invidia

Una cosa che dico sempre agli altri nei momenti neri è che comunque qualcosa accade, di piccolo, di impercettibile, che ti rasserena.
Tornando a casa dall’ufficio sono passata in farmacia e siccome mi conoscono non ho dovuto cercare il surrogato della tessera sanitaria – perchè, avendo il nome composto,ormai credo non mi arriverà mai più – è bastato che recitassi a memoria il mio codice fiscale, ed insomma, è bello essere accolti con un sorriso e un piccolo sconto di burocrazia… Forse non per gentilezza, ma perchè sanno che frugo nella borsa per un’ora e allora preferiscono far così…
E poi sono passata dalla sarta a ritirare le cose pronte,  una che ha  appena aperto una "vetrina" a due passi d casa mia. Fa piccole riparazioni, ed io ne avevo una tonnellata da portare, cose impossibili per me… Insomma è tanto simpatica. Mi ha mandato lì la Princess, è la zia di una sua amica. Oggi glielo ho detto, e lei non la conosceva… accidenti, peggio di me con i parenti. E invece no, poi ci siamo arrivate, era una sorta di nipote adottiva … Vabbè, comunque l’ho invidiata, questa sarta, stufa come sono del mio lavoro. Innanzitutto fa un lavoro manuale, ha la soddisfazione di vedere il lavoro fatto. E poi… è da sempre che mi piacerebbe saper cucire, ma avevo rimandato tutto al mio esordio come  pensionata. Poi lei magari parla con gente contenta, penso che non saranno tanti a fare gli incazzosi, spero. E a me piace tanto il rapporto con le persone, guai se non strappo un sorriso. Anche ai rompiballe, devo vincere io.
C’era un periodo della  mia vita in cui lavoravo un sacco a punto croce. E poi all’uncinetto, la maglia coi ferri un po’ meno. Ho fatto intere coperte, con la lana grossa però. Niente di utile,  se ci mettessi un negozio fallirei. Sorridendo ma fallirei, credo: so senpre fare un po’ di tutto, ma bene bene proprio bene, niente.
Insomma, non so com’è. ma sono arrivata a casa contenta, finalmente, dopo tanti giorni di piva e lacrime in tasca.

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29 pensieri su “invidia

  1. sassofortino

    la vita è fatta da un milione di cose come quella che descrivi, per quel che mi riguarda vivo per quelle, e per qualche sorriso. Mi hai fatto venire in mente quanto ho sempre desiderato essere titolare di un ferramenta; griderei a tutti i compagni di via: vogliamo cose pratiche ed utili!
    Un abbraccio fabrizio

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  2. myoho

    A volte basta davvero poco,davvero poco…un pensiero che cambia strada,un colore che muta…e il sorriso ritorna…un abbraccio e buona notte…Kiara

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  3. ilmamba

    Leggendo il tuo blog provo sempre un senso di serenita’ e tenerezza, comunque e qualunque cosa tu scriva. Meno male che esistono ancora persone come te. Hai scritto piu’ volte che ti piacerebbe cambiare, essere diversa; certo, forse, ti sentiresti piu’ a tuo agio, ma perderesti sicuramente un tuo lettore…

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  4. ladypazz2

    Mia madre è sarta…molto brava…con una figlia molto idiota che nn ha mai voluto imparare… nn so nemmeno attaccare un bottone…però sn d’accordo con la tua filosofia di vita…c’è sempre qualcosa che può strapparci un sorriso, anche nei momenti più neri !
    Ciao

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  5. emmeegi

    …il sorriso del cuore che spesso ci viene dalle persone che sono serene… ci entrano nell’anima e ci donano il sorriso… ci aiutano a continuare nel nostro cammino…
    un abbraccio
    gino

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  6. cilvia

    un pò come inzomma, so farfe tutto (male)!!! eheheh!!! cmq anche a me piacerebbe saper cucire bene!!! e creare cose!! informati per un corso che ci andiamo dai!!! :)))

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  7. spighetta

    Credo che la capacità di rallegrarsi o comunque sentirsi più leggere grazie alle piccole cose sia una grande qualità e una cosa che da lo stimolo per andare avanti e segno di grande sensibilità.
    🙂
    Anch’io so fare tante cose,ma nessuna veramente bene o come andrebbe fatta. Però va bene lo stesso….saper fare è meglio di non saper fare.
    La cosa che più mi fa soffrire è che non ho studiato molto. Ora , alla mia età…55 primavere, non è così facile come sembra.
    Ciao Cri e saluti cari alla Princ e al piccolino.

    Linda

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  8. nonnacarina

    Anch’io ritengo che chi riesce a vedere la pagliuzza d’oro nel fango viva meglio.
    E poi a pensarci bene la vità è fatta di piccole cose , piccole ma in effetti essenziali.
    Come sta il pancino per te più importante al mondo?

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  9. ladygabibbo

    anche ame piacerebbe lavorare a contatto con le persone, mi sarebbe piaciuto avere un bar:-)
    io non amo cucire, mio marito si attacca i bottoni da solo, io faccio i rammendi più complicati:)

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  10. lorypersempre

    Ieri sera mi sono vista “Madagascar” alla tv, protando avanti di una decina di centimetri il maglione di mia figlia. Son cose 😉
    By the way da bambina ero bravissima al’uncinetto ma mi consumavo gli occhi. Quanto al cucito, sono poco più di una principiante mentre con i ferri ero una campionessa. Insomma, si fa quel che si può.
    E comunque un lavoro manuale e tranquillo fatto ogni tanto rasserena 😉
    Leela

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  11. auxesia1

    Non sono per i lavori manuali. Li so fare tutti ma non mi riescono mai bene, sono negata.

    I miei incontri con la macchina da cucire (per necessità) diventano una lotta fra me e la macchina!

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  12. viridian

    Cara.
    Che poi quasi nessuno sa veramente tutto tuttissimo di qualcosa. E in genere poi è n disastro su quasi tutto il resto. Siamo tutti un po’infarinati di tutto e niente, no?

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