Carnage

Se voglio andare al cinema, finisco quasi sempre all’ Apollo, devo aver un feeling col programmatore,  quello che vorrei vedere, lì di solito lo danno. Un altro approdo  è il cinema Ariosto, me lo ricordo ancora cinema parrocchiale con le poltrone di legno, ed ora invece rigorosamente imbottite e vellutate, rosse, mi pare, consone  alla serietà della limitrofa chiesa di Santa Maria Segreta, dove si sposò mio fratello ed io, eight years old,  feci la damigella in solitaria. Feci anche casino con il riso da lanciare, nascosto nel cuscinetto delle fedi,  non si apriva la cerniera: arrivai con il lancio del riso quando nessuno se lo aspettava più,  e l’effetto, secondo me, fu migliore.
Rientro nel passato prossimo.
La sala Urania del cinema Apollo è sottissimo, una  discesa agli inferi, per fortuna guardando i film non penso alla claustrofobia.
Pensavo infatti, guardando questo film di Polansky, che forse l’avevo già visto, cioè non il film, ma quello che vi succedeva, anzi, quello che vi si succedeva, almeno il meccanismo.
Ma qui il meccanismo delle reazioni  umane è intensamente studiato, brava Yasmina Reza.
Succede magari nelle riunioni di condominio, o magari in coaìda al supermercato.
E’ difficile raccontare la trama, cioè, in poche parole lo puoi fare, ma se entri nel dettaglio, rischi di rovinare l’attesa  che domina il film, nel quale non è importante il finale quanto appunto il succedersi delle situazioni.  Infatti il finale è un’interruzione, un cambio di quadro.
Il riassunto è presto fatto: al parco giochi un ragazzino rompe due incisivi all’altro con un bastone, i genitori della “vittima” si incontrano con l’altra coppia, con lo scopo pacifico di far riconciliare i figli tra loro.  Di affabilità in affabilità, cadono le maschere, ed in un crescendo di tensione, sono ora alleati i coniugi, ora le donne, ora gli uomini, ora sono tutti contro tutti, ed ognuno è solo. Il problema dei ragazzini è sempre più distante, ed in fondo, nessuno di loro desiderava veramente occuparsene.
E’ sorprendente, chi impersona la soavità e la perfezione sarà quella che verrà alle mani, nel  momento in cui vede infrangersi  il suo castello di perfezione, mentre il cinico dominatore si accascia temendo la perdita del suo cellulare, dove ha racchiuso la sua esistenza. mentre la donna d’affari, controllata e composta, avverte una psicosomatica nausea che via via monta in ribellione, e chi è mediocre, resta mediocre, e si guarda in giro.
E lo spettatore, che durante il film  si dimentica dei ragazzini meno dei genitori cinematografici,  coglie il dubbio di Nancy Doodle ” e se fossero colpevoli entrambi”, in effetti se lo stava chiedendo, come fosse in realtà andata, tra  Zachary il colpevole ed Ethan la vittima: magari ancora una volta, le cose non sono come si vuole sembrino..
Una battaglia senza vinti e vincitori, perchè alla fine  nuotavano tutti nello stesso mare.
Come noi spettatori.
Che dire della regia, degli attori? E’ buona norma dire qualcosa. Tratto dall’opera teatrale di Yasmina Reza, Le Dieu du carnage, e quindi imperniata sui dialoghi, mi sembra che questi abbiano  retto benissimo alla trasposizione cinematografica,  nella quale ogni parola  viene usata dai quattro con la circospezione di una mossa di scacchi,  e pesa come un macigno.
Kate Winslet, qui è per me irriconoscibile, mi sembra sia diversa in ogni film. Gli attor uomini danno un loro valido contributo, recitando benissimo la loro parte di… uomini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...