Il rito della salamella democratica e sensazioni felliniane.

La Festa Democratica del primo giorno è semideserta, qualche macchina che gira, ancora qualche rumore di martellate, e della prezzatrice nella libreria.
Appena appostata al tavolo per consumare il rito della salamella democratica, un esercito di zanzare arriva di corsa dall'adiacente prato alberato, poi sparisce, forse messe in fuga dall'esercito  dagli offritori di opuscoli, che tristemente di chiedono di comprarli, o mostrano qualche  sparuto giornale, o anche niente… puoi dare qualcosa al primo, al secondo, ma tutti cominciano a sembrare troppi, ed io soffro molto di sensi di colpa, e mi  sento in colpa, essere  alla festa democratica e non dare nulla a chi ha meno di me.  Mentre  consumavo la mia coppetta di gelato crema e spagnola, un giovane si è fermato, aveva sete, gli davo qualche soldo? No… basta, così ho mangiato insieme al gelato dose doppia di sensi di colpa, uno perchè mangiavo il gelato invece di stare a dieta, il secondo perchè io mangiavo un gelato mentre un altro diceva di morire di sete.  Ma ero anche sicura che col mio soldo non avrebbe comprato l'acqua, ma si sarebbe rivolto al tavolino a fianco dicendo di avere sete… troppe volte mi sono capitate cose così, è evidente, è  una tecnica.
Tra i tavoli della griglieria  e della gelateria si aggirava invece un vecchio con un giornale sotto il braccio,  allampanato e con le guance scavate, che ripeteva " Macchè cambiamento, partit de merda, che  cambiamento, sono trent ann ca vegni chi".
Nel gazebo delle danze gli strumenti erano stati approntati, e Radio Zeta si era azzittita. Un'impressione strana, l'assenza di musica nel sottofondo. Una madre ballava in solitaria in un cono di luce con la sua bimba, un soldo di cacio… due anziane signore avevano girato le sedie verso la pista silenziosa, in primissima fila, forse pronte nella speranza di un invito alle danze?
Gli orchestrali sono arrivati, e per incanto pista e piazzetta si sono popolate, nell'onda di un hully gully, mentre una bachata ha poi accompagnato  una coppia di camerieri che danzava  armoniosamente,  incorniciata dalla porta laterale della griglieria.
Un terribile senso di stanchezza e dejavu tra le bancarelle… forse la noia di non aver soldi da spendere in cose superflue.

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5 pensieri su “Il rito della salamella democratica e sensazioni felliniane.

  1. ANTONYPOE

    certamente non si può dare qualcosa a tutti.
    a chi dice di aver fame qualche volta offro di venire a mangiare con me. mai nessuno ha accettato.
    bel post malinconico 🙂
    ciao

    Rispondi
  2. nellabrezza

    sulle ossa c'è poco da rosicchiare…avranno pensato.

    in effetti solo a chi è sazio piacciono le costolette…ah ah!

    le costolette di abbacchio alla brace mmmhhh…! le ho mangiate domenica, squisite !

    Rispondi

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