Sono ricominciati i giovedì all'Arci

Maria Carla Baroni sta già leggendo quando arrivo nella saletta, non molto affollata. E’ la prima serata del nuovo ciclo, l’annuncio è arrivato un po’ all’ultimo momento, ancora non si sapeva se la piacevole abitudine del giovedì sarebbe potuta continuare nell’autunno.
Che dire della poesia della Baroni?
Che può dire una a cui non piace la poesia, in generale?
E perchè una a cui non piace la poesia si autoflagella settimanalmente?
Non sono una critica letteraria di professione, e le cose che ascolto leggere dopo poco mi sfumano, non saprei riportare i testi e citazioni in maniera attendibile, me ne resta l’impressione, però.
E’ una donna matura, è economista, leggo nella presentazione, e ambientalista. Un po’ come me, penso, matura bancaria naturalista.
Questa volta, ascoltando, provavo una forte sensazione di contrarietà, il suo sguardo sulla vita suonava assolutamente opposto al mio.  Non per i temi di cui si occupa, il divenire, la natura, politica, società…
E’ che…. Ho annotato qualche verso.
"sulla riva fuggono le onde/carezze morenti " … ma quando mai un’onda è una carezza morente… è un qualcosa che arriva, è un fruscio… il mare per me è un’immagine di vita.
" il legno dà luce e calore nel momento in cui muore" … insomma io non riesco a vederle così le cose ma forse sono fortunata, che riesco a vivere senza la prospettiva di morire.
E dice che facciamo parte di un tutto in divenire, ma noi singole particelle di questo tutto invecchiamo, ed allora c’è una certa malinconia nel vedere accorciarsi la nostra vita…. Eccheccavoli no, non immalinconirti mica, vivila, alza lo sguardo, combatti questa sensazione tarpante.
Che poi la poesia non è che non mi piaccia mai. Addirittura, senza volerlo, su questo blog devo aver lasciato scritto qualcosa che mi hanno detto assomigliare ad una poesia.
E’ che tante volte mi sembrano assurde, le poesie, rigide.
Come se uno  sentisse strombazzare una macchina nella via, e si desse il compito "quasi faccio una poesia sul traffico" e vengon fuori certe cose impettite. Altre, suonano ridondanti di incubi notturni, ed io dormo placida e non le capisco.
Mi capita di rado, di sentirci l’anima, ma credo sia un limite mio, o mia la concezione che una poesia dovrebbe essere come quando si guarda il mare o il fuoco o le nuvole nel cielo.
La poesia ai giovedì di Turro mi piace, forse perchè è una cosa tra amici. Forse perchè ascolti e vedi il poeta che legge, e ci parli.
E poi era bello in estate si formava la tavolatona e si cenava nel dehors del circolo… e questa volta invece a mezzanotte e 01minuto si è brindato per il compleanno di Anna, davanti a una teglia di tiramisù guarnito da una candelina. 
 La prossima serata, l’8 ottobre,  ci sarà un reading di poesia, e sarà anche aperto a chi vuol leggere qualcosa di suo.

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11 pensieri su “Sono ricominciati i giovedì all'Arci

  1. ANTONYPOE

    eccheccavoli! con ‘sta concezione sacrale e seriosa dell’arte (poesia e no)!
    poi restano aperti i discorsi sulla capacità espressiva e l’intepretazione.
    viva la libertà

    Rispondi
  2. ANTONYPOE

    stavo sulla tua lunghezza d’onda. che hai parlato di autoflagellazione 🙂
    ma mi riferivo anche a certi scrittori (a cominciare da me :))) che si prendono troppo sul serio

    Rispondi
  3. Strato2006

    Dicevo: forse il problema è che in lei prevale il lato “economistico” (si dice? mah…) e in te quello “naturalistico”; io sono decisamente dalla tua parte, ecco! 🙂

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  4. michelazan

    ho apprezzato le tue riflessioni, sai, la poesia è un mondo talmente particolare che ti capisco, io personalmente amo la poesia, penso sia per il fatto che quando scrivo mi sento libera e posso viaggiare con la mente e l’anima.
    un saluto.

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  5. paroleincornice

    dà retta, prima fate la tavolata e tracannate un ettolitro di vino e poi tu vedi codesta Baroni scrivere:

    Tra l’onde ondeggiavo
    con le mani maneggiavo
    di morir non ne parlavo
    ma lui sì se continuavo

    Perchè vedi, l’ispirazione è arte libera dai sensi…
    Pe’ dire!

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  6. algiuga

    Non credo che la poesia non ti piaccia in generale,ci sono poesie che non ti piacciono,è diverso.

    Personalmente sono uno cui la poesia piace,non mi piace letta dall’autore,perchè leggendo mi faccio un’immagine dell’autore che spesso contrasta con la realtà.

    Ciao,buona giornata.

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