ma quante belle chitarre, e che voce !

PRELUDIO
Già era una giornata piovosa nella quale si era affacciato il sole.
Mi premunisco, memore della precendente esperienza al concerto di De Gregori dove con M, non avendo cenato, al ritorno morivamo di fame:  se imparano i topi dalle esperienze pregresse, imparerò pur io, no? Prendo le cocacole al distributore delle bibite, una misura perfetta, non troppa e non poca. Prendo anche un pezzetto di pizza e di focaccia dalla panettiera ucraina.
Faccio il bancomat.
Nella metropolitana mi accorgo che ho lasciato il sacchetto della merenda ai piedi del bancomat.
La legge di Murphy mi sconvolge, mi attanaglia, mi dilania per attimi infiniti, finchè arriva il treno della metropolitana. Se salgo a riprenderlo, il sacchetto  sparisce mentre faccio l’ultimo gradino. Se non salgo, il sacchetto lo troverò domattina, magari anche un titolo di giornale, "allarme bomba al bancomat di corso Lodi".
Sul treno per Seveso, mi sovviene che 19.39 è un orario familiare…  è subito sms.
Naturalmente il grande S. è sulla prima carrozza, io idove c’è un portacenere con scritto 105, gli dico, ma  i corridoi sono pieni di gente, siamo irraggiungibili, ci saluteremo scesi in stazione.

A Seveso HO FAME. Il paziente R mi accompagna in giro, un bar sta chiudendo, le pizze sono al trancio, troppo da sbocconcellare in auto .Il bar di fianco in realtà è una gelateria. Finalmente, racimolo  un cappuccio e una brioche… alle 20.30. Mi giustifico con la barista  " mi porto avanti sulla colazione di domani". Sarà stata felice di aver piazzato la penultima brioche.

  170408 massimiliano larocca andrew hardin170408 greg brown bo ramsey170408 figliio greg brown bo ramsey 170408 greg brown


CONCERTO
rendiconto brevissimo in quanto  reso da un’incompetente,che marcia a sensazioni e di tecnica non sa mai nulla. Neanche che chitarre avevano i chitarristi. Non violoncelli, non hukulele, non banji (il plurale di banjo?),che fossero chitarre ero sicura. Poi c’era scritto anche sul programma.

Aprono le danze Massimiliano Larocca accompagnato dal chitarrista texano Andrew Hardin. La voce mi infastidisce, è troppo grossa per le chitarre, vorrei sentire solo quelle. Massimiliano Larocca sarà l’unico ad aver suonato senza cappello .
Arrivano Greg Brown e Bo Ramsey. Greg Brown una voce meravigliosa, calda, profonda che canta leggera, invece. Bo Ramsey, chitarrista pieghevole, deve aver iniziato ad oscillare suonando da giovane e non riesce più a smettere. Mi sono piaciuti da matti, ma anche a vederli dopo, a spettacolo finito. Ramsey era lì a mettersi via strumenti ed attrezzature, e poi è arrivato anche Brown, a farsi fotografare, fimare autografi. sorridente, tranquillo, thank you. L’avessi incontrato in autobus, non avrei pensato che fosse "uomo di spettacolo" ed in effetti non lo è, mi sa, nel senso italiano del termine. Mi è toccato immortalare M e Greg avvinghiati, io mi sono rifiutata al solito.
Ha anche cantato una canzone, timidamente, il figlio di Greg Brown, che dal discorso in molti avevano capito fosse figlio di Bo Ramsey, e dal quale io avevo solo decodificato " His wife", e non era riferito sicuro al figlio, che avevo invece capito si chiamasse Beth, ma a vederlo non credo proprio. E comunque ero dubbiosa su questo figlio di Ramsey che assomigliava a Brown e cantava con lo stile di Brown e già mi figuravo altri scenari. Vabbè, M mi procurerà un’antologia di Greg Brown. A me mi piace.
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