Chapel

Mentre usciva dalla banca, il semaforo era diventato rosso; l’aria era umida, indecisa se essere pioggia oppure no.
Una figura dall’altra parte della strada, seduta su un gradino davanti ad una vetrina, attirò la sua attenzione: un uomo giovane, minuto, riparava sedie impagliate, ad uno degli angoli dove anche suo padre riparava sedie impagliate.
Se lo ricordava bene, un omone con grandi occhi celesti, i capelli ed il viso rossicci, lo vedeva sempre da bambina quando accompagnava la mamma in corso Vercelli, contornato da sedie, e anche da ombrelli.
Chissà se esiste ancora qualcuno che porta a riparare l’ombrello, lei per esempio non lo faceva, li comprava da poco prezzo, si  autodistruggevano o li perdeva prima.
Poi quando aveva cambiato casa, lo aveva chiamato per rifare l’impagliatura di tre sedie: ora, le sedie impagliate per quanto belle non le comprerebbe più.
Era rimasta stupita, ed anche un po’ delusa, che fosse venuto a ritirare le sedie a casa, e disponesse di un furgoncino e di un laboratorio, aveva sempre pensato che tutto si svolgesse agli angoli delle vie.
Le sedie gliele aveva anche riportate, a casa, accompagnato da un ragazzino. Il padre si chiamava Bernardo, o Giovanni, non si ricordava bene, il figlio Marco, forse, come il suo.
Non ci si fa caso di solito a queste cose, ma pensandoci, questo sconosciuto l’aveva vista crescere.
Camminare bambina per mano alla mamma, e da madre, spingere il passeggino.
Pensieri veloci, uno dentro l’altro, il tempo di un semaforo.
Passandogli vicino lo guardò mentre martellava il telaio di una sedia. L’uomo giovane alzò la testa,  due occhi azzurrissimi la scrutarono e le sorrisero,  per  riabbassarsi subito sul  lavoro.
Fisionomie.


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11 pensieri su “Chapel

  1. Zaagsel

    quando non avevano ancora ristrutturato il vecchio quartiere
    quando la gente viveva in strada e la porta di ingresso si chiudeva solo per la notte
    quando ci si conosceva tutti
    quando le sere d’estate ci si trovava in 20 o 30 bambini a giocare tra le case a guardia e ladri fino a mezzanotte
    ricordo che ogni anno passava il tipo che impagliava le sedie … stava nei dintorni una settimana o due a seconda del lavoro da fare … poi se ne andava e non si rivedeva fino all’anno dopo.
    … poi sarebbe anche passato l’arrotino

    Rispondi
  2. utente anonimo

    Beh, anch’io ho il mio impagliatore di sedie, è all’angolo di una strada da anni e impaglia sedie, una volta ne ho portata una e ce l’ho ancora a casa, ma non mi ha visto crescere, a me sembra sempre lo stesso ma invece cambia sempre, tutti quelli che fanno quel lavoro lì si siedono sempre nello stesso posto, a noi sembra no uguali invece no, forse sono parenti… mah!

    Rispondi

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