gomme e pennini

Alle elementari c’erano le classi femminili e maschili, ed eravamo tutti col grembiule ed un fiocco, dal colore differenziato a seconda della classe.
La nostra maestra aveva scelto un nastro bianco a pallini rossi, ora che ci penso tipo clown.
Il mio grembiule si allacciava dietro, e da sola non riuscivo mai a metterlo nè toglierlo.
I banchi erano singoli, con la scanalatura per le penne ed il buco con la boccetta dell’inchiostro, che il bidello passava a rabboccare quando la maestra lo chiamava.
Quando col pennino si pescava sul fondo, gli rimanevano attaccati dei pelucchi, ed allora erano guai. Ricordo che ero disperata   perchè sul compito avevo fatto cinque macchie, e la maestra mi avrebbe dato cinque, toglieva un punto per ogni macchia. I pennini dorati erano i più ambiti, ma anche con  quelli metallici un po’ cicciotti si scriveva bene, e se la goccia cadeva, era una macchia bella rotonda e cicciotta. Non mi piaceva scrivere con quelli dritti semitubolari, mi sembravano molto rigidi.  Adoravo cominciare i quaderni, li curavo molto, con tanti buoni propositi, quelli che un giorno avrei avuto per le diete.
Sul bancone della cartoleria vicino alla scuola c’erano in mostra i pennini, in un contenitore di legno a scomparti. Le gomme già allora erano di diversi tipi, però rigorosamente a parallelepipedo, tranne le gomme per la macchina da scrivere, che avevano la forma di una ruota. Volevo sempre la gomma verdina da matita, e sempre mi compravano quella rossa e blu. Il rosso era per cancellare la matita, ma non cancellava bene, e con la parte blu, che era per cancellare la penna, si rischiava sempre di bucare il foglio:ancora  peggio  se si usava  la  gomma per la macchina da scrivere!

25 pensieri su “gomme e pennini

  1. nonnacarina

    mi hai riportata indietro di mezzo secolo, altre che le madeleines di Prust! Pure il pennino che pescava i pelucchi ti sei ricordata e l’odore dell’inchiostro te lo ritrovi nel naso come sta succedendo a me in questo momento?

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  2. auxesia1

    Io frequentavo una scuola privata, non avevamo il grembiule ma la divisa costituita da gonna a pieghe grigia, camicia bianca e giacca o gilet verde. C’erano già le penne a sfera per fortuna. Coccoina nel vasetto di alluminio e poi, dopo, il vinavil da spalmare sulle mani in modo che si asciugasse per staccarlo come una pellicola con impresse le nostre impronte digitali.

    o.t. io sarei propensa ad un ritorno ai grembiuli o, meglio, ad una divisa scolastica come avviene in tanti altri paesi….. servirebbe a limitare le differenze economiche già troppo evidenti nell’età scolastica…..

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  3. kalekaiagathe

    non ho fatto a tempo ad usare i pennini, ma la stilografica che ora mi attira ma non uso neanche per firmare. tutto il resto coincide alla perfezione. vo’ comparando l’odore complessivo di allora, credo identico in ogni dove, di inchiostro cancelleria banchi cartelle grembiuli e bambini a quello che si sente oggi nelle classi. gli astucci sono sovrastati dall’odore multiforme degli abiti degli zaini e…delle scarpe da ginnastica. non c’è odore di merende (pane e nutella, pane e salame, pane e marmellata, pane)
    perché le macchinette danno snack confezionati. quell’odore, anche cambiando scuola e città, come feci io per sei anni consecutivi, era un punto di riferimento. essendo ovunque uguale calmava l’ansia da cambiamento perché i bambini e i ragazzi sono più vicini degli adulti allo stadio del ri-conoscere dall’odore.

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  4. delphine56

    Io avevo il banco con la ribaltina,era di legno, vivo, segnato e inciso da nomi e segni, i pennini erano una sfida, si spuntavano e macchiavano, poi per fortuna siamo passate alle biro. Che bei ricordi!

