COMPORTAMENTO ANIMALE

Sono umani.

Quando avevo solo la micia, Cindy, grigia tigrata,  che era una tipa che se la tirava e era indifferente al cibo non in scatoletta, il cane Doug spesso e volentieri mancava di prendere al volo i bocconcini di cibo che captiava di allungargli. Pensavo di avere il cane da caccia con meno mira al mondo. Con l’avvento dei due gatti, è diventato di un’abilità straordinaria, non c’è briciola commestibile che tocchi terra a casa nostra.

I due mici, finito il cibo nelle rispettive ciotole, controllano l’uno in quello dell’altra che non sia rimasto qualcosa. Il cane finita la sua pappa va a controlare quelle dei gatti, i gatti, soprattutto la micia, vanno a controllare la sua.

L’apice è stato raggiunto ai tempi del boxer, Otto,  e la micia: quando fischiavo, il cane nella cuccia apriva pigramente una palpebra e la micia  arrivava  di corsa, quando facevo ncncncncnc (oddio come si scrive?) arrivava di corsa il cane.

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6 pensieri su “

  1. yukshee

    Hahaha stupendo. La tua micia mi ricorda la Raissa, la mia gattaccia meravogliosa. Che io, ostinatamente, dichiaravo essere un gatto delle Highlands.
    Era una soriana trovatella (a pochi giorni di vita). 21 anni insieme. 🙂

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  2. KonradS

    Ti dovrò raccontare di quanto mi ritrovai ad ingannare il mio bracco tedesco sulla natura del coniglietto di casa. A forza di ripeterle “Guarda che bel cagnolino…” si passò dalle prime occhiate del “Ma che diamine dici, è un coniglio! Sono addestrata io!” allo sguardo perplesso “Certo, il mio addestramento è stato così tanto tempo fa che forse mi sono confusa…” fino a giungere all’accettazione della verità indotta ed ai tentativi del cane di assaggiare una carota.

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  3. gattopippo

    noi avevavo una pointer, riceveva la pappa una volta al giorno, se la faceva durare 24 h, mangiandone un poco ogni ora, questo per 8 anni, dopo abbiamo preso un altro cane, perch’e le facesse compagnia, dal giorno in cui hanno condiviso il cortile, la pappa non è mai rimasta pi¡u di 10 min nella ciotola!

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  4. psicopigiama

    Pensa che una volta stavo studiando in cucina. Mia madre aveva preparato il castagnaccio. Io ne ho mangiato un pezzo, poi mi sono rimesso a studiare. A un certo punto sento con terrore le portentose mascelle del cucciolone di casa chiudermisi sulle dita. La belva aveva annusato l’unto di castagnaccio. Per fortuna, da cane educato, sentito che la consistenza non era quella giusta, ha aperto le fauci salvandomi la mano. Forse è per questo che poi siamo passati al barboncino.

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