C'era una volta

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L’uomo coi capelli grigi scende dalla macchina posteggiata sulla ghiaia del giardino, entra dalla portafinestra e ne riesce con una matita col gommino dietro e la settimana enigmistica, e si accomoda infine sulla veranda, vista verso il giardino ed il cancello. Ha appena accompagnato la moglie all’albergo del paese, al suo consesso di carampane giocatrici di carte.

I  ragazzini si stanno invece preparando per andare a fare il giro nel bosco con la mamma e con la zia. Nel sottoscala recuperano gli stivali per tutti, in un angolo vicino alla porta di ingresso i bastoni, riportati dalle scorse passeggiate.

Tutti sistemano il golf  legato in vita, il cane li osserva e attende, timoroso di essere lasciato a casa. E poi i sacchetti, i sacchetti per i funghi, chissà quanti se ne troveranno.

Si avviano, il bastardello biondo corre avanti a tutti, ma la natura di canide maschio lo rallenta,  a furia di fermarsi ad alzare la gambetta e qui e poi là. Che poi è una cosa curiosa, come fanno i cani, annusano, prendono la mira, stanno per …e invece no, si bloccano, ispirati, si girano, e alzano l’altra,  il perché mica si sa, noi uomini.

Sosta d’obbligo ad una vasca che raccoglie l’acqua di un ruscello, la vasca delle salamandre, più di una volta se ne è vista dentro qualcuna, nera e gialla, e si prosegue per la stradina, ora sulla sinistra il prato è stato sostituito da felci faggi e castagni, e sulla destra, a monte, minuscole piantine  di mirtilli, e mirtilli  altrettanto minuscoli.  

Si arriva agli “animali”, una cascina disabitata dove qualcuno tiene un cavallo ed un asino, e  qualche capra e pecora, una situazione corale, in effetti ci si stava dimenticando del gallo e di qualche gallina.

E’ da qui che, lasciando a sinistra i prati acquitrinosi,  si scende  al guado del torrente e si risale l’altra sponda, dove si alternano radure  con l’erica violetta ed i boschi, e i ragazzi chiamano entusiasti peri funghi che trovano, che sono quasi sempre sconosciuti, gli si dice di lasciarli lì, che magari li raccoglierà chi sa se son buoni. La zia che spela e rosicchia qualche castagna prematura, come fosse un ghiro..Qualche boleto si sacrifica  e si fa trovare, mentre  i funghi di Biancaneve sono sempre vanitosi,  sbucano dalle felci,  mai che ci sia invece  il loro compagno buono.

 

8 pensieri su “C'era una volta

  1. woland23

    Difficile dire con certezza se il tempo del racconto é il presente oppure una reminiscenza di zie e di golf di altri tempi legati in vita…..
    Le mie estati erano molto simili. Poi nel bel posto delle mia infanzia sono pure rimasto, così mescolo senza soluzione di continuità quei ricordi al presente.

    Un saluto: P.

    Rispondi
  2. tiptop

    Reminescenza del passato, di persone ne cose che non ci sono più o stanno per non esserci più.
    Non c’è più l’uomo anziano, uno dei ragazzini…il cane i mirtilli la vasca al guado non si arriva, hanno costruito una villa dove c’erano gli animali, i prati sono recintati, per raccogliere i funghi si paga…
    ed ora la casa… e poi ancora.

    Rispondi

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