TAXI E VECCHIE VECCHIETTE
Oggi ho accompagnato mia madre per una visita Dermatologica all’Istituto dei Tumori, un secondo parere perchè si convincesse del piccolo intervento che deve fare, un intervento ambulatoriale, niente di che, ma che comunque la spaventa, come spaventerebbe me all’idea di farmi tagliare in testa.  Obiettivamente, per quanto uno possa essere ipocondriaco, non credo sia una cosa che possa far piacere.
In ogni caso, non è niente di preoccupante ma è meglio procedere.
Ma quello che è bello, è andare in giro con la mamma, una forza della natura. In taxi ovviamente.
Tassista affabile "dove andiamo di bello?"  mi sono sentita un attimo in imbarazzo nel rispondere. Via Venezian 1. Istituto dei Tumori l’ho detto dopo… piano.
Ho faticato a convincere la mamma che per quanto si faccia una visita cosiddetta privata, non si paga a mani del dottore, ma si passa dall’accettazione, che non aveva parlato con la segretaria del dottore, gentilissima, ma con l’ufficio prenotazioni, che lo studio del dottore non si sapeva qual era fino all’ultimo,e  che non era al primo piano, che il numero uno che aveva scritto era  invece quello della via, voleva andare ad aspettarmi là per passare prima….
Una delle cose radicate in mia madre, non so se per l’età o per il suoi trascorsi nella migliore società,   e che ci differenzia fortemente , è che  lei non si sente un numero, in questo mondo. Lei è. Punto e basta, il mondo si muove intorno a lei, ed è scontato che tutti lo sappiano.
Certo è che ha il potere di strabiliare, i  tassisti, il medico che l’ha visitata, non credevano alla sua età. Lei invece esibisce orgogliosamente i suoi quasi 94 anni. Le piace dire quanti anni ha, perchè tutti le fanno i complimenti, vorrei arrivare io alla sua età così, etc etc. Infatti dice sempre che sta meglio con gli altri che con noi figli, noi figli la facciamo sentire vecchia.
Il  tassista dell’andata è un ex procuratore di borsa. Quando sentendo  madre elucubrare sul pranzo di natale ho detto " che voglia di andare in Nuova  Zelanda" il tassista è sbottato " Anche tu?". Invece la tassista donna del ritorno, ho scoperto che è di Varese, lavora 10 ore a giorno sette giorni su sette, se no non ci sta dentro, dice, ha il turno dalle 15 all’1 di notte.
Che vita…ma ci pensiamo mai al quotidiano degli altri?

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15 pensieri su “

  1. dianablu64

    Ma fa bene tua mamma: ad una certa età è giusto vantarsi di esserci arrivati e per di più abbastanza bene.

    Per quanto riguarda il quotidiano, ognuno di noi è abituato a vedere il proprio orticello ed a confrontarlo con quello degli altri. Il fatto di lamentarsi della propria condizione credo faccia parte del bisogno di migliorare la propria situazione. Siamo abituati a vedere chi ci sta davanti, mai dietro, ed è per questo che, si dice, anche i ricchi piangono!
    :-DDDD

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  2. tiptop

    Ma ci sono cose…chissà cosa capita agli altri. Ad esempio, come il tassista ora fa il tassista e non più il procuratore di borsa. C’è una storia dietro?

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  3. dianablu64

    Ma non esiste nessuno che non abbia una storia dietro: il fatto è che un resoconto positivo o negativo della vita, lo si può fare solo alla fine. Poi ognuno ha periodi positivi o negativi

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  4. ladygabibbo

    per esempio il mio dentista prima era ginecologo..chissà perchè ha cambiato specializzazione?ho troppa paura del dentista per chiederglielo:).
    però è vero…io me lo chiedo spesso come vivono gli altri..perchè fanno un determinato tipo di vita

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  5. lamokadauno

    Dovremmo davvero? E se si perchè? E se lo facessimo loro sarebbero contenti o direbbero “cosa ne sai e sopratutto cosa t’importa?” Io seguo il principio del troviamoci a metà strada almeno siamo certi di volerci trovare. A volte posso fare lo sforzo di tutto il cammino, ma non sempre. Un mio amico sosteneva che madre teresa di calcutta fosse una malatta di mente. Che poi le malattie mentali portino a comportamenti diversi è un altro discorso… Tendo a dargli ragione. Mi sento poco “buono” in quel senso lì.

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  6. tiptop

    Capita di accorgersi che c’è chi arranca più di te, e allora pensi che ti lamenti, ma c’è chi sta peggio…e quindi cerchiamo di apprezzare piuttosto quel che c’è di buono nella nostra vita.
    Tante volte me lo chiedo, cosa c’è dietro, semplicemente perchè la vita è curiosa, mi stupisce.

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  7. Comicomix

    No, purtroppo ci pensiamo poco o nulla..
    Invece sarebbe un ottimo modo per vivere meglio da soli e in compagnia..
    Perche, sarà banale, ma gli altri siamo davvero noi.
    Un sorriso complimenti a tua mamma: fa bene a non sentirsi un numero!
    Mister X di COmicomix

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  8. Seigradi

    Vero, siamo piuttosto egoisti! Tendiamo a lamentarci dei nostri guai, vediamo nero solo a casa nostra… e poi magari, nella media, non è che stiamo così male…
    Fa riflettere…

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  9. treeonthehill

    è che il nostro quotidiano è così pieno di tante cose , e molte inutili, lo ammetto. E poi spesso è così faticoso vivere la nostra giornata, figuriamoci quella di qualcun ‘altro…

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  10. tiptop

    Sì è vero che pensiamo solo a noi stessi. Non è che poi magari possiamo fare molto per gli altri, possiamo sembrare invadenti, non ce lo chiedono, o semplicemente non siamo in grado. Però già metterci ogni tanto nei loro panni, immaginare le cose dal loro punto di vista, serve a capirsi un po’ di più e prendersela un po’ meno.

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  11. IngliscGherl

    A volte penso alla quotidianità altrui, di solito con ammirazione o sneso si frustrazione o profondo senso di impotenza. Dipende chi hai davanti e quello che fanno.
    Ma si a me capita spesso di uscire dal mio microcosmo e immaginare come sarebbe….

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  12. AiLund

    dopo tutti questi commenti profondi arrivo io(dopo una vita che non passavo di qua)…e dico tua mamma (anni 94) mi ricorda mia nonna che è una giovinetta (anni 90) una volta l’ho accompagnata dal medico, ha saltato tutta la fila! le altre vecchiette volevano picchiarmi!
    ammetto di essere un po’ fifona, le volte che ho dovuto fare delle (piccole) operazioni la voglia di scappare era tanta, ma anche quella di togliersi definitivamente il pensiero…per questo ringrazio il mio dermatologo che mi ha tolto a sorpresa un neo, poteva diventare altro…
    per quanto riguarda “gli altri” non si dice di “try walk in their shoes”, di provare a camminare nelle loro scarpe? a volte aiuta, no?

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