progetti

Tra un’ora e mezza è fatta… anzi, sarò fatta: esco per andare dal dietologo. Addio bicchierozzi di latte, temo.

Poi sono in vacanza sino a lunedì. Spero di conferire in campagna il resto della famiglia e restare sola a casa, così riordino davvero, magari li raggiungo  poi (se non starò troooooppo bene da sola).

In realtà… vorrei andare al mare. Sob. Sigh. Uffa.  In fondo…  venerdì o sabato,  se è bello, toccata e fuga… lo dico ma poi non lo faccio.  Da sola mi fa triste muovermi.  Non mi chiacchiero non  mi rido non mi dico guarda che bello… penso, e quando penso penso troppo e la cosa è dannosissima. Potrei portarmi da scrivere, in riva al mare, appoggiata ad una roccia, rumorino di onde, profumino di alghe corde bagnate e pesce marcio… ma non posseggo più una calligrafia.

8 pensieri su “progetti

  1. Sonorson

    Ok, lo vedi: sono diventato un lettore assiduo…. e come non potrei? “non posseggo più una calligrafia”, “non mi chiacchiero non mi rido”. Ma qui c’è poesia, qui c’è il lato emozionante della vicenda!

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  2. Gattatequila

    In bocca al lupo per la tua dieta. Ce la puoi fare, ne sono sicura. Quanto allo scrivere, ormai a causa di queste belle tastiere sembriamo tutti analfabeti quando abbiamo in mano una penna!
    Buon week end e buon ponte. Pensa a me che venerdì sarò nel mio ufficio semi deserto.
    Abbracci
    Tequila

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  3. utente anonimo

    In quel salottino di villa Annetta c’è una grande finestra di fine ottocento.
    Seduto in poltrona, illuminato dalla timida luce di una abatjour in stile liberty, si vedevano le fredde luci delle case adagiate sulla riva opposta del Lago di Como, proprio in quel tratto in cui le due rive son più vicine. Il campanile di Laglio era chiaro anche nell’oscurità della notte e la facciata del municipio pareva illuminata da una luna piena.
    Leggevo qualche pagina de “Essere e tempo” di Martin Heidegger, una lettura non certo facile, anzi piuttosto faragginosa.
    Il silenzio assoluto della notte veniva raramente spezzato dallo sfregolio delle barche attraccate al molo privato della villa.
    Quella notte però una strana atmosfera pervadeva quella casa. A volte, dettati dal nostro istinto più profondo, sentiamo che c’è qualcosa che non va, qualcosa di diverso rispetto al solito. Spesso siamo vittime della nostra stessa suggestione, ma è la razionalità a venirci incontro; sin da bambino mi ero abituato al crepitio di quella mobilia tanto vecchia e ai movimenti delle maldestre faìne a caccia di lepri.

    Improvvisamente, “Corrado”.
    Sentii pronunciare il mio nome da una voce di donna. Ma il mio scetticismo per l’ultraterreno mi impose la più totale censura di quel richiamo, attribuendo quelle tre sillabe a qualche suono esterno poi interiorizzato. Nessun brivido, nessun tremore.

    Immerso nella disquisizione sulla dicotomia filosofica fra il Furcht e l’ Angst, il frastuono dell’autoclave dell’acquedotto interruppe la mia già poco concentrata lettura. Stanco e assonnato, chiusi il libro.

    “CORRADO!”.

    Questa volta la voce non poteva essere frutto della mia immaginazione! Il mio nome era stato scandito nuovamente da una donna, e questa volta era chiaro. Nessun altro c’era in quella casa: ero andato lì, solo, proprio alla ricerca della solitudine, lontano da ogni distrazione, per dedicarmi ai miei studi.
    Un lungo brivido percorse tutta la colonna vertebrale, vertebra dopo vertebra. La sensazione di essere sfiorato da qualcuno mi fece alzare ,come una scheggiai impazzita, dalla mia poltrona.
    Prima di coricarmi a letto, andai in bagno e camminando lungo l’interminabile corridoio ebbi per tutto il tempo quell’orribile sensazione di essere seguito, pedinato… da un’ombra.

    “CORRADO!”.

    Iniziai a correre verso la sala da pranzo, e una volta arrivato accesi tutte le luci, piccole o grandi che fossero. Avevo paura anche soltanto a spostare un braccio, una mano, un dito. Ero immobile e ammutolito, al contempo: voglia di urlare. Sì, volevo urlare il mio nome così forte da svegliare gli stormi d’anatre che dormivano là fuori.
    Poi, il sonno profondo.

    L’indomani, fra me e me, decisi di non riferire a nessuno quanto successo quella notte, mi avrebbero scambiato per un matto. O forse, matto lo sono.

    Ciò che ho raccontato fino adesso è accaduto circa quattro settimane fa.
    Ieri, mentre sorseggiavo una tazza di tè in quello stesso salottino dove avevo sentito quella voce, i miei genitori mi hanno raccontato la storia della Contessa Annetta Tranquilla e del Conte Arturo De’ Siniscalchi, gelandomi il sangue.
    Si parlava di una loro amica medium, e mio padre insisteva nella plausibilità di certe sue previsioni azzeccate. Mia madre, col suo teutonico scetticismo, rimarcò di non aver mai creduto alle baggianate sugli spiriti: “Qui è morta un sacco di gente, cosa dovremmo fare allora? Addirittura le comare raccontano che nel 1866, Annetta, in preda ad un raptus, abbia massacrato con una mannaia la servitù, infine spingendo proprio da quella finestra lì suo marito il Conte!”.

    Avevo superato il limite di sopportazione. Brividi lungo la schiena: mi si era gelato il sangue: da quel momento le pareti di casa hanno cominciato a trasudare orrore, mi schifava star seduto pure su quella vecchia poltrona e in più continuava a tornarmi in mente il tono della voce di quella notte.

    Infine, proseguendo nel discorso ho appena scoperto che, nel 1860, il Conte De’ Siniscalchi fece costruire la villa come pegno d’amore nei confronti di sua moglie la Contessa Annetta Tranquilla.

    Non nascondo che la simbologia delle due date mi incute timore.

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  4. Perlediyogurt

    Ti capisco…io so una che ha bisogno di taaanto spazio da sola…e questo per gli altri non è sempre facile da accattare, perché sembra che io non ami la loro compagnia. In realtà non è così…però finisce anche che quando sono sola penso tanto. Alle volte è bello, mi rigenera, mi aiuta a mettere ordine…altre però i pensieri cominciano a fluire verso dove non dovrebbero…

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  5. utente anonimo

    ma che bel programmino…. mare, onde che si infrangono sulla tua solitudine… ti auguro, se sola resterai, di trascorrere questi momenti in serenità… ma sono certa che non resterai sola…
    Juliette75 ;-))))))

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