pensieri sparsi

Finalmente, uscire per andare in ufficio dopo due settimane chiusa in casa.  Ero un po’ frastornata dalla gente in giro, e camminare. La luce calda di vapore del panettiere, la vetrina del tabaccaio stracolma di grattati e vinti, due inviti, due approcci diversi.
L’arrivo in ufficio,  e rispondere come stai, che poi diventa un ritornello, in effetti chiedono ci ripensano e sorridono, mica è da tutti inciampare nel piede della scrivania del capo, riprendersi dall’abbraccio di un altro tavolo provvisto di ciotola di caramelle, e botte e lividi che ancora non sono andati via, ed il capo precedente geloso, dice, non  ti ho mai fatto un effetto così io.
Nell’intervallo ho accompagnato una collega all’ Upimc he voleva vedere giochi da regalare. Sì  sì vengo, le ho detto, ma guarda che cammino piano, te che vai sempre come una lippa.
Guardarsi intorno tra le cose, e sentirsene stanca. Il rosa per le bambine, l’azzurro per i maschietti. I cuoricini per le bambine, le scritte per i maschietti, sulle tutine. E i giochi per i piccolissimi, quanti di stoffa con dentro suonerie, che i bambini li sbausciano e poi li buttano per terra, effetto cotoletta, che poi come li lavi ogni tre per due con il congegno dentro… Mi sentivo urlare dentro un potente non ho  voooooglia.  Fare un regalo è una cosa bellissima, è uno slancio, è dare, è  capire…. mi sento ribellare,  non  voglio regalare niente, ora, non mi viene. E mi aggiravo allora  tra i casalinghi, ma mi ritrovavo a guardarli con timore, come non dovessi dar loro tanta confidenza, come testimoni di uno strappo…  perchè domani, che vista l’ora ormai è oggi, avrò le chiavi di casa, e ho messo una torcia nella borsa per leggere i contatori della luce e del gas.
Vado a dormire che tra due ore mi sveglio, ma è che, come spesso mi capita, ho dormito sul divano sino a poco fa. Che poi  qui mi si sgrida e mi si dice che mi si vede sempre al pc, e invece no, il pc era acceso, ed io dormivo, dormivo invece di leggere, che sul divano finisco così.
In cortile si sente cinguettare, non credevo che anche in inverno i passeri o chi per essi si svegliassero già, che è freddo e buio, pensavo fosse una cosa della primavera.
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