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  5. Seigradi

    Certe cose non cambiano mai però… io sono venuto quasi una generazione dopo e a scuola andavo sui banchi con la scanalatura per le penne e il buco per il calamaio… vuoto perchè almeno avevamo già la stilografica con le cartucce.
    Avevamo il grembiule e le gomme erano pressochè identiche: quella bianca era per pochi eletti, quella blu e rossa era di tutti e tutti la bucavano, la spezzavano, la tagliavano…. quella rotonda blu per la macchina da scrivere era un delirio… ancora prima di pensarlo faceva i buchi non in un foglio, ma in 3 sovrapposti!

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  6. tiptop

    Auxesia: sì, il vinavil! quello per me era alle medie, per applicazioni tecniche!lo facevo… anche adesso se capita! Sul grembiule sono d’accordo, non tanto per le questioni di disparità economiche (se non è una divisa di un unico fornitore, le differenze si notano lo stesso) quanto per limitare la mentalità consumistica e modaiola dei genitori e quindi dei bambini, che non venga inculcata e mitizzata da subito.

    Antony, di legno?? io ricordo con gli elasticini che tenevano le cose, e che poi si sbrindellavano e il righello usciva sempre ed il temperamatite e la gomma entravano a fatica. E le matite, che il rosso era sempre la matita più corta.

    bellaebuona…mi piace la teoria sugli odori, penso che sia proprio così.A me piace scrivere con la matita.
    Quanto ai reduci, beh, l’intento è quello. Mi piace richiamare alla memoria cose che facevano aprte del quotidiano e ora sono “introvabili”

    Tabatha: si c’è ancora, anche in italia, pensa che vedendola a Berlino me la sono comprata là credendo che qui fosse introvabile. Sai, il vizio….

    Seigradi: si le gomme sono ancora quelle di adesso. Ma ora ci sono gomme di tutti i formati e personaggi, e poi c’era stato il periodo delle gomme profumate!

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  7. utente anonimo

    Ma lo sai che a casa mia ho trovato delle scatolette antiche con dei pennini?(Penso fossero del mio adorato nonno) Ammetto che mi sarebbe piaciuto molto usarli… chissà!
    Juliette75 ;-)))

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  8. tiptop

    adesso non la sniffo… mi limito a voler bene alla scatoletta.

    dannella,le macchie, croce e delizia…perchè se poi nelle macchie ci soffi, e pieghi in due il foglio e lo stiri, vengono cose bellissime.

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  9. viejamilonguera

    Che bello questo post!Mi riporta alla mente cose vissute e..anche un po’ di nostalgia. Non tanto e non solo della penna e calamaio,ma della curiosità e dalla voglia di crescere e di scoprire la vita, che mi accompagnava allora…
    Grazie!
    Un saluto
    Dori

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  10. woland23

    C’ erano i pennini a forma di Tour Eiffel, apparentemente elegantissimi ma che poi grattavano ed erano avari nel tratto.
    Quelli invece grassottelli come una buona fantesca raccoglievano dal lato concavo una sorprendente riserva d’ inchiostro. Premendoli con arte contro la carta ti regalavano svolazzi gotici da antico notaio.
    Talvolta dal fiasco del bidello fuoriusciva una razione di liquido iridescente e tu quel giorno scrivevi con argento liquido. Peccato non aver avuto all’ epoca cose più interessanti da scrivere, con quel magico inchiostro!

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  11. tiptop

    Zaag per forza non lo hai mai messo nell’inchiostro!

    Dori son contenta, era quello che sperav accadesse leggendo e che ho provato scrivendo.

    Woland, mi sa che la pensiamo uguale!

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  12. gh7

    La penna più tipica mia che mi ricordo (durò tipo 3 mesi, forse meno, poi mi stancai) era quadricolore. La vendevano in tutte le tabaccherie. Però sono sempre stato chierico nero, perché quella poesia del Montale l’avevo letta da molto piccolo.

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  13. tiptop

    Già… le biro a scatto a due e quattro colori, ed il verde che non si usava mai. E poi le confezioni di biro colorate.
    Il nero resta il migliore, anche se il seppia ha un certo fascino.

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