Non amo molto andare al ristorante, se ci vado è per dovere o necessità… preferisco di gran lunga preparare io per gli amici. E’ che i miei amici col capofamiglia non li voglio mescolare più e allora invito a casa solo quando lui non c’è. Ci sono solo due posti – beh non è che poi ne conosca molti, a dire la verità – dove vado volentieri a mangiare, e sono posti dove comunque mi sento un po’ a casa. Uno è il ristorante della mia amica, in via Ripamonti 9, e l’altro è questo della foto, l’Isola Fiorita  in Ripa di PortaTicinese, un locale che per altro qui ho già nominato, e non ha neanche bisogno che lo nomini io. Ieri ci ho portato la famiglia,compresa la mia mamma, che è riuscita a superare indenne anche questo locale  che sopra la porta del bagno ha scritto "chi non ha mira è pregato di astenersi" e nel menù che "sono noti per la loro lentezza, e se non va bene a 150m c’è un altro ristorante,e poi a 500 un altro", e cose così. A me piacciono i posti semplici, il lusso mi infastidisce, e ancora di più la finta ricerca di semplicità. Devo scivolar via non vista… se sento uno sguardo inciampo.

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19 pensieri su “

  1. delphine56

    Adoro i posticini semplici, in quelli scic inciampo sempre, urto qualcosa, mi macchio, non so bene quali posate o bicchieri usare….. e comunque a casa mia o dei miei amici si mangia sempre molto meglio! Hai ragione, la prox volta che vengo a Milano ci andrò!

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  2. davidia69

    una volta andai in un post chic, chicchissimo ed era un matrimonio ristrettissimo ed eravamo tipo in dieci. allora l’omino, lo sposo, molto di cattivo gusto, ci disse a noi bifolconi di pianura “mi raccomando, silenzio ed educazione”. se non fosse che gli sposi erano due settantenni di belle speranze sposatisi in seconde nozze, e per cui avevo un debito di riconoscenza, non ci sarei andata.
    e così noi bifolconi di pianura venivamo come dire, anticipatamente redarguiti su ciò che ci aspettava………allora noi, poveri bifolconi di pianura eravamo lì come dei baccalà stesi al sole a seccare, seduti su quelle sedie….(sedie?) imbottite e con stoffe damascate d’oro, rigidi come delle statue di marmo, pieni di imbarazzo ché magari non si sa mai che la postura non è giusta e cose così. e poi c’era l’omini che ti grattava il formaggio e tutta la scenografia che sembrava di stare in un film con musica classica di sottofondo e blablabla di circostanza……quasi alla fine della cena nostra arriva un gruppo di “sciur”. sembrava la calata dei barbari: urla e risa sguaiate, sigari in bella mostra eccetera, eccetera, eccetera……..che tristezza. che tristezza l’essere usciti con la fame. sì perché dei piatti, nonostante raffinatezza per gli occhi, non si poteva dire altrettando per la pancia che reclamava, come spesso mi accade, pane e salame…

    😀

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  3. EdoEleStorieAppese

    Allora prova ad andare al pseudo ristorante ” La cozz” di Via Savona a Milano… quasi esclusivamente cozze e mitili in genere… ma spartano in modo miserevole, devi pregare e corrompere il cameriere x avere del pane… per non parlare dell’arredamento… in campeggio forse è meglio, ma è simpatico.
    Edo

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  4. Ada09

    Bella la collezione di vecchie radio e anche tutte quelle vetrate. Però le frasi a effetto mi sembrano un pò snob. Comunque se si mangia bene posso passarci su!

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