Andare al cinema con il nipotino stanco morto nel giorno di Natale.

E’ stato sufficiente prendere posto nelle comode poltrone della sala 2 del Cinema Ducale di Milano perchè il treenne pargolo crollasse addormentato,  reduce da numerosi spacchettamenti di regali e pedisseque emozioni.
La scelta del film di animazione  “Il figlio di Babbo Natale” era semplicemente dovuta al fatto che mio figlio (ventinovenne) aveva già visto Midnight in Paris, ed anche Il Gatto con gli Stivali, quindi  se qualcuno mi chiedesse cosa mi aspettavo dal film, posso tranquillamente rispondere “Nulla”, anzi, il titolo mi sembrava poco accattivante, quasi fosse un sequel di qualcosa, e sono sempre diffidente  del seguito di un film, penso sempre sia un prodotto della mera cassetta, scoperto il filone, etc. etc. Ne avevo però letto bene in un blog amico, e mi sono fidata.
Peccato che in Italia sia uscito solo all’antivigilia di Natale, è un film che risolve tutti i dubbi dei bambini, e toglie dall’imbarazzo i genitori, come fa Babbo Natale a portare doni a tutti i bambini, adesso che non ci sono più i camini, quanti anni ha, e cose così. Resta insoluto solo il quesito sulla compatibilità tra Gesù Bambino e Babbo Natale, che ai miei figli avevo spiegato che Gesù Bambino era il capo di Babbo Natale: ma il film non lascia spazio neanche per l’ipotesi di un Gesù Bambino.
Innanzitutto, Babbo Natale vive al Polo Nord, è felicemente sposato, vive in una casa nel ghiaccio dove si può vedere la galleria di ritratti della dinastia, Babbi Natali di padre in figlio; porta regali in media per una settantina di Natali, cosa che è meglio che non si sappia molto in Italia, prima che alzino ulteriormente l’età pensionabile.
L’organizzazione tecnologica avanzatissima permette le consegne  grazie anche ad uno stuolo di elfi efficientissimi che entrano nelle case da qualunque pertugio, e possiedono un misuratore  della la bontà del  bambino con erogatore a pulsante di  congrua quantità di doni.  Il clou della vicenda  consiste nel figlio più giovane di Babbo Natale che si rende conto che è stata saltata la consegna  del gioco tanto desiderato ad una bimba della Cornovaglia,  e fa di tutto per consegnarglielo, nonostante mille traversie più o meno esilaranti. Ce la farà con l’aiuto di Nonno Natale e di un’elfa specializzata a infiocchettare i pacchi,   con la vecchia  slitta  in luogo della sofisticata astronave utilizzata da Babbo Natale e dal fratello maggiore, che ambisce a succedere al padre nelle vesti di Babbo Natale.
Nel complesso, la visione del film è stata piacevole, e  rilevante per insegnamento morale importante, di questi tempi: anche se una bambina sola su seicentomilioni non riceve il regalo, non è giusto trattarla come una percentuale statistica, un minimale  margine di errore,  è sempre una persona e come tale va rispettata.
Inoltre, il film sembra mettere in competizione il vecchio col nuovo, la nuova tecnologia comporta un margine di errore, con il vecchio sistema manuale non succedeva, anzi, il vecchio sistema è necessario per sistemare l’errore del nuovo, ma non credo che in clima natalizio sia questa la giusta chiave di lettura.
Nonno Natale  dovrebbe essere un personaggio che sprizza simpatia, e mi sono ritrovata a tratti  innervosita dalla sua esasperata caratterizzazione di vecchietto ostinato indomito sino all’assurdo; dunque, il vecchio ascolta il nipote e lo aiuta, ma la sua vecchia slitta Evie si rivela nel corso della missione palesemente inadeguata all’inesorabile  cammino della civiltà ed in ogni caso la missione riesce, e il finale vede riunito il vecchio e il nuovo, perchè, nonostante l’evoluzione tecnologica, il cuore e lo spirito dell’uomo non cambiano, non devono cambiare, se cambiano sono perdenti.

Il nipotino forse, se avesse visto il film, non lo avrebbe compreso tutto, penso che avrebbe fatto molte domande,  e anche molte risate delle sue.

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3 pensieri su “Andare al cinema con il nipotino stanco morto nel giorno di Natale.

  1. Rear Window

    Sono lieto che il film sia piaciuto anche a te. La Aardman è una casa inglese che ha sempre realizzato prodotti di qualità ed anche in questo caso l’intrattenimento per i bambini non è slegato da alcune piccole riflessioni che i genitori possono aiutarli a fare…

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    1. tipsandtops Autore articolo

      Oh! Ciao Antonio, benvenuto qui! Debbo dire il vero, come animazione non piace molto neanche a me, cioè, l’animazione è perfetta, ma i personaggi simil-umani non mi piacciono, per esempio Babbo Natale mi fa un po’ senso così rosa vero, e il collone e la testa piatta.

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