Grafia

C’era una volta, tanti anni fa, nelle riviste incantate, la posta del cuore, l’oroscopo e la rubrica di grafologia.  Ora, posso sbagliarmi, non ci sono più riviste incantate,  credo che anche la posta del cuore sia in fase calante, sostituita dalle chat,  vanno sempre alla grande invece gli oroscopi, perchè in qualche cosa bisogna pur sperare. Non sono appassionata agli oroscopi, ma so che vanno fatti seriamente, con ascendenti,  cuspidi e un sacco di accessori, e mi stupisco di quelli redatti in tre righe, tipo previsioni del tempo, indifferenziati, cioè, se sei del Leone oggi sei fortunato in amore,  e allora zac, quel giorno lì tutti i Leone inciampano nel partner ideale, magari i Vergine ai quali è stata predetta, per quel giorno, eterna sfiga.  Poi mescolano i caratteri di stampa, e il giorno dopo i Leoni avranno eterna sfiga ed i Vergine saranno fortunati in amore. Che poi le cose son sempre quelle quattro lì, amore, soldi, salute, lavoro. Cioè, “oggi adotterai un gatto randagio”  non lo tengono mai in considerazione.   Ma non pensavo agli oroscopi, quando ho cominciato a scrivere su questa pagina bianca, pensavo alla scrittura a mano, e che anche le rubriche di grafologia mi sembrano quasi scomparse, quelle che determinavano  il nostro carattere in base all’entusiasmo con cui si sciorinavano i puntini sulle i, tipo. Giusto nel lavoro, mi è capitato di vedere perizie calligrafiche, che sono però un’altra cosa dalla grafologia.
Capita sempre meno di tenere la penna in mano, che non sia per apporre la propria firma, o per compilare caselle in  stampatello, calcando bene, o in carattere tipografico minuscolo, quando  annoti un indirizzo e-mail.  Noi donne ci salviamo con la nota della spesa.
Così, utilizzando il pc, abbiamo perso tutti quel  viziaccio di rosicchiare le penne e le matite, buttandoci sulle caramelle di liquerizia,  più dure di un chicco di mais crudo, o alle cicche ripiene, che sicuramente verranno surclassate dalle più nuove 3D.

 

 

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5 pensieri su “Grafia

  1. giovanni choukhadarian

    Ma difatti qui sembrava scomparso il gatto Toto, e taluno collegava la presunta scomparsa alla baruffa dell’altra sera con gatto Pùffo. Niente, stamani era già in cucina a fare il pietoso. Pensa te se il Toto scompare, pensa

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    1. tiptop Autore articolo

      quegli infingardi di gatti non possono permettersi di sparire, tanto più senza avvisare, non si può star senza gatti. E poi Toto. Diavolo di un Puffo!

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  2. Rear Window

    Giusta riflessione. Se c’è un effetto collaterale all’uso della Rete è proprio quello che disabitua a scrivere a mano. Ma siamo poi tanto sicuri che primo dell’arrivo dei computer scrivessimo così frequentemente? 😉

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    1. tiptop Autore articolo

      Bella obiezione! Forse non scrivevamo di più, ma si scriveva tanto! Gli appunti a scuola, invece di registrarli, le lettere, i commenti alle pratiche, non c’era internet ma c’era chi aveva gli amici di penna, io avevo l’amore a Roma… quanto ci si scriveva. Adesso si scrive di più, col computer, adesso son tutti scrittori…(e in questo, manca la selezione naturale!)

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