Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

st1:*{behavior:url(#ieooui) }

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

 Al gabbiotto delle informazioni la ragazza solleva dalla rivista il viso abbronzato, agosto non è  finito da molto.

-E’ il primo padiglione a sinistra, proprio qui dietro.

Dietro, gli edifici dietro  sono a destra, rispetto la strada. Il primo, è una costruzione recente, il Centro di Nonsochecosa, non credo che valga come padiglione. Il secondo è vetusto, certamente un padiglione. Si. C’è una minuscola targhetta all’angolo, in fondo ad una specie di cortile c’è una porta, una porta che non sembra un Ingresso, con la I maiuscola, forse è sull’altro lato. Tanto vale provare.

Dalla porta esce un uomo con un grosso sacco dell’immondizia. Ecco, errore, è la porta di servizio.

-Scusi, dov’è l’Ingresso?

È stranito. – Ma qua, no?

Non c’è un’indicazione, non c’è nessuno. Un grosso cartello su una porta d’ascensore metallico ne rivendica l’uso per le  lettighe.

Cerco le scale, almeno le scale, per arrivare al secondo piano.

Le scale disvelano l’ascensore universale.

Ora, individuare la stanza.

In fondo a sinistra,  aveva detto la nonna. In fondo.. in fondo,  ma le stanze sono solo due, a lei che cammina poco sarà sembrato in fondo,  le stanze sembrano tutte e due qua, sarà la seconda.

          Sono qua!

Era nella prima, la nonna cammina ancora meno di quel che si pensi.

Nel letto di sinistra, una donna multiottantenne, con la mascherina per respirare, accudita da una donna rotonda, sudamericana. La donna geme ”Mamma”….

“Poi arriva” dice la sudamericana, che poi scopriremo essere una cinese cicciotta.

La MAMMA  di quella signora arriva?

Poi la donna cinese  spiega che  la “mamma”è in realtà sua figlia.

Poi si scopre anche che la signora, che si è addormentata, è la mamma di un personaggio dello spettacolo, ed a riprova della piccolezza del mondo, la donna dell’altro letto ci aveva avuto a che fare per lavoro in gioventù, ed anche alla visitatrice  era di  conseguenza  capitato di incontrarlo, bambina,  ricavandone uno sganascino sulla guancia scendendo dalle scale mobili delle Messaggerie Musicali.

La donna dell’altro letto.

Gli occhi sono segnati, il naso aquilino appare più evidente. Ma appare sorridente, viene da chiedersi dove trovi quella forza, o forse è la vita sfortunata che l’ha temprata e non ce ne si era mai accorti.

Chiede sorridendo all’infermiera del Servizio Sanitario Nazionale se è vero che la possono aiutare a farsi la doccia e lavarsi i capelli, e sì, possono e l’indomani mattina lo farà. Mi indica il bagno soddisfatta, è completamente rinnovato.

Racconta che la signora anziana urla tutta notte, ma perché ha paura del buio, non si riesce a farle prendere il giro giusto, stare sveglia di giorno e dormire di notte, ma ora lei si è rifornita di tappi per le orecchie.

– Sono più di là che di qua, – dice.

          Io ti  vedo che sei di qua,

E’ che lei ancora non sa tutto, ne sa solo un po’ e sorride, come quando forse si pensa che la storia non è la tua, e si vuole incoraggiare il protagonista.

Annunci

18 pensieri su “

  1. auxesia1

    in certi reparti non serve conoscere i dettagli della cartella clinica. La consapevolezza della malattia giunge dal panorama che si vede intorno e si prò reagire in diversi modi: cercando di affrontare quei giorni nel modo migliore e sereno possibile, compatibilmente col dolore fisico, oppure chiudendosi in se stessi con rabbia, sprecando così l’ultima fetta di vita che il destino ci ha riservato. Non è raro che ci siano pazienti che cerchino di risollevare l’umore dei familiari in visita…

    Rispondi
  2. tiptop

    Grazie… spero che scrivere bene sia far arrivare il messaggio… e allora ogni momento è indicato ed importante.

    E’ che il reparto non è ancora quello definitivo, ma oggi ho capito che Lei sa, gliene parla il suo corpo in modo sempre più chiaro.

    Rispondi
  3. delphine56

    Di chiunque tu parli, ne parli con attenzione ed affetto. Ho riletto più volte questo post perchè mi fa ricordare quanto lunghi sono i corridoi dei reparti ospedalieri, sono un lungo e doloroso cammino

    Rispondi
  4. nonnacarina

    Sono ancora io, proprio poco fa mi è giunta la notizia che purtroppo aspettavamo, mia cugina ha finito di soffrire. Sandra aveva – come è difficile parlare di lei al passato – 49 anni.

    Rispondi
  5. Seigradi

    Eppure ognuno ha consapevolezza di sè, anche quando non si conosce tutta la verità.

    Mi piace il modo delicato con cui hai tratteggiato questo messaggio difficile da far passare.
    E’ la conferma che dentro di te la scrittrice c’è e forse, solamente, tu ancora non lo sai.

    Rispondi
  6. davidia69

    ci si passa tutti prima o poi in questo corridoio orrido dell’attesa di qualcosa – che non si sa bene cosa è – per qualcun altro che conosciamo bene e che a sua volta è qualcosa per noi stessi.
    e ogni cosa che si dice sembra quasi uscito per riguardo dalla nostra testa, ci tocca profondamente nell’anima ma forse non abbastanza. ci sentiamo vicini ma, come dire, nella consapevolezza che la nostra vicinanza è davvero qualcosa di effimero, di poco valore solo per il fatto che non sappiamo assolutamente cosa sta provando chi ci sta davanti e tentiamo solo di immaginarlo.

    t’abbraccio.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...