poche parole

Oggi, a dispetto di alcuni, si festeggia il 150° compleanno dell'Italia.
La sensazione che ne ho, in parte è di sgradevolezza, un po' la stessa che provo di fronte alle cosiddette onde emotive, cioè  parole alle quale non seguono  fatti.
Un evento, di cui sono tutti improvvisamente fan, giudici e profeti, pronti a rimuovere tutto di fronte all'evento nuovo.
Un po' tipo Natale, quando siamo tutti più buoni, ma pronti a scannarci di nuovo il 26 dicembre.
Così negli ultimi giorni le rivolte del nord Africa, queste lotte per la democrazia – di mio, prima di manifestare entusiasmo,  preferivo stare alla finestra, questi popoli sembrano avere, loro malgrado, difficoltà intrinseche ad organizzarsi in regimi libertari – sono state soppiantate dallo tsunami e dal nucleare, ed intanto Gheddafi si riprende il territorio conquistato dai ribelli drogati,, minacciando l'Occidente di allearsi di Al Qaeda (rea, fino a pochi giorni prima, di aver aizzato la rivolta).
Tornando alla Festa per l'Unità d'Italia, in un tripudio di coccarde e tricolori, si gareggia per essere italiani, e  più italiani degli altri,  dopo un lungo periodo in cui  patriottismo e la bandiera erano considerati un po' retrò, e  mi ritrovo a considerare come dell'importanza delle cose ci si accorga sempre quando le si stanno perdendo. 
Il governo Berlusconi ce lo ricorda tutti i giorni, si va svilendo il nostro patrimonio di valori e di cultura, ed anche di ricchezza;  è emblematico che abbiano ceduto  proprio ora parti della Pompei che era resistita al terremoto ed ai secoli.
Spero che di questi festeggiamenti, e delle parole di oggi, ce ne ricorderemo quando occorrerà andare a votare:  stiamo partendo per un federalismo propugnato da spiriti secessionisti e ostili all'identità nazionale… eppure, un buon federalismo potrebbe anche giovare all'Italia, diventare una confederazione non vuol dire non avere più un'unità nazionale.

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9 pensieri su “poche parole

  1. Romins

    Io ho provato in pochi giorni tre emozioni contrastanti.
    Prima il vedere quello che succede in Nord Africa e poi la tragedia del Giappone.
    Poi le coccarde, il tricolore, le bandiere sui balconi e la gente che canta l'inno per strada.
    Infine un extracomunitario simpaticissimo che al TG dice che siamo taccagni perchè non compriamo la bandiera a 5 euro, bandiera rispolverata credo proprio dopo i pessimi affari degli ultimi mondiali.
    In ogni caso ho sentito qualcosa dentro. Speriamo che tutti lo sentano.

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  2. nellabrezza

    infatti penso che sia stato un peccato che il federalismo abbia trovato
    accoglimento (interessato peraltro) solo a destra.

    sarà difficile cercarci quello che di buono potrebbe offrire.

    ele

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  3. Sinjun

    Parole sante (chiedo scusa ad Anima_Noir per il prestito, ma è proprio il primo pensiero che mi è venuto non appena ho finito di leggere il post).

    Speriamo davvero che qualcosa resti, di questa indole patriottica pronta a tutto.
    Altrimenti bello spreco.

    Sinjun

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  4. sottolestelledeljazz

    Primo…complimenti per il tuo blog….

    Secondo….sai cosa avrei proposto al "Ministro" Gelmini quando ha affermato che sarebbe stato meglio "festeggiare " l'Unità d'Italia nei banchi di scuola?….Le avrei risposto, bene! giusto! ma perchè non festeggiare anche la nascita di Gesù? l' Epifania? L'Immacolata ?nei banchi di scuola?….chissà se avrebbe trovato qualche argomentazione valida…..

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