pezzi da novanta

Tempo fa ero ferma in coda al semaforo in una grande piazza, ed osservavo il viavai di persone che attraversavano,  e quelle che scendevano dal tram, e quelle col cane nel recinto per cani, e la donna che spinge il passeggino manco fosse una Ferrari. Pensavo quante volte queste persone fanno tutti i giorni lo stesso percorso nello stesso modo,  rimettendo le suole dove avevano camminato il giorno prima,  e quante di loro riescono a coltivare  una vita interiore o per quante la  giornata passa cercando il modo di sopravvivere e sopravviversi , svegliandosi presto la mattina e crollando la sera, tropppo esauste per poter essere sfiorate da un pensiero. E pensavo all’immagine trita e ritrita delle formichine, vedendo la piazza dall’alto. Facile immaginare esistenze scialbe…il travet… Troppo, troppo  facile immaginarlo, uno stereotipo… e se così non fosse?
Oggi invece uscendo dalla metropolitana pregustavo i personaggi che avrei trovato sulla 90. Una filovia frequentata da varia umanità, e purtroppo spesso  anche da varie profumazioni .E ho ripensato alle formichine di piazza Napoli, e che magari  oggi avrei passato  il tempo sulla 90  trasfigurando le persone. Un po’ partendo dal principio di Gianni Rodari, non ricordo come si intitolava il libro, sulle fiabe all’incontrario "supponiamo che cappuccetto rosso fosse una poco di buono".  Ecco, prendere la signora col cappottino in tweed il capelli rosso appassiti e la borsa della spesa, immaginarla  indossare i costumi di scena, modalità cucina, golfino attillato, minigonna comoda, musica a pieno volume, e poi avventarsi  famelica sul marito di ritorno dall’orticello abusivo lungo il Naviglio…"o caro che bei mazzolini di cicoria mi hai portato!"  Solo che non ho potuto giocare perchè  da amante della  privacy  mi sono seduta come mio solito nel posto davanti, e così non vedevo più nessuno. Me riflessa nel vetro. Chissà ….

15 pensieri su “pezzi da novanta

  1. vonleverkhun

    A volte in pullman osservo le facce, i gesti, i comportamenti degli esseri umani che mi circondano….. a volte penso…. ma questi esseri insignificanti pensano, ridono, parlano? Non so…. mi prende un ansia terribile nel pensare che anche io per loro sono uno zero assoluto…. che la mia vita per loro non esiste o meglio è insignificante….

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  2. tiptop

    Auxesia… meglio che freni la fantasia dici?

    Juliette… in effetti più che Tiptop non mi riesce di essere

    Seigradi…si sono terribile, ma non è colpa mia, sono i particolari che vengono a me…

    vonleverkhun…magari non lo sai e vorrebbero esser come te! ma credo che l’importante sia di saper di avere un significato, per te e per quelli che significano per te.

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  3. gh7

    Il culto della privatezza è una roba della modernità o postmodernità. Come dimostrano fior di studi sulla classicità greca e latina (che non ho mai letti, bene inteso), a quei tempi nessuno se ne fregava niente della privacy e tutto quanto era in piazza o, in grecia, agorà. Boh, altre stagioni politiche, tipo.

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  4. tiptop

    Auxesia… non so, ho creato un lupo…

    Gh7… la privacy mi sembra sia il grande argomento di questi giorni, ma l’accaduto non mi ha stravolto.
    La privacy che amo è ..evitare contatti fisici sgraditi e sensitivamente impegnativi, e poi pensare ai fatti miei guardando dal finestrino senza vedere, o addirittuara leggere.

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  5. myoho

    Anche io,preferisco evitare contatti fisici sgraditi e quanta’altro,amo poco i mezzi pubblici e abitando in una piccola citta’ posso permettermi di evitarli,si riesce a circolare bene a piedi,in auto o in bici,anzi…ultimamente stavo pensando ad uno strano monopattino che ho visto in giro,con due ruote dietro…fantastic!!!

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  6. Comicomix

    A me piace stare in mezzo alle persone. ma anche no. Ed è bello, come hai tentato di fare, guardare le cose con altri occhi, rompere il cerchio. Insisti. ^_^

    Ciao!

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  7. tiptop

    Mamba, è che la mia vita mi porta sempre sugli stessi percorsi e per quanto sia sempre all’erta, non mi è facile scrivere di cose non già scritte… anche se i modi e le vie per scriverle sono tanti.

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