Semplicemente mi sto guardando intorno, sto soppesando. Quel che vorrei lasciare, quello che non vorrei lasciare, quello che posso portare con me e quello che spero di trovare, o che spero di non trovare.
Mi sembra di aver raggiunto un punto, e poi succedono cose che non avevo previsto, tipo.
Tua madre di 94 anni che ti telefona per sentire se è libero l’appartamento sopra al tuo, non vuol più vivere con quella figlia, e vuole andare a stare da sola.
Senti il fratello al telefono che disereda la madre, e che si arrangi.
Ti telefona la sorella, ovvero quella figlia, che sospetta di essere gravemente malata.
Guardi il saldo del conto corrente, e ti arriva l’ultima rata del condominio.
Quando avevi pensato, faccio un anno di prova a vivere da sola, se no non capirò mai cosa voglio veramente, se accettano la prova bene, se no sarà definitivo.
E poi fai i conti e dici rischio di fare la fame, vabbè, appunto, tanto devo dimagrire.
E allora messo tutto insieme pensi forse è meglio che torni all’altro pensiero, trovare qualcosa in prossimità di Milano, dove rifugiarmi quando il  bisogno di stare da sola esplode, quando ci si sente assalita e sanguisugata e stanca, e da dove possa pendolare in ufficio, e che magari possa essere bello per le vacanze.
Chessò, Arona, Luino. Un posto con dell’acqua, comunque, giusto perchè il mare è lontano.
Poi capita che la dirigenza stravolga i team, e tu  che avevi il capo migliore di tutta l’azienda, e ci lavoravi da una vita,  ti ritrovi con dei capi che non conosci,  e che pensi che destabilizzarsi anche in ufficio era l’ultima cosa che desideravi e ti aspettavi in questo periodo della tua vita.
E capita che il pomeriggio stesso ti chiami quello che è stato uno dei più grandi amori in gioventù e della tua vita (in fondo cosa sono 34 anni trascorsi, uno a Milano, l’altro a Roma, e sentirsi ancora?), quello che è  apparso  un giorno  dello scorso inverno a Milano e ci sei uscita a cena ogni settimana fino a primavera, ed è stato bello ritrovare dal vivo quei lineamenti noti, anche se ingrigiti, e le espressioni e le parole che sapevi già interpretare. E gli racconti brevemente, e ti dice "Tu hai questa cosa dentro e non starai bene finchè non la farai." e poi ride del mio modo di esporre le cose, e dice che sono unica ed irripetibile, e che non smetterà mai di seguirmi perchè la mia vita è meglio di un libro, e vuole sapere come va a finire, e ride, ridiamo.

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15 pensieri su “

  1. Seigradi

    Sono d’accordo…. “tu hai un nodo dentro, una specie di nodo gordiano… ma non hai ancora trovato il coraggio di affrontarlo come fece Alessandro Magno… tu stai cercando di scioglierlo in qualche modo mentre, probabilmente, andrebbe spezzato d’un sol colpo con un fendente di spada!”

    Per l’allontanarsi da Milano… qui non ci sono laghi però la Brianza è verde e sei a metà strada da tutto… dal posto di lavoro come da un giro sul lago o da una gita in montagna… non è poi così male per “tirare il fiato”… (Pigio pro domo sua) 😀

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  2. Strato2006

    Ho letto e apprezzato molto queste tue riflessioni. Mi ritrovo in tante cose che citi, nel continuo cercare di capire cosa vorrei tenere e cosa no della mia vita, ben diverso dal cosa farei bene a tenere e cosa no… sono pensieri che non hanno mai pace (e non ne danno); alla fine riveli di conoscere una persona con la quale condividi un sentimento bello e raro, e questa è una cosa davvero grande e preziosa.
    Ciao

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  3. nonnacarina

    l’idea della tana rifugio direi che è geniale, e fallo subito prima che le vostre vite si intreccino sempre di più. Insomma ci sei, perchè sei una persona responsabile, ma non fino a farti fagocitare.

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