password

Sul filobus una persona alle mie spalle parlava al cellulare, chiamando Amo’ la sua interlocutrice, credo fosse in casa e stesse aprendo il pc senza saperlo usare. E lui le spiegava. Con pazienza, tanta. Poco dopo il suo Amo’ appariva disperato, e poi quasi un vituperio., poi l’indirizzo della sua posta urlato, e infine lei,  la password, paponzi.

La password.

Le password.

L’apice della privacy, della riservatezza,  ci scateniamo celati agli occhi di tutti.

Sarebbe bello fare uno studio psico-sociologico partendo dalle password.

O al contrario, cercare di indovinare il genere di password correlata all’individuo, tipo “per me tu hai una password così”

Credo che tutti ormai siamo portatori di password.

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10 pensieri su “password

  1. auxesia1

    Io ho la stessa pw dappertutto, casa, ufficio, banca, e-mail, ecc. ecc. Il giorno che dovessero scoprirmela sarei rovinata sotto i punti di vista. Non ha un significato particolare, è solo un unsieme di sillabe abbinate senza logica seguite da un numeretto che si aggiorna ogni volta che necessita la modifica della pass….

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  2. feamede

    Per me la pazzword (non è un errore…) è soprattutto una scocciatura, in ufficio la devo cambiare una volta al mese e mai uguale alla precedente!
    All’ inizio usavo soprattutto parolacce, come una sorta di sfida al “sistema”, ma ormai le ho esaurite!

    Rispondi

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