Avevo aperto la valigia, e stavo attaccando alla maniglia una fettuccia arancione. E’ vecchia, le rotelline girano male, è tagliata. E la maniglia non si allunga. Mio figlio la voleva buttarre via. io l’ho trattenuta, la userò per fare avanti e idietro con la casa nuova.
Il micione si è messo a giocare con la fettuccia e si fa accarezzare.
Il pensiero, improvviso, il gatto, i gatti.
Cè un momento confine…
Il limbo.
Poi le cose succedono.
Ritiravo la biancheria asciutte  e progettavo mentalmente il piano lavatrice.
Poi le cose si interrompono.
Chissà se il materasso nuovo è comodo.

10 pensieri su “

  1. utente anonimo

    sono piccole le cose che ti fanno capire il mondo è cambiato …
    è quando te ne accorgi che senti la malinconia della fine di un era più che la gioia dell’inizio di un altra.
    Io quando sono andato a vivere da solo non me ne sono nemmeno reso conto … forte tutto sommato in qualche modo casa mia è ancora una cameretta indipendente da casa dei miei ….
    bic unlogged

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  2. claudioarzani

    fettuccine? Sotto la postazione del pc avevo messo la valigetta in pelle che Dalila mi aveva regalato alla laurea, qualcosa come 28 anni fa. Beh, Akira ha ben pensato gli fosse utile per farsi i denti, addio valigetta. Secondo nome di Akila? All’unanimità: Attila!

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  3. tiptop

    Beh Claudio, Borisi si sta facendo delle casse dello stereo che il suo padrone aveva messo sotto il letto…

    ma che mangioni che siete… anche la fettuccia di merceria vi mangereste!

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