Gesù, le elezioni, dei pensieri.

Quelli che può sembrare abbiano perso, però in fondo no, un piccolo avanzamento lo vedono. In fondo fanno bene a cercarlo, questo avanzamento… devono trovare la forza di andare avanti, quante volte anch'io trovo forza ida qualche apparente inezia. E' che bisogna andare avanti, e i capi devono essere trainanti e incoraggianti. Ma anche vigili.
Ha vinto l'astensionismo. L'astensionismo è una forma di idealismo. Il mondo, le persone non sono come vorrei, allora resto inerte. L'astensionismo sarebbe la medicina per la nostra politica, solo se lo facessimo tutti. E se il risultato delle elezioni fosse 1, 1, 1… hanno votato solo i candidati, per sè, ovviamente. Ah no, che non si può scegliere il nome.
Uno che si astiene, lo fa perchè si sente un numero, il suo contributo alla società è inutile perchè non porta nessun cambiamento, perchè non si riconosce in nessun candidato, in nessuno schieramento.
Beh, gli schieramenti non sono ad personam (beh, uno così c'è) e le persone non sono tutti pregi e niente difetto (tranne uno, però)… non è che si può pretendere, insomma, un po' bisogna adeguarsi.
Ecco, i politici dovrebbero pensare a quanto uno si può adeguare, nel voto, che c'è un limite. Dovrebbero tenersi i loro filmati su you tube, e riguardarseli ogni tanto. Ricordarsi le cose che hanno detto, per non rimangiarsele, e accorgersi quando sono un po' ridicoli.
Ho cominciato con Gesù perchè guardavo al tiggì della Chiesa alle prese con la pedofilia, ed i discorsi a tavola, e la figura di Gesù, che c'entra Gesù con i preti, e la Chiesa… se uno pensa a Gesù, lo pensa che scaccia i mercanti dal tempio, che dà tutto ai poveri, tocca i lebbrosi. E pensavo che forse c'è un nesso tra il pensiero della figura di Gesù e l'immagine della cupola di San Pietro e l'astensionismo.

6 pensieri su “Gesù, le elezioni, dei pensieri.

  1. ANTONYPOE

    pensavo che gesù fosse solo un'esclamazione.in effetti ormai…ma ci sono un sacco di astensionisti che proprio non gliene può fregar di meno. ovvero che gli va bene così

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  2. cronachesorprese

    è vero, l'astensionismo è una forma di idealismo. io stesso non ho votato diverse volte e mi trovo abbastanza in quello che dici: nessuno mi rappresenta, quindi non voto nessun rappresentante. c'è da dire però che spesso un astensionista spera che una qualche circostanza che disturba particolarmente sparisca tra una consultazione e l'altra, e quindi vive la sua lontananza dalle urne come qualcosa di provvisorio. quanto al "nesso di cui parli, come sai, io non lo vedo :-)ciaoalessandro

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  3. utente anonimo

    L'astensionismo non può essere un forma di idealismo, deve essere analizzato seriemente (non dai politici). La parola "astensionismo" dà l'idea di un movimento, di aggregazione di persone che la pensano allo stesso modo "non a dare a votare" , ma il "non andare a votare" non ha la stessa logica e pensiero di tutti gli astensionisti e quindi non può essere considerata "una forma" di idealismo o di movimento.  

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  4. tiptop

    intendevo, come idealismo per gli astensionisti, e vale soprattutto per quelli che arrivano dalla sinistra,  il desiderio di votare per un candidato a loro modo di vedere perfetto, senza scendere a compromessi.

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