La mia veneranda madre è stata difficile da espugnare, rispondeva nè al telefono nè al citofono, e giustappunto quando ci chiedevamo preoccupati  come fare senza  chiavi, si è materializzata sul portone.
Come è salita in macchina e siamo partiti, è iniziato il ritornello che ci avrebbe accompagnato per tutta la nottata:
– Oh bella, non ho l’orecchio, ma sai che non so se lo avevo su? Mica l’avrò perso salendo in macchina, mi sta un po’ largo, devo portarlo a fare vedere.

Riflettevo ieri, leggendo qua e là, quanto sia soggettiva la concezione del divertimento.
Io, quando mi diverto?
Mi diverto…non so se mi diverto, diciamo che sto bene.
Mi diverto da sola o in compagnia?
Forse il concetto di divertirsi è più legato al fare qualcosa in compagnia, se uno si diverte da solo, magari si pensa di più che si rilassi.
Divertimento non è ridere, il riso tante volte nasconde stati d’animo che allegri non sono.
Come la ricerca frenetica del divertimento, nel chiasso, nelle sbronze, mi fa pensare che non per tutti sia  esuberanza e gioia di vivere, bensì una sorta di  annullamento, di anestesia da se stesso e dalla propria vita,  penso che talvolta celi tanta solitudine, quella dell’anima,  dell’incapacità di comunicare in altro modo,  a volte solo quella dell’ignoranza.

Mi piacciono le serate tipo quella di ieri sera,  in buona compagnia, imburrando le tartine, il capofamiglia che prima di venire a tavola voleva sentire il colpo di cannone dell’Ammiraglio Boom,  e la  figliolina  di mio nipote che guardando dalla finestra i fuochi artificiali ha detto
 " Sono le storie dei bambini che vengono fuori".
Mi sono divertita, cioè sono stata bene.

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11 pensieri su “

  1. chiaroilmattino

    Ci vuole orecchio
    (Enzo Jannacci)

    E la bobina continua a girare
    sì ma la base va avanti anche da sola
    e noi che abbiamo tutta la voce in gola?
    Ma senza base non si può cantare,
    e con la base non si può stonare,
    non si può sbagliare.
    Perché…

    Perché ci vuole orecchio,
    bisogna avere il pacco
    immerso, intinto dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!
    Bisogna avere orecchio,
    bisogna avere il pacco
    immerso, immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!

    Eh, dal vivo oggi non si può più suonare,
    l’orchestra è ormai quattro battute dopo
    I fiati hanno già fatto il loro gioco,
    anche il sassofono va via in gol e lascia fare,
    e noi come dei pirla qui a provare,
    ma con l’orchestra non si può sbagliare,
    perché…

    Perché ci vuole orecchio
    bisogna avere il pacco
    immerso, immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!
    Bisogna avere orecchio,
    bisogna avere il pacco
    immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto, tanto
    anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    bisogna avere orecchio!

    Chi ha perso il ritmo si deve ritirare
    non c’è più posto per chi sa far da solo,
    due note e un si bemolle fuori luogo
    Vietato di fermarsi anche a respirare
    che qui la base continua a girare,
    chi non sa stare a tempo, prego andare.
    Perché… perché… perché…

    Perché ci vuole orecchio
    bisogna avere il pacco
    immerso, immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!
    Bisogna avere orecchio,
    bisogna avere il pacco
    immerso, immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    tanto…anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!
    Bisogna avere orecchio,
    bisogna avere il pacco
    immerso, immerso dentro al secchio,
    bisogna averlo tutto,
    tanto…anzi parecchio…
    Per fare certe cose
    ci vuole orecchio!

    Rispondi
  2. Gattatequila

    Cara Cri, il tuo post mi ha fatto pensare e con un po’ di angoscia ho realizzato che …. non sono più sicura di sapere cos’é il divertimento. Forse non riesco più a divertirmi, sì mi rilasso ma non riesco più a ridere come una matta. Forse solo le bambine mi fanno provare qualcosa di simile al divertimento. Che tristezza!

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  3. lorypersempre

    In effetti divertirsi per forza… non è divertimento.
    Io amo i piacere semplici: cucinare con Chicca, chiacchierare con Anja e Gyula attorno ad una tazza di tè, potare con calma il giardino. Cose così.
    Leela

    Rispondi
  4. Liana65

    Secondo me ci sono due tipi di divertimento: quello che si prova quando, chessò, vai a uno spettacolo o a una serata e ridi come una matta perchè è divertente davvero, e alla fine ti fanno male le mandibole; l’altro è quello che provi appunto quando stai bene con le persone, nell’ambiente in cui ti trovi, a fare cose semplici i tranquille.Ma mi viene da chiamarlo “stare bene” più che divertirsi. Ma in fondo sono solo sottigliezze… Ciao!

    Rispondi
  5. ANTONYPOE

    mi diverto quando sto da solo e leggo o guardo qualche spettacolo che mi fa ridere. qualche volta anche quando faccio il matto in compagnia. per tutto il resto parlerei di piacere. mi basta poco

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