta la famiglia ad andarci, perchè ognuno aiuti a ricostruirla. Questo il nocciolo, ma la storia, condita con stupori, con filosofie e problematiche dell’infanzia, con amore,  realismo ed incubi notturni,  ha dei momenti di autentica comicità, come di commozione, tant’è vero che in sala, in un giorno qualunque di Milano, che non è Berlino, nè Cannes, alla fine della proiezione molti hanno applaudito, e non mi ricordo che sia capitato prima per altri film. Ho una mia spiegazione… uno entra nel cinema con tutta la sua carica di problemi, e Monti, e l’articolo 18, patrimoniale sì patrimoniale no, e il Concordia, e la Deaglio, insomma, con tutte queste tensioni e ingiustizie, uno guarda questo film, ride, gli scende di nascosto qualche lacrima, piange, assume una dose di ottimismo e dimentica per un’oretta e mezzo tutto quello che c’è fuori dalla porta del cinema, e applaude, l’applauso anche come scarico di tensione, insomma, e comunque meritato.
Da non dimenticare l’insegnamento di Husejin: Noi siamo quello che c’è stato prima di noi, e siamo quello che ci sarà dopo di noi. E’un’affermazione pregna di responsabilità, ed in effetti si è soliti sentir dire in giro solo la prima parte, come scusante.
Sono andata a vedere questo film perchè me lo ha proposto mio figlio, senza saperne niente, anzi, il titolo non mi ispirava, la trama un po’ di più, mi ero fatta l’idea che fosse qualcosa tipo ” Il mio grosso grasso matrimonio greco” e quindi poteva essere almeno divertente. Ecco, se anche  Almanya tratta di immi-emi-inte- grazione come l’altro, è certamente a un gradino superiore. Per me sconosciutissima la regista, Yasemin Samdereli, e sconosciutissimi gli attori, mi sono sembrati tutti pregevoli, perfettamente dentro ai loro personaggi, che non ci pensi più che sono attori, pensi che son direttamente loro, e credo che questo succeda quando si sa recitare. Il paesaggio tedesco non appare,  mentre il brullo paesaggio turco punteggiato di caprette, più volte ripreso,  sembra via via sempre meno brullo, rivelando vallate e, in fondo, il mare, il tutto amalgamato da una colonna sonora che immagino composta con ingredienti ottomani,  e nella quale avvertivo assonanze balcaniche, ignorante come sono di musica turca, che non sia la marcia turca mozartiana  del Carosello di Angelino Super Trim, il mio preferito da bambina.

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11 pensieri su “Almanya – Willkommen in Deutschland

  1. ziacassie

    io lo aspettavo perchè è prodotto da una piccola casa di produzione indipendente Teodora, la stessa di Tomboy, poi dopo il trailer ho rischiato di non andare a vederlo, perchè se uno decidesse dal trailer penserebbe a una commediola con qualche battuta.
    E sono andata a vederlo, e mi è piaciuto moltissimo perchè è una bella storia di integrazione, e soprattutto nessuno dice agli altri come si devono comportare. E’ una storia di rispetto. Molto divertente e illuminante la parte sul cristo e la religione.

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      1. giovanni choukhadarian

        Qui i cìnemi sono occupati dal Festivàl, e ho quindi il sospetto che questo non si vedrà proprio. Peccato. Invece, che brava dev’essere la Racca, vista dal vivo: grazie d’aver segnalato anche lei, grazie proprio

      2. tiptop Autore articolo

        Forse hai ragione, che questo film non si vedrà a Sanremo, credo sia già nelle sale da un po’ (infatti lo davano all’Ariosto, che è quasi un cimena d’essai, non dà film in prima visione, ma sono quasi sempre intelligenti tipo certi francesi, tipo Louise e Michel).

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