RICEVO QUESTA MAIL

da una persona che stimo molto, e  ho pensato di pubblicarla.

Mercoledì 15/10 ho partecipato all’assemblea organizzata dalla scuola elementare di mio figlio per "chiarire le idee" sul Dl Gemini e tutto ciò che ci gira intorno. Ho ascoltato attentamente i tre interventi  in programma e ho cominciato seriamente a preoccuparmi del futuro della nostra scuola pubblica. La prima domanda da parte di noi genitori è stata "Ma cosa possiamo fare concretamente noi genitori per aiutare?" La risposta, visto l’allarmante disinformazione che circonda l’argomento, veniva da sé: "informate!". Io non sono una giornalista e la divulgazione non è il mio mestiere, ma nel mio piccolo volevo cercare di dare il mio contributo cercando un modo per provare ad uscire da questa semplicistica comunicazione basata sugli slogan.

Ho creato un blog, "Viva la scuola"  http://vivalascuolainfo.blogspot.com/  con l’idea che potesse essere un mezzo per informare e anche un punto di aggregazione e e di confronto. Ovviamente ho bisogno della collaborazione di tutti, prima di tutto per diffondere l’indirizzo web del blog, poi proprio in modo diretto postando commenti, le vostre opinioni, articoli (citandone le fonti) , foto o quant’altro si pensi sia utile alla comunità, mandando il materiale da pubblicare all’indirizzo -mail che ho creato appositamente vivalascuolainfo@libero.it .
Questa è un’iniziativa mia personale che spero venga accolta positivamente da tutte le persone che hanno a cuore il futuro dei nostri figli.

Ringrazio in anticipo tutte le persone che daranno un contributo anche solo a diffondere una piccola informazione.

Annunci

18 pensieri su “RICEVO QUESTA MAIL

  1. ninomal

    Bisogna capire che è in atto un tentativo da parte dei nostri rappresentanti in parlamento di deleggittimare quanto più possibile la scuola pubblica a favore delle private (diconsi preti, monache ed affini), dobbiamo tenere duro, una grande risata li seppellirà!

    Rispondi
  2. tiptop

    ma quando chiudono le scuole con pochi iscritti e le compattano… nei paesini non ci sono scuole private… ci saranno bambini di sei anni costretti a fare kilometri ogni giorno, vento neve pioggia solleone a seconda dove siano ubicati.

    Rispondi
  3. tabatha4ever

    Suggerisco a chi, come me, crede che questa legge ci riporti indietro di 50 anni al tempo dell’alfabetizzazione di massa del dopo guerra di partecipare attivamente a questo blog.
    Magari mandando le proprie opinioni da pubblicare, come poi si augura l’autore, all’indirizzo mail specificato per far sentire la nostra voce di genitori e cittadini preoccupati per il futuro dei nostri bambini.

    😀

    Rispondi
  4. ANTONYPOE

    la scuola sarebbe importante. io non so come sia veramente la scuola al giorno d’oggi, non vivendone le problematiche. dai media mi son fatto l’idea che rispecchi e risponda alla nostra società. poca responsabilità da parte di tutti, pratica finalizzata a obiettivi minimi e molta casualità

    Rispondi
  5. Strato2006

    La scuola è fondamentale, nel resto dell’Europa allibiscono quando gli spieghiamo come funziona da noi, perché la scuola forma gli uomini di domani (può sembrare banale…). E che la nostra sia migliore delle altre ci credo molto poco. All’estero gli insegnanti sono meglio pagati e meglio controllati, come è giusto che sia.

    Rispondi
  6. tiptop

    Pensavo che i miei due figli.. stesso ambiente, stesse scuole, insegnanti diversi, sono riusciti nella scuola in modo assolutamente diverso. Uno “profondo” e l’altro che si contenta.

    Rispondi
  7. tabatha4ever

    Questo argomento della scuola mi colpisce direttamente al cuore … il problema più grosso che ho riscontrato in giro è la disinformazione e il disinteresse. Questo lo trovo particolarmente preoccupante perchè è, appunto, la scuola che forgia gli uomini del futuro. Critico l’italiano medio che se un problema non gli tocca personalmente se ne frega, se ne frega a tal punto che generalmente giudica senza informarsi. Ci manca geneticamente il “senso critico”!!!
    L’educazione pubblica è un argomento così importante per un paese civile e democratico che tutti dovremmo sapere di cosa si parla e smetterla di pensare che sia solo una questione di grembiulino e voto in condotta!

    Rispondi
  8. nonnacarina

    Ti lascio questo commento pregandoti di leggerlo sino alla fine:

    Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro.

    La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

    Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito?

    Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito.

    Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta.

    Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime…

    Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

    Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

    Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

    Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

    Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

    Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
    L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
    Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

    Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

    Rispondi
  9. tiptop

    Nonnacarina, dubitavi che leggessi i commenti fino in fondo? 😀

    Era un veggente? Sembra il quadro nostro. Ora se permetti lo manderei in mail per il blog che sponsorizzo in questo post, con preghiera di pubblicarlo.
    Questo pezzo testimonia, esplicita il perchè si studia/deve studiare la storia, e l’importanza della cultura e del leggere.

    Rispondi
  10. utente anonimo

    Non ho figli, non sono un’ insegnante non ho legami con la scuola ma sono preoccupata per il futuro di questo paese. Nelle azioni di questo governo non vedo un disegno attento al futuro ma solo al presente. L’attacco alla scuola e alla ricerca ne è testimonianza. Credo che non possa esserci futuro senza conoscenza e senza ricerca.Ho linkato il tuo post nel mio blog

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...