ancora 194 e dintorni…

Quando ho accompagnato la Princess dal ginecologo, ne ho approfittato per chedere lumi. Chissà mai che leggendo ti fai un’idea, e uno che ci lavora ne abbia un’altra. Volevo sapere che succedeva quando un feto veniva rianimato…Se sono vitali, vengono curati ma difficilmente sopravvivono. Se con lo spiegamento di tutte le possibilità dell’attuale medicina vengono tenuti in vita, nonostante tutte le possibili menomazioni ulteriori, la madre, giuridicamente, dovrà  fare anche il passo di disconoscerli.
E mi ha citato  una coppia sarda che ha presentato ricorso  alla Corte Costituzionale contro l’art 13 della legge n.40 (divieto di diagnosi genetica pre impianto): si parla di procreazione assistita,  è tecnicamente possibile diagnosticare negli embrioni da impiantare se siano portatori di patologia derivante dalla talassemia (morbo di Cooley*), ma in Italia la legge lo vieta (all’estero si può) .
Insomma a questa donna che non riusciva ad avere figli hanno impiantato un embrione e in seguito, dopo i controlli di rito, le hanno segnalato la malattia ed ha scelto di abortire, dopodichè ha trovato il coraggio di riprovare ma si è rifiutata di farsi trapiantare l’embrione senza diagnosi preventiva, che il medico rifiutava di fare.
La sentenza è stata favorevole, come si può leggere  nel link sopra.

** La talassemia major o Morbo di Cooley può essere trasmessa ai figli di due portatori sani di Talassemia nel 25% dei casi. E’ una malattia grave, che richiede trasfusioni per tutta la vita e che anche oggi, nonostante i notevoli progressi in questo campo (dove l’Italia, per inciso, eccelle), porta a morte entro i primi 5 anni di vita una grande percentuale di piccoli pazienti.

7 pensieri su “ancora 194 e dintorni…

  1. auxesia1

    Come in tutte le cose, quello che comanda deve essere il buon senso. Nessuno oggi può affermare che l’aborto vega praticato a scopo anticoncezionale o al fine della selezione della razza. Nella stragrande maggioranza dei casi ciò non avviene, pero per una minoranza di persone l’uso che viene fatto del’aborto è proprio questo. Ti porto la testimonianza di una persona di mia conoscenza che è ricorsa all’aborto per 3 volte in quanto, già sposata e madre di altri 2 figli, non aveva la disponibilità ad allevarne un terzo. Per carità anche lei si porta dentro dei sensi di colpa immensi per questo fatto, anche se ne addossa gran parte della responsabiità alla persona che all’epoca era il marito. Un uomo che descrive come violento, che l’avrebbe costretta ad abortire, dalla quale oggi è separata ma non per la scelta di lei, quanto per quella di lui. Fosse stato per lei, oggi ancora sarebbero una coppia. Nè, d’altro canto, si può dare la responsabilità di quanto successo all’ignoranza di lei, anzi …… infatti questa persona lavorando in ambiente ospedaliero, aveva a disposizione tutta la cultura necessaria per limitare la procreazione senza arrivare ai 3 aborti.

    Per concludere, come in tutte le cose è il buon senso che deve essere da guida, vale lo stesso discorso che può valere (faccio un paragone assurdo, ma che rende l’idea) per il vino. Tutti sanno che un bicchiere di vino ai pasti non fa male anzi può avere effetti benefici. Però c’è sempre chi esagera e non si accontenta di un bicchiere, ma almeno di mezza bottiglia.

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  2. Gordonflex

    Sono d’ accordo con Auxesia, l’ uso del buonsenso da parte di tutti dovrebbe mitigare alcuni aspetti legislativi senza dimenticare che davanti a certe scelte c’ è solo la madre con la sua coscienza e tutti gli altri chiaccheroni sullo sfondo diventano piccoli piccoli.
    Soprattutto i signori Maschi. (io sono maschio e padre)

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  3. treeonthehill

    Perchè ci si deve precludere l’opportunità di usufruire dei progressi della scienza e continuare ad affidarci al caso e alla fatalità, mettendo al mondo creature malate destinate ad avere vita breve e sofferente?

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