Il pianto è una cosa strana.

Che quando succederà forse non piangerò. Perchè rimarrò lì così, e osserverò gli altri, le labbra serrate.
Con mio padre è accaduto così, come impassibile,  ho pianto tempo dopo, da sola, di notte.
Ho pianto disperata in macchina guidando dopo aver lasciato Otto, boxer, dal veterinario, dopo liniezione,  forse perchè avevo dovuto dire va bene dottore, e poi pensavo a voci che dicevano era solo un cane, e mi veniva rabbia e piangevo.
Ho pianto sentendomi delusa. E per angoscia, e sentendomi in prigione.
Sono contenta di piangere…penso sempre che butto fuori il brutto, che dopo starò meglio, vedrò le cose diverse, dopo la tempesta la luce è particolare.
Dopo il pianto spesso si riesce a fare un passo in avanti.
Eppure, il pianto è sempre considerato una cosa di cui ci si deve un po vergognare, quasi fosse una debolezza, una cosa da non fare o che deve cessare, una prerogativa femminile
Sei un ometto, non devi piangere.
Su dai non piangere
Non piangere che tutti ti guardano
Non ti vergogni a farti veder piangere da lui che è più piccolino.
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