In questi giorni sono stata un bel po’ alle prese con la mamma.
Devo dire che alla tenera età di 93 anni e 10 mesi ( diventando vecchi si torna bambini, ma mi sembra  di no, mica poi tanto) è ancora piuttosto in gamba, ho già parlato di lei in precedenza, in un collegio per signorine brianzole di buona famiglia  imparò economia domestica e quel tanto di base di cultura che le ha consentito di fare poi la settimana enigmistica, oltre a bellissimi ricami e pizzi. O meglio, l’economia non l’imparò se non in tarda età, dopo aver dilapidato al gioco una fortuna, e le domestiche le aveva sempre avute, nonchè le balie per noi figli, io avevo la tata Maria, con la sorella Laura che incontrava sempre dei soldati  in libera uscita della vicina caserma quando eravamo al Parco, ora che ci penso forse non passavano di lì per caso. Anzi quando sono nata io, non c’era già più la coppia di camerieri ma la single Angela, della quale in un post  ho già parlato.  Solo che ora la mamma qualcosa ha,  e potrebbe essere qualcosa di serio. Insomma, un "coso" in testa, curato con creme, e non ha mai ritenuto di farsi rivedere, perchè non le dava fastidio. Così è passato tempo, ora si è ingrandito un po’, ha voluto finalmente tornare dal mio dermatologo  per il controllo, che l’aspettava da circa due anni. Insomma, va tolto per vedere anche che cos’è. Mio fratello voleva che si facesse vedere anche da uno dell’Istituto dei Tumori che conosceva lui, lei ha detto prima si , poi no, ha deciso di fare tutto dal mio che conosceva già.
Ho concordato col dottore la data per l’interventino ambulatoriale, ed anche la miglior forma di anestesia locale: procurarle un tavolo di canasta con tre agguerrite infermiere. A parte gli scherzi, anestesia locale, antibiotico, cremina preparatoria. antistiaminico, fatti gli esami del sangue., insomma mercoledì 7. Ieri mi chiama la mamma, non lo vuole più fare. Ha paura, se si fa toccare le uscirà qualcosa d’altro e muore. La capisco, e poi le dicerie delle sue amiche di scala quaranta sono più potenti del dottore. E deve anche aver realizzato, lei che si cura ancora tanto,  che potrebbe presenziare al pranzo di natale con un buchetto in testa e senza  un po’ di capelli, per non parlare delle partite al circolo così acconciata.
Io non sapevo bene cosa dire. Costringere non si può. Il medico era il mio, non aveva voluto quello di mio fratello, ignoravo i tempi della possibile malattia… se qualcosa andava male, che responsabilità…io del mio dottore mi fido, ma gli altri sono sempre pronti a scatenarsi, si sa. Ho solo detto Mamma se il dottore non si secca  vediamo di rimandare, in fondo manca una settimana lo abbiamo fissato da soli  due giorni, vedrai che capirà, stai tranquilla, ma poi ti decidi, vai a sentire anche l’altro così mio fratello è contento, e tu ti convinci di più.
Frasi dette nella speranza che due medici potessero mai dare la stessa diagnosi.
Insomma lei telefona al mio signor fratello per avere l’appuntamento dal suo medico. Dopo dieci minuti mi chiama per sapere se  lui ha richiamato me, perchè lei non lo ha più sentito, che doveva dirle per quando era fissato l’appuntamento. Mamma… dieci minuti… avrà solo trovato il numero di telefono da fare.
Dopo mezz’ora abbiamo lil fratello ci dice l’ora dell’appuntamento all’Istituto, per martedì prossimo.
Chiamo il mio dottore, spiego che la mamma non si sente, capisce, si rimanda, però la voglio tenere sotto controllo, mi spiega la differenza tra il buono ed il cattivo, ci sentiamo.
Chiamo la mamma per dirglielo…  risponde con tono funereo… "Senti Cristina, ho deciso… mando all’aria tutto, vada come vada, la faccio."  "Mammmaaaaaa! neanche a 93 anni puoi fare così! Adesso mi hai fatto rimandare e hai un appuntamento da un altro, adesso ci vai!!! Io non chiamo più il mio dottore  fino a quando non hai fatto quella visita!
Però la capisco. Credo senta tutta la solitudine  della sua decisione. Io certo non sono capace, di obbligarla, già avrei difficoltà ad obbligare me stessa. Come si fa a essere sicura degli esiti di un’operazione? in famiglia abbiamo avuto un tale campionario di disastri.  Le manca di sicuro la guida e il tono autoritario di mio padre, la devi fare, non c’è altro da fare. Manca tanto anche a me.  Ma presto o tardi arriva, il momento in cui sei di fronte a una decisione che nessuno può prendere per te.

7 pensieri su “

  1. spighetta

    Povera Mamma: Rassicurala e dille che sta benino e deve continuare a stare benino…vista anche l’età. Quindi non deve trascurarsi perchè voi tutti le starete vicino .
    Le mamme certe volte diventano le nostre figlie.
    Un augurio a questa Mamma e anche a te 🙂
    Linda

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  2. roberts

    Anzitutto un grande in bocca al lupo alla mamma.
    Purtroppo hai ragione, certe questioni (vissute sui miei nonni) non puoi “gestirle” come credi sia giusto.
    E’ anche difficile dirti qualcosa senza sembrare banali o cinici.

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  3. treeonthehill

    La mia mamma spesso deve ricoverarsi per problemi piuttosto seri e ogni volta che torna a casa bisogna lentamente ritirarla su dal pozzo in cui scende, per far si che la depressione non prenda il sopravvento. è dura

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